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Riforma giustizia, al circolo della stampa confronto sul Si: “Nessun attacco alla magistratura”

Si è svolto questa sera, al Circolo della Stampa di Corso Vittorio Emanuele II, il convegno dedicato alle Ragioni del sì in vista del prossimo referendum confermativo della legge costituzionale concernente le norme sull’ordinamento giurisdizionale e l’istituzione della Corte disciplinare.
L’incontro, promosso dall’avvocato Vincenzo Quintarelli — che ha recato i saluti introduttivi — ha riunito giuristi, magistrati e rappresentanti delle istituzioni in una serata densa di argomentazioni tecniche e passione civile.

A introdurre i lavori è stato l’avvocato Edoardo Fiore. Sono poi intervenuti Luigi Bobbio, giudice al Tribunale di Nocera Inferiore, l’avvocato Luigi Petrillo e – in collegamento da remoto – il deputato della Repubblica Gianfranco Rotondi.Non c’è nessun attacco alla Magistratura, voler procedere al sorteggio per scegliere i membri del Csm è sinonimo di trasparenza e questo avverrà scegliendo persone esperte e competenti che hanno superato concorsi, fatto esperienze sul campo e che quindi sono in grado di svolgere le funzioni richieste. La Dc é favorevole al Sì da trent’anni, basti pensare che già nella fondazione del Ppi il tema della separazione delle carriere fu posto dall’ultimo segretario Dc Martinazzoli, che era stato anche Guardasigilli”.

Luigi Bobbio, già pm anticamorra a Napoli, da anni giudice del lavoro a Nocera Inferiore, pubblicamente schierato a destra e già sindaco di Castellammare di Stabia – proprio il Csm lo ha condannato alla perdita di un anno e sei mesi di anzianità per vicende di illeciti legate alla sua stagione da amministratore, ha preso la parola dal proprio osservatorio professionale.

Di fronte alla domanda su un possibile conflitto d’interesse nella sua posizione, Bobbio ha risposto senza esitazione: «Dico sì da sempre: sono trent’anni che sono favorevole a una riforma che aspettavo, come tanti altri, da almeno venti anni se non trenta».

Il cuore della sua analisi ha investito il sistema disciplinare e il ruolo delle correnti all’interno del Consiglio Superiore della Magistratura: «Non funziona nella misura in cui chi è protetto dalle correnti viene trattato in maniera molto favorevole, sia che venga prosciolto, sia che venga condannato. E non funziona perché chi non è protetto, invece, viene bastonato in maniera sistematica e in maniera estremamente dura rispetto a quella che sarebbe la normalità».

Bobbio ha poi liquidato con fermezza la tesi secondo cui esisterebbe, tra le correnti dell’Associazione Nazionale Magistrati, una componente autenticamente di centrodestra: «È una favoletta metropolitana che, per mancata conoscenza degli interna corporis della magistratura, si propaga e si diffonde da decenni».

E ha concluso con una stima che non lascia margini all’ambiguità: «Mi azzardo persino a indicare una percentuale: più dell’ottanta per cento dei magistrati italiani ha posizioni politiche personali di sinistra».

L’avvocato Luigi Petrillo ha iscritto la riforma entro una prospettiva storica di lungo respiro, richiamando la settima disposizione transitoria della Costituzione: «Non tutti sanno che tale disposizione prevede espressamente che l’ordinamento giudiziario dovesse essere adeguato alla Costituzione. Si tratta di una norma rimasta inattuata dal 1948, e questa è l’occasione perché quella disposizione trovi finalmente una sua corretta attuazione».

Petrillo ha definito l’intervento «una riforma di sistema come non l’abbiamo mai avuta, eccezion fatta per la riforma del codice di procedura penale», e ha replicato con nettezza a chi sostiene l’esistenza di priorità più urgenti: «Questo è un modo di ragionare tipico del cosiddetto “benaltrismo”, che — neanche a dirlo — imperversa ogni volta che si pone mano a qualsiasi riforma della giustizia».

Sul versante dei tempi processuali, l’avvocato ha richiamato i risultati conseguiti negli ultimi anni, ascrivibili a suo avviso alle riforme legate al PNRR e alla riforma Cartabia: «Chi entra nelle nostre aule di giustizia penali trova processi a ruolo le cui notizie di reato rimontano al più tardi al 2024-2025, e questo significa che si è lavorato molto e bene in questo periodo».

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Michela Della Rocca

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