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San Mango sul Calore, fronte comune per salvare l’ArcelorMittal. Ora c’è anche il MIMIT

La vertenza ArcelorMittal arriva all’attenzione del Ministero delle imprese e del made in Italy. Al prossimo tavolo regionale, slittato dal 29 aprile a metà maggio, ci sarà anche un esponente (collegato da remoto) del Dicastero guidato da Adolfo Urso. É questa la novità emersa dal consiglio straordinario di San Mango sul Calore dove, su sollecitazione del sindaco e della locale amministrazione, si sono ritrovati altri amministratori dell’area, i consiglieri regionali Livio Petitto e Vincenzo Alaia e gli onorevoli Michele Gubitosa, Gianfranco Rotondi, Piero De Luca e Toni Ricciardi.

Tutti d’accordo sulla necessità di fare fronte comune per aumentare le possibilità di trovare nuovi investitori interessati a rilevare lo stabilimento di Luogosano, specializzato nella trasformazione di acciaio zincato in preverniciato per il mercato delle costruzioni ed elettrodomestico. L’ex ministro Rotondi ha rilanciato la pista che porterebbe al gruppo Marcegaglia, leader nella trasformazione dell’acciaio. La strada è sicuramente in salita, ma ancora aperta. Per Petitto “un tavolo gestito dal Governo nazionale, una linea d’azione univoca tra Istituzioni, parti sociali e partiti, senza distinzione alcuna, resta l’unica soluzione per scongiurare la imminente chiusura dello stabilimento irpino. E’ evidente – ha precisato in un passaggio – che la Regione Campania può fare ben poco nel caso di specie, ma è altrettanto vero che, programmando interventi adeguati, soprattutto in termini di logistica e infrastrutture, non ci troveremmo nella situazione attuale”.

Il confronto, che ha registrato anche la presenza, al fianco delle sigle sindacali, di una delegazione dei 70 lavoratori dello stabilimento di Luogosano, ha riacceso i riflettori su una vertenza di fatto bloccata dopo la conferma dell’azienda, anche durante l’ultimo incontro convocato dall’assessore regionale alle Attività Produttive Antonio Marchiello, di chiudere lo stabilimento entro il 31 luglio. Sembra inoltre definitivamente accantonata la possibilità di bloccare la procedura di licenziamento collettivo confermata più di una volta dai vertici della multinazionale indiana, nonostante le pressioni del sindacato, impegnato in una serie di iniziative di lotta e protesta al fianco dei lavoratori.

“Regione e Governo devono muoversi in sinergia per sostenere un’area industriale che ha importati potenzialità: la produzione industriale può e deve continuare”, precisa il segretario della Fiom Giuseppe Morsa. Sulla stessa lunghezza d’onda il segretario della Uilm Gaetano Altieri. “È una battaglia che necessita del sostegno di tutti i livelli istituzionali”. Il primo maggio si celebrerà proprio davanti ai cancelli dell’azienda di Luogosano, a conferma della precisa volontà del sindacato di mantenere sempre alta l’attenzione sulla drammatica vertenza.

Solo l’ingresso di un nuovo investitore potrebbe risolvere la vertenza e dare un futuro ai lavoratori. All’orizzonte però, come emerso anche dal confronto di questa sera, non si intravedono ancora imprenditori pronti a rilevare lo stabilimento di Luogosano. L’auspicio è che qualche buona notizia possa emergere dal prossimo incontro di maggio in Regione. Il coinvolgimento del Governo potrebbe anche agevolare l’individuazione di finanziamenti e aiuti, destinati a rendere più appetibile l’investimento in Irpinia.

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