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Trasferimento del liceo classico di Nusco a Montella, lettera aperta di una docente: così si tradisce la sua storia

E’ polemica sul trasferimento del liceo classico di Nusco a Montella, è Filomena Marino, docente di Lettere, a scrivere una lettera aperta al sindaco di Nusco, alla comunità e alla dirigenza scolastica sottolineando la propria amarezza e indignazione. “Certa di  interpretare il comune sentire del Circolo Pd di Nusco e dell’Associazione Culturale  La  Casa di Giuseppe Casciaro – si legge nella lettera – esprimo la mia più ferma opposizione alla decisione di qualche giorno fa, assunta in modo unilaterale e senza un reale confronto con la cittadinanza, di trasferire la sede del Liceo Classico di Nusco a Montella, presso i locali del Liceo Scientifico “Rinaldo d’Aquino”, adducendo come motivazione dei presunti lavori nella sede attuale.

Tale scelta, maturata all’interno di un ristretto gruppo di persone, ossia il sindaco Antonio Iuliano, “quattro” genitori e alcuni rappresentanti istituzionali, appare come un tentativo non troppo velato di chiudere definitivamente il Liceo Classico a Nusco, privando così l’intero territorio di un presidio culturale e formativo di fondamentale importanza.

La decisione di trasferirlo, senza alcuna consultazione pubblica e senza un piano condiviso, è una grave violazione del principio di partecipazione democratica e tradisce la nostra storia.

Mi chiedo: dove sono i documenti ufficiali che attestano l’urgenza e la natura dei lavori? Perché non è stata presa in considerazione una soluzione logistica alternativa che garantisca la permanenza temporanea della scuola nel Comune di Nusco? Perché questo problema non si è presentato per gli alunni delle Medie allocati nella stessa struttura?”

Marino ribadisce che “Se il Classico di Nusco non ha futuro per la scarsità degli iscritti e per non aver saputo da anni risolvere la questione trasporti, è l’intera comunità deputata a deliberare di quale morte morire. Si poteva, ad esempio, valutare la possibilità di una fusione con l’IIS “F. De Sanctis” di Sant’Angelo dei Lombardi,  ipotesi di cui parlammo diffusamente in un documento di un anno fa, stilato dall’Ass.ne La Casa di G.Casciaro, ma del tutto ignorato. Sarebbe un’alternativa valida, forse il nostro liceo sarebbe sopravvissuto, perché l’Istituto De Sanctis, che garantisce stabilmente due corsi, avrebbe potuto accogliere il Classico di Nusco come sezione staccata, tutelandone la presenza storica e la continuità sul territorio.

Agli indolenti, a coloro che l’hanno dimenticato, a chi non ha frequentato questa scuola, a coloro che pur avendola frequentata, mostrano indifferenza o si lasciano abbagliare  dall’idea che classi più numerose garantiscano una migliore socializzazione, ricordo che la qualità della formazione non dipende dalla quantità degli iscritti, ma dalla capacità della scuola di creare relazioni autentiche, attenzione personalizzata e senso di comunità. In realtà, nelle scuole più piccole spesso si crea un ambiente più sereno, inclusivo e formativo, dove ogni studente è visto, seguito e valorizzato. Inoltre le scuole che resistono nei piccoli centri sono fondamentali per evitare lo spopolamento, per garantire accesso all’istruzione nei territori interni e per mantenere vivo il legame tra cultura e territorio”

“E’ triste – conclude Marino – che proprio a Nusco, manchi spesso quel senso di appartenenza e difesa del proprio patrimonio culturale, che invece dovrebbe unire la comunità. In altri paesi, iniziative simili avrebbero generato una mobilitazione collettiva; qui, invece, si assiste spesso a un silenzio rassegnato o, peggio, a un’indifferenza che lascia spazio a decisioni calate dall’alto. Difendere la scuola, quindi, non significa solo tutelare un edificio o un corso di studi, ma difendere il futuro stesso del paese.

Ai nostalgici, come me, rammento che il  Liceo Classico di Nusco vanta una storia di oltre cinquant’anni, e che è stato per decenni punto di riferimento per la formazione umanistica di centinaia di studenti affermatisi brillantemente in ogni campo del sapere. Ai nostalgici come me ricordo che i cittadini di Nusco hanno il dovere di rispettare la memoria di chi, con visione e impegno, istituì questa scuola credendo nella cultura come strumento di emancipazione e crescita per le future generazioni.
Abbandonarla oggi significa tradire quell’eredità e rinunciare a un pezzo fondamentale dell’identità del nostro paese. Per tali motivi, ritengo che le sorti del Liceo Classico di Nusco non possano essere decise da una limitatissima parte della comunità, per giunta disinnamorata del paese, ma debbano coinvolgere l’intera popolazione in modo trasparente e democratico”

Di qui la richiesta della

  • revoca immediata del provvedimento di trasferimento;
  • apertura urgente di un tavolo pubblico di confronto tra amministrazione, scuola e cittadinanza;
  • valutazione seria e trasparente delle alternative, con particolare attenzione a soluzioni che assicurino continuità alla sede di Nusco”

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