È scontro dopo che il presidente della Provincia Rino Buonopane ha revocato l’incarico di presidente del consiglio provinciale a Laura Cervinaro. In risposta la nota della pattuglia dem.
Le affermazioni del Presidente Buonopane contro il PD — partito del quale afferma ancora di far parte nonostante le storiche e palesi dimostrazioni di avversione — sono indecorose e irricevibili. Egli ha mostrato ostilità non solo verso il partito stesso, ma anche verso i consiglieri provinciali d’area e i numerosi Sindaci che lo hanno eletto per ben due volte. Nei loro confronti ha sempre manifestato arroganza, superficialità e una scarsa collaborazione al limite della decenza.
In ogni occasione politica e amministrativa, Buonopane ha assunto ruoli e comportamenti ambigui, mistificatori e contrari alle decisioni della stragrande maggioranza del Partito Democratico. Sono note a tutti le posizioni personali manifestate nei grandi processi sociali e politici sin dall’inizio del suo controverso mandato, costellato di interventi sempre “contro” gli attori autorevoli che pure lo avevano sostenuto.
È indecente che egli parli di mancanza di democrazia dopo una gestione solitaria e quasi sempre discutibile. Non vi è mai stata concertazione, condivisione o trasparenza, né una visione strategica del territorio: solo una corsa in solitario, violando ogni forma di rispetto per i consiglieri e, soprattutto, per i cittadini.
Oggi Buonopane si permette di scagliarsi contro il partito che lo ha supportato, eletto e sorretto nonostante il suo trasversalismo politico camaleontico sia ormai noto a ogni livello. La maschera deve cadere: il suo mandato è oggettivamente scaduto, segnato da tardivi ma giusti strascichi giudiziari, peraltro mai cercati o voluti dal partito.
L’ultimo atto di prepotenza è la revoca della Vicepresidente Laura Cervinaro, colpevole solo di aver responsabilmente preso le distanze da una gestione provinciale scellerata e autarchica. A lei va la solidarietà di tutto il gruppo del PD, che finora ha reagito in silenzio alla mancanza di coerenza e trasparenza sulle iniziative provinciali e sui temi amministrativi di maggior rilievo. Prendiamo fermamente le distanze anche da un bilancio controverso, sul quale non vi è stata alcuna discussione e che meriterà approfonditi controlli.
Sentir parlare di “assenza di democrazia” da chi è stato tollerato fino a oggi fa onestamente paura. Perché non si dimette responsabilmente, invece di “tirare a campare” sapendo di non avere più una maggioranza, tantomeno di centrosinistra?
Chi lo ha protetto finora? Perché non ha il coraggio di svelare a quali altri riconoscimenti aspira? Chi sono i manovratori che lo utilizzano per demolire l’Irpinia e la città di Avellino? Il PD sta scrivendo la storia di questo territorio in positivo: senza l’opposizione interna di Buonopane, i risultati sarebbero stati ancora più importanti.
L’isolamento di Buonopane è ormai certificato ai massimi livelli istituzionali. La netta presa di distanza del segretario regionale De Luca rispetto alla revoca della Vicepresidente Laura Cervinaro non è solo un atto di solidarietà verso una professionista stimata, ma una sonora bocciatura politica di una gestione provinciale diventata autarchica e indifendibile. Buonopane non ha più sponde: né nel partito, né tra i sindaci, né in Regione.
È inaccettabile che la Presidenza della Provincia sia stata ridotta a un ufficio distaccato del Comune di Montella. Buonopane ha agito con una logica puramente localistica, dirottando una sproporzionata miriade di finanziamenti verso il proprio paese, occupandosi finanche del rifacimento dei marciapiedi con fondi provinciali, mentre le grandi arterie dell’Irpinia cadono a pezzi e i comuni dell’hinterland restano al palo. Questa non è amministrazione provinciale, è gestione privatistica del potere a scopi elettorali minimi.
Il trasformismo politico di Buonopane ha toccato il punto di non ritorno. Per ben due volte ha promosso e sostenuto liste alle provinciali contro il PD, il suo stesso partito. In quest’ultima tornata ha superato ogni limite della decenza politica, arrivando a sostenere un candidato di area ex Lega. Come può chi flirta con la destra sovranista pretendere di dettare l’agenda al centrosinistra irpino?
Parlare di “assenza di democrazia” nel PD, dopo una gestione solitaria, ambigua e mistificatrice, fa onestamente paura. Non vi è mai stata concertazione né trasparenza, ma solo una corsa in solitario che ha violato il rispetto per i consiglieri e per i cittadini.
A questo si aggiunge un bilancio controverso, approvato senza discussione, che meriterà approfonditi controlli nelle sedi competenti.
Il mandato di Buonopane è oggettivamente scaduto, segnato da una totale lontananza ideologica e da tardivi ma giusti strascichi giudiziari. La solidarietà del gruppo PD va a Laura Cervinaro, colpevole solo di aver preso le distanze da questa deriva scellerata.
Gruppo Consiliare PD Provincia di Avellino
Marcantonio Spera
Laura Cervinaro
Antonello Cerrato
Luigi D’Angelis



