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Si spacca la maggioranza della sindaca Nargi. Davvero e W la Libertà: “Politicamente incompatibili con gli esponenti del Patto Civico”

Il documento dei festiani: “La Nargi dichiarasse con nettezza da che parte vuole stare ed a chi intende rivolgersi quando parla della sua maggioranza, sapendo che non ci accontenteremo di risposte evasive o attendiste, e che non intendiamo accostarci politicamente agli esponenti del Patto Civico”

Nei giorni scorsi, da alcuni organi di stampa, abbiamo appreso di una richiesta di chiarimento che il consigliere Rino Genovese ha avanzato nei confronti dei nostri 2 gruppi consiliari. In particolare, il candidato sindaco del Patto Civico, sconfitto già al primo turno, riferendosi all’increscioso episodio che ha portato all’elezione di uno dei presidenti delle commissioni comunali, commentando il documento che abbiamo licenziato in merito all’accaduto ha avuto l’ardire di parlare di presunti “deliri di onnipotenza”, di“meritocrazia” e di contenuto “surreale, offensivo e d  incomprensibile”.

Queste sue affermazioni meritano una nostra doverosa e necessaria valutazione e, soprattutto, ci consentono di chiedere alla Nargi ed allo stesso Genovese di fare chiarezza rispetto al ruolo del Patto Civico all’interno dell’Assise comunale”.
E’ quanto si legge in un documento sottoscritto dai consiglieri comunali di Davvero e W la Libertà.

Riteniamo, infatti, che alcuno degli avellinesi abbia dimenticato le parole dell’attuale consigliere Rino Genovese proferite a gran voce in campagna elettorale, dal palco. In quell’occasione, utilizzando espressioni dal contenuto capziosamente allusivo ed offensivo, rivolgendosi alla Nargi ed alle liste che la sostenevano, dichiarò che lui ed i suoi alleati si proponevano alla città avendo la coscienza pulita, perché nessuno di loro era accusato di associazione a delinquere ed aggiunse che la Nargi era a capo di un progetto politico attenzionato dalla Procura della Repubblica. Onestamente, poiché al momento nulla è cambiato rispetto a quei giorni, non si comprende come a distanza di poche settimane da queste gravi affermazioni Genovese oggi arrivi addirittura ad affermare che improvvisamente ha “assoluta e piena fiducia in Nargi”, che resta il suo “unico riferimento”.

Queste sì che possiamo definire parole surreali ed incomprensibili, laddove non siano incoerenti ed inspiegabili, anche perché davvero facciamo fatica ad immaginare quali possano essere state le nobili motivazioni alla luce delle quali è avvenuta questa sua improvvisa folgorazione sulla via di Damasco, con annessa conversione.

Non da meno, ricordiamo perfettamente, così come tutta la città, che alcuni autorevoli esponenti del Patto Civico hanno prima sostenuto la inadeguatezza della Nargi rispetto alla candidatura a sindaco, tale da non poterla sostenere al primo turno, anche perché ritenuta politicamente “impresentabile” al pari di molti esponenti delle nostre 2 liste.

Successivamente, poi, in occasione della fase relativa al primo turno elettorale, hanno avviato una feroce campagna di delegittimazione della stessa, non solo di carattere politico, pur di procurarle la sconfitta. Per non parlare delle intollerabili accuse e dei toni da terrorismo psicologico che questi esponenti hanno inteso utilizzare nei confronti dei candidati delle nostre liste col dichiarato intento di provare a far scomparire il nostro raggruppamento civico dalla contesa elettorale.

Tutto ciò per noi rappresenta un comportamento inaccettabile ed imperdonabile, e per questo riteniamo che per rispetto dell’intera città e degli avellinesi che hanno creduto in noi e ci hanno consentito di vincere una campagna elettorale compiendo un’impresa epica e dell’intera città, sia arrivato il momento di fare chiarezza sulla collocazione e sul ruolo dei consiglieri del Patto Civico.

Per quanto ci riguarda, anche alla luce del principio di meritocrazia evocato da Genovese nelle sue dichiarazioni, tali componenti non possono che far parte della minoranza, cioè dove gli elettori hanno sancito che meritassero di sedere. E non accetteremo mai che facciano parte, o vengano anche solo considerati, parte della maggioranza consiliare che, affrontando probabilmente la campagna elettorale più difficile della storia di Avellino, ha consentito alla Nargi di vincere.

Se ci sono stati accordi politici che hanno i connotati delle vecchie intese legate alle logiche spartitorie, figlie della politica più becera, è giunto il momento di scoprire le carte, sapendo fin d’ora che sarebbero eventualmente avvenuti a nostra insaputa e che pertanto esprimeremmo nei loro riguardi la nostra più intransigente contrarietà. Se ci sono state promesse di assessorati o di qualsiasi altro ruolo di governo della città da dover assegnare ad esponenti del Patto Civico è il momento che ne si venga a conoscenza.

Ed è proprio su questi aspetti che chiediamo sia a Genovese, sia a Nargi, parole chiare, nette e definitive, e non circonlocuzioni verbali.

Abbiamo lottato per anni e ci siamo impegnati per liberare la città da queste vecchie logiche e questi teatrini che per decenni l’hanno tenuta in ostaggio condizionandone l’attività amministrativa, per cui oggi non siamo disposti a tradire né la nostra storia, né la fiducia di chi ci ha sempre sostenuto convintamente e con coraggio, consentendoci di vincere ancora una volta.

Noi siamo politicamente incompatibili con gli esponenti del Patto Civico. La Nargi dichiarasse con nettezza da che parte vuole stare ed a chi intende rivolgersi quando parla della sua maggioranza, sapendo che non ci accontenteremo di risposte evasive o attendiste, e che non intendiamo accostarci politicamente agli esponenti del Patto Civico.

In relazione, all’episodio della elezione del consigliere Giordano, invece del consigliere Bellizzi, entrambi esponenti dell’opposizione, alla carica di presidente della commissione, riteniamo di dover fare ulteriore chiarezza sull’accaduto.

Abbiamo ascoltato goffe ricostruzioni che, per la verità in maniera anche abbastanza offensiva, hanno provato a far ricadere la responsabilità dell’accaduto su un presunto errore commesso dalla consigliera Coppola. Anche ai più inesperti commentatori ed osservatori di politica tale ricostruzione è apparsa sin da subito fantasiosa e poco credibile, proposta solo per provare a celare quanto realmente accaduto, la cui
responsabilità non può di certo essere fatta ricadere sulla Coppola.

Ad ogni modo, per provare a riparare all’errore politico commesso, proponiamo ai componenti della Commissione di dimettersi e di andare ad una nuova elezione del presidente della stessa. Riteniamo che anche questo episodio richieda e meriti chiarezza e contribuirà a fugare eventuali dubbi sull’appartenenza al nostro progetto politico-amministrativo e sulla composizione dei suoi sostenitori.

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