“Alcuni apparentemente amici fraterni da un momento all’altro si trasformano in spietati traditori”, scrive Antonello Cerrato in un post. Una questione politica. Lo si capisce subito dopo, quando spiega che “nessun politicuccio locale ha il coraggio di contrastarli”. Affondando poi il colpo: “Alcuni rappresentanti del territorio sono ostaggi dei favori ricevuti”.
“Io invece – afferma fieramente il consigliere comunale di Montoro – sono libero, non ho bisogno di niente e di nessuno che mi aiuti”. E ancora, aggiunge: “Oggi finalmente mi sento sereno, pronto a ripartire e a raccontare tutto alla mia gente. Da domani si ricomincia, senza tregua, per vincere ancora insieme. W Avellino, W l’Irpinia”.
Sembra l’epifania di una rigenerazione politica, di una palingenesi di vedute dopo una sofferta riflessione, una presa d’atto di stare ormai dalla parte sbagliata della storia. Ovvero, probabilmente, nel centrosinistra. Dove Cerrato è sempre stato, prima con i renziani e poi con il Pd. Indipendente e critico, mai allineato alla nomenclatura: alle ultime regionali si è candidato con A Testa Alta, la lista del governatore Vincenzo De Luca, dopo l’esclusione dalla lista del Pd.
Oggi Cerrato sembra aver travalicato il perimetro del Campo largo sicuramente è fuori dal Pd per atterrare a piedi pari nel centrodestra. Qualcuno sostiene, infatti, che sarebbe già in contatto con i vertici nazionali di Fratelli d’Italia. A fargli da pontiere nientemeno che il sottosegretario agli Esteri, plenipotenziario dei meloniani in Campania, Edmondo Cirielli. Non c’è per il momento un’intesa, ma poco ci manca.
Una bozza di programma, Cerrato comunque l’ha già sintetizzata nel suo post: un repulisti della classe dirigente territoriale per “far rinascere l’Irpinia e allontanarla definitivamente da chi ogni giorno, da anni, la sfrutta senza pietà, favorendo pochi e abbandonando tanti, gente egoista e prepotente ma soprattutto incompetente, che si riempie la bocca di demagogia e stoltezza, dietro cui si nasconde però un’ignoranza di fondo disarmante, accompagnata, come aggravante, da una prepotenza innata…
Eppure questi vanno avanti perché nessun politicuccio locale ha il coraggio di contrastarli, ostaggi come sono loro stessi di piccoli favori e piaceri ottenuti, dei quali sono rimasti loro stessi vittime… Un trappolone, insomma… Da oggi porterò avanti la mia battaglia, quella della verità e del coraggio di credere e di lottare al fianco di tutta quella gente che non può combattere da sola perché non è amica dell’amico… Insomma, per quell’Irpinia che era grande al tempo dei grandi e che ora è nelle mani di un paio di soggetti politicamente indegni di rappresentarla a livello provinciale e regionale…”.
Insomma, una “piccola grande rivoluzione politica” contro il Pd. Per l’Irpinia.

