I Carabinieri della Stazione di Solofra hanno tratto in arresto un 43enne del posto reso responsabile di “possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi”.
All’indomani dei recenti interventi messi a segno a Montoro e Montella, l’attenzione dei Carabinieri del Comando Provinciale resta altissima e il raggio d’azione si allarga ai centri limitrofi. L’operazione è scaturita nel pomeriggio del 30 ottobre durante un controllo di routine condotto dai militari della locale Stazione nel comune irpino. Alla richiesta di esibire un documento di riconoscimento, un uomo del posto ha mostrato la propria Carta d’Identità Elettronica. Dalla visione del documento è emersa un’anomalia sostanziale nel supporto: il microchip integrato risultava asportato meccanicamente.
La manomissione del dispositivo elettronico, componente essenziale per garantire l’autenticità e la sicurezza del documento conforme agli standard europei, ha fatto scattare l’immediata contestazione del reato di “possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi”. Dopo le formalità di rito espletate in caserma, l’uomo è stato posto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria che, a seguito di rito direttissimo svoltosi nella mattinata di ieri, ha sottoposto l’indagato all’obbligo di presentazione per la firma presso gli uffici della Polizia Giudiziaria tutti i giorni.
L’episodio offre all’Arma dei Carabinieri lo spunto per ribadire a tutta la cittadinanza alcune raccomandazioni fondamentali volte sia a prevenire comportamenti illeciti, sia a tutelarsi dai rischi legati alla circolazione di documenti alterati:
- Integrità assoluta dei documenti: la Carta d’Identità Elettronica, così come la patente o il passaporto, è un documento pubblico a tutela della pubblica fede. Asportare chip, alterare dati, sostituire fotografie o usurare volontariamente i supporti costituisce reato penale, punito con severe sanzioni che possono comportare l’arresto immediato. Inoltre, il proprio microchip può essere utilizzato da altri per commettere reati per i quali si può rispondere penalmente;
- Cosa fare in caso di danneggiamento o malfunzionamento: qualora il microchip si stacchi per usura involontaria o il documento risulti deteriorato in modo da renderne difficile la lettura, il cittadino deve recarsi tempestivamente presso gli uffici anagrafici del proprio Comune per richiederne il duplicato, evitando di circolare con un titolo manomesso;
- Diffidare di pratiche illecite o “trucchi” fai-da-te: non esistono motivi leciti per disattivare, schermare o asportare le componenti digitali dei documenti di riconoscimento. Qualsiasi suggerimento reperibile sul web volto a “tutelare la privacy” rimuovendo chip elettronici è illegittimo e privo di fondamento giuridico;
- Collaborazione attiva con le pattuglie: durante i controlli su strada, è doveroso collaborare con il personale operante esibendo documenti integri e validi. Chiunque noti persone sospette, tentativi di compravendita di documenti falsificati o condotte opache è invitato a segnalarlo prontamente al Numero Unico Europeo di Emergenza 112 o a recarsi presso la Stazione Carabinieri più vicina.

