Sono stati oltre 400 gli studenti delle scuole irpine scesi in piazza questa mattina ad Avellino per rivendicare il diritto a un’istruzione pubblica, sicura e accessibile a tutti. Il corteo, partito dal piazzale della chiesa di San Ciro e diretto a piazza Libertà, è stato promosso dal Collettivo studentesco irpino e dai Giovani comunisti, nell’ambito di una giornata di sciopero dedicata alle difficoltà che interessano il mondo della scuola.
Al centro della protesta trasporti pubblici insufficienti, edifici scolastici che necessitano di interventi, libri di testo sempre più costosi e risorse considerate inadeguate per garantire un’istruzione di qualità.
La manifestazione è stata anche l’occasione per presentare un dossier sulle condizioni degli istituti di Avellino e provincia, elaborato a partire da un sondaggio condotto nelle ultime settimane tra gli studenti. Il documento, illustrato ai giornalisti, è stato consegnato alla Provincia, nella sede di Palazzo Caracciolo, per portare all’attenzione delle istituzioni le segnalazioni raccolte sul territorio.
«Così abbiamo potuto raccogliere le segnalazioni provenienti dagli studenti iscritti nei principali istituti del territorio», ha spiegato Antonio Marzio Liuzzi, sottolineando come una delle criticità più rilevanti riguardi proprio la mobilità.
La maggior parte degli studenti, infatti, è pendolare e deve affrontare ogni giorno spostamenti spesso difficili, soprattutto per chi proviene dalle aree interne. «Il sistema continua a essere carente, soprattutto per chi vive in Alta Irpinia», ha evidenziato Liuzzi. Tra le problematiche segnalate figurano il numero limitato di corse, i bus sovraffollati negli orari di ingresso e uscita dagli istituti e l’assenza di collegamenti diretti. «Ad esempio, non esiste un diretto Lioni-Avellino oppure Avellino-Fisciano», ha osservato.
Le rivendicazioni
Le richieste sono state ribadite anche nel documento diffuso dagli organizzatori, che denunciano il ripetersi delle stesse criticità con l’avvio del nuovo anno scolastico. «Libri costosissimi, edifici fatiscenti e trasporti inadeguati. Ci dicono che non ci sono fondi per l’istruzione, ma intanto trovano decine di miliardi di euro per le armi e le guerre. Noi non ci stiamo», si legge nella nota.
Tra gli obiettivi indicati figurano classi meno affollate, l’abolizione dei Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (Pcto), l’aumento degli stipendi per docenti e personale Ata, libri a prezzi agevolati e interventi per rendere gli edifici scolastici adeguati e sicuri. Gli studenti chiedono inoltre trasporti efficienti, educazione sessuo-affettiva, la presenza di psicologi negli istituti e una revisione dei sistemi di alternanza scuola lavoro.
La mobilitazione ha allargato lo sguardo anche alle questioni sociali ed economiche. Il Collettivo studentesco irpino ha espresso solidarietà agli agricoltori del territorio, raccogliendo il loro appello alla mobilitazione, e ha invitato lavoratori e disoccupati a unirsi alla protesta.
«Le nostre motivazioni vanno oltre i temi della scuola, perché scioperiamo anche contro il carovita e la precarietà», hanno spiegato gli organizzatori, collegando le difficoltà vissute dagli studenti a un quadro più ampio di disuguaglianze e perdita del potere d’acquisto.
Antonio Soldi, del Collettivo studentesco irpino, ha ribadito le ragioni della presenza in piazza: «Siamo qui per chiedere che si smetta con queste politiche terribili, che stanno riducendo studenti e lavoratori in miseria». Nel suo intervento ha richiamato l’attenzione anche sui costi della benzina, sulle condizioni degli edifici scolastici e sulle carenze del trasporto pubblico, chiedendo di fermare le politiche di riarmo.
La scuola che gli studenti rivendicano è «antifascista, laica, solidale e soprattutto pubblica», ha affermato Soldi, indicando nella necessità di maggiori investimenti nell’istruzione e nei servizi una delle priorità.
Sulla stessa linea Antonio Liuzzi, dei Giovani comunisti, che ha chiesto di destinare le risorse pubbliche alla sicurezza degli istituti e al miglioramento dei collegamenti per gli studenti pendolari. Al centro del suo intervento anche la richiesta di salari più alti e di misure capaci di contrastare il caro vita e il caro carburante.
Il messaggio lanciato dal corteo è chiaro: investire nella scuola, garantire servizi efficienti e dare risposte concrete alle esigenze delle nuove generazioni. Una mobilitazione che, attraverso il dossier consegnato alla Provincia, punta ora a trasformare le segnalazioni raccolte tra gli studenti in un confronto con le istituzioni.

