Mercoledì 22 luglio 2026, alle ore 17.30, il Campo Sportivo di località Castagneto, a Sturno, diventerà uno spazio di incontro tra narrazione, educazione e pensiero. La presentazione di “Le magiche avventure di Campodimiele – L’esilio”, il nuovo libro di Silvio Sallicandro, pubblicato da Delta 3 Edizioni, non sarà soltanto un appuntamento letterario, ma un’occasione per interrogarsi sul significato profondo della fiaba e sul suo ruolo nella formazione della persona.
L’iniziativa, promossa dal Comune di Sturno in collaborazione con Sister Service e Delta 3 Edizioni, nasce dall’idea che una storia, soprattutto quando parla ai bambini, non sia mai soltanto un racconto, ma un luogo simbolico nel quale l’essere umano impara a riconoscersi, a interpretare il mondo e a costruire relazioni.
La fiaba come linguaggio dell’anima e della formazione
La fiaba appartiene a quella dimensione originaria della narrazione attraverso cui l’uomo, fin dall’antichità, ha cercato di dare forma alle proprie domande fondamentali: chi siamo, quale rapporto abbiamo con gli altri, come affrontiamo il cambiamento, la perdita e la ricerca di un luogo a cui appartenere.
Le magiche avventure di Campodimiele si inserisce in questa lunga tradizione narrativa. Il borgo immaginario di Campodimiele, con le sue dodici torri e il suo universo popolato da piccoli esseri viventi, non è soltanto lo scenario di un’avventura fantastica, ma una rappresentazione simbolica della comunità umana.
Attraverso il mondo delle api, degli insetti e delle creature che abitano questo microcosmo, la narrazione restituisce una riflessione sulla convivenza, sulla diversità e sulla necessità di riconoscere nell’altro una possibilità di arricchimento.
La fiaba, infatti, non offre risposte definitive, ma apre domande. È uno spazio ermeneutico nel quale il bambino, attraverso la metafora e l’immaginazione, può elaborare emozioni, paure, desideri e trasformazioni.
A guidare il lettore è Olli, il grillo parlante, figura narrativa che richiama la tradizione della favola classica e accompagna il viaggio attraverso un percorso di conoscenza nel quale il racconto diventa esperienza interiore.
L’esilio come metafora della condizione umana
Il tema centrale del volume, l’esilio, assume nella fiaba un significato che supera la dimensione narrativa. Esso diventa simbolo di ogni esperienza di distacco, cambiamento e ricerca di una nuova identità.
Lontano dall’essere soltanto una condizione di esclusione, l’esilio rappresenta anche un passaggio trasformativo: il momento in cui l’individuo, incontrando la distanza e la differenza, è chiamato a ridefinire se stesso e il proprio rapporto con il mondo.
In questa prospettiva, la storia di Campodimiele parla ai bambini ma interpella anche gli adulti, perché richiama una delle grandi questioni dell’esistenza: il bisogno umano di appartenere senza perdere la propria unicità.
Silvio Sallicandro e la scrittura come atto educativo
Con questo volume Silvio Sallicandro affianca alla sua lunga esperienza nel mondo editoriale una nuova dimensione: quella dell’autore che sceglie la narrazione come strumento di testimonianza e di formazione.
Dopo anni dedicati alla valorizzazione della cultura attraverso Delta 3 Edizioni, Sallicandro costruisce una storia nella quale la parola letteraria diventa veicolo di valori e possibilità educativa.
La sua scrittura recupera la tradizione della favola, dove animali e creature fantastiche diventano specchio dei comportamenti umani, ma la rinnova attraverso una sensibilità contemporanea attenta ai temi dell’accoglienza, della solidarietà e della responsabilità verso la comunità.
Campodimiele diventa così una metafora del vivere insieme: ogni creatura, nella propria differenza, possiede un ruolo e contribuisce all’armonia dell’insieme.
L’immagine come forma di conoscenza
Un ruolo fondamentale è affidato alle illustrazioni di Angelica Graziosi, che accompagnano il testo trasformando la parola in immagine.
L’illustrazione, soprattutto nella letteratura per l’infanzia, non è semplice ornamento, ma una seconda forma di narrazione. Attraverso il linguaggio visivo, il bambino incontra emozioni, atmosfere e significati che precedono e ampliano la comprensione razionale del testo.
Le immagini diventano così un ulteriore strumento ermeneutico: un ponte tra ciò che viene raccontato e ciò che viene percepito.
Un incontro educativo tra generazioni
La presentazione sarà aperta dai saluti istituzionali dell’assessore alla Cultura del Comune di Sturno, Mariafranca Siconolfi.
A dialogare con l’autore sarà Paola Pepino, insieme ai bambini della ludoteca Sister Service, protagonisti di un momento nel quale la lettura diventerà esperienza partecipata e occasione di confronto.
Interverrà inoltre Angelica Graziosi, che illustrerà il percorso creativo attraverso cui i personaggi e gli ambienti della fiaba hanno trovato una dimensione visiva.
La cultura come costruzione di comunità
L’iniziativa assume un valore particolare perché testimonia come la cultura possa nascere anche nei luoghi della quotidianità e diventare strumento di crescita collettiva.
L’impegno del Comune di Sturno nella promozione della lettura si incontra con il lavoro di Delta 3 Edizioni, realtà editoriale irpina che attraverso la collana “Il colore del grano” continua a proporre opere capaci di coniugare qualità narrativa e attenzione educativa.
La fiaba come promessa di futuro
In una società dominata dalla rapidità e dalla frammentazione dell’esperienza, la fiaba conserva una funzione essenziale: restituisce tempo all’ascolto, spazio all’immaginazione e profondità alla relazione.
Le magiche avventure di Campodimiele – L’esilio ricorda che una storia non è mai soltanto un intreccio di eventi, ma un luogo nel quale l’essere umano può incontrare se stesso e gli altri.
Mercoledì 22 luglio, a Sturno, Campodimiele uscirà dalle pagine del libro per diventare esperienza condivisa: un incontro tra bambini e adulti, tra memoria e futuro, tra fantasia e conoscenza.
Rosa Bianco



