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Sul web dura condanna dell’attacco di Trump: violati il diritto internazionale e la sovranità dei popoli

E’ una condanna unanime quella che arriva dal web nei confronti dell’azione condotta da Donald Trump che ha condotto all’arresto del presidente del Venezuela Maduro. A far sentire con forza la propria voce è l’Arci con una nota firmata Stop Rearm Europepromossa da Ferma il Riarmo (Rete Italiana Pace e Disarmo, Fondazione Perugia-Assisi, Sbilanciamoci, Greenpeace Italia), Arci, Attac, Transform Italia con oltre 500 organizzazioni aderenti – nella quale “condanna l’ennesima e gravissima escalation bellica prodotta dall’attacco militare del governo Trump contro la Repubblica del Venezuela. Si tratta di una palese e inaudita violazione del diritto internazionale e della sovranità dei popoli. Ancora una volta, la logica del dominio e della predazione delle risorse energetiche prevalgono, e l’America Latina torna ad essere considerata il cortile di casa degli Usa. Questo attacco militare e’ un atto di puro imperialismo, aggravato dall’annuncio di Trump della cattura di Maduro e della moglie, condotti fuori dal paese. E’ la legge della giungla che sostituisce in modo definitivo il diritto internazionale come lo abbiamo conosciuto dal dopoguerra ad oggi. Stop Rearm Europe esprime totale solidarietà al popolo venezuelano, chiede che l’Onu intervenga e che il Governo italiano e l’Unione Europea condannino l’aggressione. Tutto serve al mondo, tranne che un’altra guerra. Tutto serve al mondo, tranne che l’ennesimo arbitrio dei potenti, con la potenza militare che legittima a intervenire ovunque. Solo uscendo dalla logica della guerra e del riarmo si può immaginare un futuro vivibile per l’umanità, fondato su pace, autodeterminazione e democrazia per i popoli. Alziamo la voce, facciamoci sentire, mobilitiamoci” .
Roberto Montefusco di Sinistra Italiana sottolinea come “Mi pare stia accadendo qualcosa di chiaro quanto inquietante: gli Stati Uniti d’America depongono direttamente (Kissinger lo lasciò fare a Pinochet) un Capo di Stato violando ogni principio del diritto internazionale. Affermando il primato brutale della forza economica e militare. Si tratta del tracollo definitivo dell’ ordine mondiale seguito al secondo conflitto: quello per cui le nazioni del mondo tentarono di darsi regole e strumenti (a partire dalle Nazioni Unite) di convivenza per provare a evitare una nuova catastrofe bellica. Ovviamente le violazioni di questi principi sono state continue e reiterate nei decenni, con una accelerazione nell’ epoca del trumpismo per cui il nostro ineffabile Ministro degli Esteri ebbe a commentare che il diritto internazionale vale “fino a un certo punto”. Ecco, adesso mi pare sia saltato anche “quel” punto. Chiaramente quando a violare il diritto internazionale sono gli Stati Uniti d’ America non esiste entità in grado di esercitare sanzioni politiche, economiche, militari. Mai nessuna conseguenza. Conta ovviamente zero il giudizio politico che si può avere su Maduro. Davvero conta zero. Qui conta il fatto che il re è nudo e che nessuno può dirsi al sicuro di fronte ad una tale escalation. Estremizzando un pò il concetto (ma non troppo): quale governo semplicemente sgradito a Trump potrà dirsi al sicuro rispetto a ingerenze americane? Se non fossimo dentro un folle cortocircuito potremmo dire, quasi, che l’Europa avrebbe bisogno di aumentare le proprie spese militari per difendersi da Trump. Ovviamente la strada non è questa, ma chi addirittura festeggia la deposizione violenta di Maduro probabilmente non si rende conto che stiamo sprofondando verso una deriva pericolosa. Che si sta ballando sul cadavere della libertà dei popoli. Di tutti i popoli”.

 

Durissima la psichiatra Maria Grazia PapaIeri é diventato più grande lo stupore, immersi nel nostro vivere quotidiano, uscivamo d’altronde dalla nuvoletta natalizia, ci ha sorpresi l’attacco al Venezuela. La questione, secondo me, è sempre la stessa, la grande rimozione che mettiamo in atto, quella che ci permette di cancellare fatti, segni premonitori, ci siamo così tanto abituati nella nostra idea di immutabilità che non riusciamo a prevedere o almeno a percepire i segni della catastrofe. Molti, compresi giornalisti, intellettuali funambolici, gente comune o comunque, hanno visto il grande omone con i capelli covoni di fieno, come un uomo che cercava la pace. Lui si, pur essendo un affarista, una sciagura, parla di pace. Ha lavorato per la pace in Ucraina e ancora ci sta lavorando, ha portato tregua in Palestina, aveva, in quel tempo da poco passato, solo fatto un incursione in Irak. Bene”. Ma il dato di fatto è che “il mondo ha sempre funzionato in una logica di guerra e l’imperialismo sussiste senza pause. Per capire la pace o la mediazione per un instabile equilibrio pacifico, bisogna conoscere la guerra. Ma la guerra è atroce e va ripulita, affidata nelle mani di pochi uomini che la gestiscono. Agamennone è qui e noi non abbiamo Ettore, non Achille. Cassandra è sparita”.

A sottolineare come l’azione di Trump abbia un unico fine la docente e poetessa Claudia Iandolo “Il gorilla a stelle e strisce dice la verità. La dice con quell’inconfondibile linguaggio del corpo da narcisista malato. Esce, nuda e cruda, da quella boccuccia da bambino viziato. Voglio il petrolio! E me lo prendo. Veni vidi vici.
Questa volta ci è stata risparmiata la solita solfa sui diritti umani da difendere, la democrazia da esportare e il bla bla bla nauseante della superiorità dei valori occidentali. (Almeno in parte). Il tycoon “si è difeso e ci ha difesi” da un pericoloso narcotrafficante. Bene. Lo aspettiamo in Italia dove da decenni si parla di infiltrazione mafiosa ai massimi livelli dello stato. Chissà che non sia la volta buona…”
Non nasconde la sua indignazione Valentina Mariani “Il motivo dell’aggressione in Venezuela? E il diritto internazionale? E l’impunità USA? E il delirio di onnipotenza di Trump? Scenari possibili? Sarà un caso che Machado – amica di Trump – è stata insignita del Nobel per la pace (discutibilissimo)? Non è che il principale crimine del presidente venezuelano Maduro non sia avere affamato la popolazione, represso le opposizioni oltre i limiti del diritto, ma sia che il Venezuela possiede la più grande riserva petrolifera collaudata al mondo (più grande dell’Arabia Saudita), scorte d’oro, metalli strategici quali coltan, boxite, ferro che magari fanno gola?
Analogie ne vedete? No? E le terre rare in Ucraina…? Come si fa a non condannare quest’aggressione con “rapimento” che aggiunge instabilità, scenari di morte a un panorama internazionale già martoriato?
E se qualcunə (russo, cinese, indiano, ad esempio) osasse piombare in camera da letto di Trump e portarlo all’estero per essere processato…? Si griderebbe allo scandalo. Due pesi e due misure – quando gli USA hanno ben poco di autenticamente democratico”.
La giornalista e docente Rosa Bianco sottolinea come “La crisi venezuelana mette a nudo una verità scomoda che l’Occidente preferisce spesso ignorare: i principi vengono invocati solo quando coincidono con gli interessi. Per anni Maduro è stato lasciato al suo posto mentre il paese sprofondava nella miseria, purché il flusso di petrolio e gli equilibri geopolitici restassero gestibili. Quando questo equilibrio si è rotto, l’intervento è diventato improvvisamente necessario, quasi inevitabile, e rivestito di una retorica morale tardiva.
È in questo contesto che torna centrale la questione del doppio standard. Il principio dell’“aggressore e dell’aggredito”, sbandierato come assoluto nel caso dell’Ucraina e declinato in modo altrettanto netto nel sostegno a Israele, rischia ora di diventare improvvisamente sfumato, relativo, adattabile. La stampa democratica europea, così sollecita nel difendere la linearità morale dei conflitti “giusti”, saprà mantenere la stessa chiarezza anche davanti a uno scenario che coinvolge interessi energetici, accordi sottobanco e transizioni negoziate?
E il governo italiano, con Giorgia Meloni, che posizione assumerà? Coerente fino in fondo con la logica dei blocchi e delle alleanze, oppure più prudente, consapevole che qui l’aggressore e l’aggredito non si lasciano incasellare facilmente? La vera prova non sarà la dichiarazione di principio, ma la capacità di applicarlo senza geometrie variabili. Perché se i valori valgono solo quando conviene, allora non sono valori: sono strumenti”.
A parlare di un attacco illegale e imprudente il preside Gerardo Vespucci  “Negli ultimi mesi, il presidente Trump ha schierato un’imponente forza militare nei Caraibi per minacciare il Venezuela. Finora, il presidente ha utilizzato tale forza – una portaerei, almeno altre sette navi da guerra, decine di aerei e 15.000 soldati statunitensi – per attacchi illegali a piccole imbarcazioni che, a suo dire, trasportavano droga. Sabato, Trump ha intensificato drasticamente la sua campagna catturando il presidente venezuelano Nicolás Maduro nell’ambito di quello che ha definito “un attacco su larga scala” contro il Paese. Poche persone proveranno simpatia per Maduro.
È antidemocratico e repressivo e ha destabilizzato l’emisfero occidentale negli ultimi anni. Le Nazioni Unite hanno recentemente pubblicato un rapporto che descrive in dettaglio oltre un decennio di omicidi, torture, violenze sessuali e detenzioni arbitrarie da parte di scagnozzi contro i suoi oppositori politici. Ha rubato le elezioni presidenziali del Venezuela nel 2024. Ha alimentato disordini economici e politici in tutta la regione istigando un esodo di quasi otto milioni di migranti. Tuttavia, se c’è una lezione fondamentale che si può trarre dalla politica estera americana del secolo scorso, è che tentare di rovesciare anche il regime più deplorevole può peggiorare la situazione. Gli Stati Uniti hanno trascorso 20 anni senza riuscire a creare un governo stabile in Afghanistan e hanno sostituito una dittatura in Libia con uno stato frammentato.
Le tragiche conseguenze della guerra del 2003 in Iraq continuano a colpire l’America e il Medio Oriente.
Forse l’aspetto più rilevante è che gli Stati Uniti hanno sporadicamente destabilizzato paesi latinoamericani, tra cui Cile, Cuba, Guatemala e Nicaragua, cercando di rovesciare un governo con la forza”
Una dura condanna arriva dalle ACLI “Un atto grave, privo di legittimazione internazionale, che viola la sovranità di uno Stato. Le accuse mosse da Washington non sono dimostrate e non possono mai giustificare un intervento militare unilaterale o un tentativo di “regime change”.
Le responsabilità del regime di Maduro esistono, ma non è questo il punto: spetta ai popoli decidere del proprio futuro, non alle potenze armate. Se i principi dell’Organizzazione delle Nazioni Unite contano ancora, questa aggressione va condannata come tutte le violazioni del diritto internazionale: dall’Ucraina a Gaza, fino alle minacce su Taiwan. Chiediamo all’Unione europea una presa di posizione chiara e al Governo italiano un intervento urgente per tutelare la comunità italiana in Venezuela, già colpita da una crisi sociale ed economica devastante. In un Paese segnato da povertà diffusa, inflazione fuori controllo e svalutazione della moneta, la guerra aggraverebbe solo una situazione già drammatica. Le ACLI sono al fianco della popolazione venezuelana e ribadiscono il loro impegno per la pace, il diritto internazionale e la dignità dei popoli, contro ogni logica di violenza e sopraffazione”.

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