E’ stata una riflessione a tutto campo su “Il feudo dei Gesualdo. Arte e storia tra Sei e Settecento a Fontanarosa“ a partire dal legame forte del centro irpino di Fontanarosa con la città di Napoli a caratterizzare la quarta giornata della VII Edizione della Summer School 2025 dal titolo “Dalla Modernità a Gesualdo. Percorsi internazionali di Studi Letterari, Storici e Artistici.”,che nella sede dell’Associazione “Fontanarosa Comunità. Prof. Giuseppe Zollo”.
Una scommessa, promossa dall’associazione “Sinestesie”, presieduta dal professor Carlo Santoli, docente di Letteratura Italiana Contemporanea presso l’Università di Salerno, in collaborazione con il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Salerno e da numerose associazioni ed istituzioni locali irpine che vede in prima linea l’associazione culturale “Fontanarosa Comunità prof. Giuseppe Zollo”.
A introdurre il convegno il parroco di Fontanarosa, Don Angelo Gaeta, il Sindaco di Fontanarosa, Giuseppe Pescatore e Flavio Petroccione Presidente dell’Associazione Fontanarosa Comunità – Giuseppe Zollo. E’ stato Petroccione a sottolineare il valore di cui si carica la Summer School “Punto di partenza di un progetto ambizioso promosso da Sinestesie in collaborazione con l’associazione ‘Fontanarosa Comunità’, intitolata a Giuseppe Zollo. L’obiettivo resta quello di valorizzare il patrimonio storico-artistico locale, ponendo l’accento sul ruolo cruciale dei Gesualdo nella storia del territorio. Un progetto, quello della Summer School, che diventa vero laboratorio e che può diventare appuntamento fisso, costruendo una struttura che affianchi gli organizzatori nell’organizzazione degli incontri, aprendo al grande pubblico e coinvolgendo anche il mondo della scuola. Sono convinto che possa diventare un progetto culturale strategico che possa favorire la valorizzazione turistica”. A coordinare l’evento Carlo Santoli, docente di Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea dell’Università di Salerno. Di notevole interesse il documentario di Alessandro Di Blasi “Fontanarosa. Arte tra Sei e Settecento” che ha raccontato le bellezze del patrimonio storico artistico locale. E’ stato quindi il prof. Pierluigi Leone de Castris dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli ad analizzare il Trittico della Candelora di Fontanarosa nel contesto della scultura in legno napoletana del primo seicento, Un trittico che si fa espressione della devozione di Fontanarosa, commissionato non dai Gesualdo ma voluto dall’Universitas con la partecipazione delle maestranze napoletane, a conferma del dialogo costante con Napoli che prosegue fino al ‘700, testimoniato anche dalle statue del Trittico che provengono da botteghe napoletane. A completare gli interventi gli articoli della prof.ssa Viviana Farina dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli con un’analisi dedicata a Giuseppe di Guido, il Maestro di Fontanarosa e della prof.ssa Simona Carotenuto dell’Università degli Studi di Salerno, che ha offerto un quadro della “pittura del settecento a Fontanarosa e l’eredità della tradizione solimenesca”. Carotenuto ha posto l’accento sul legame del feudo di Fontanarosa don Napoli, favorito dai feudatari Tocco di Montemiletto, evidente nella richiesta di un’opera a un pittore napoletano di filiazione solimenista. In questo modo diventa possibile contenere le spese, chiamando non il capobottega ma uno degli allievi più bravi. Quindi si è soffermata sull’iconografia voluta dai committenti, evidente nella scelta dei santi inseriti nella Madonna con Bambino del Tomaioli, come a voler affidare loro la protezione della città di Fontanarosa.



