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Tariffe idriche, Camerlengo: “Aumenti previsti dalla legge, Alto Calore resta sotto la media nazionale”

Sul caso degli aumenti delle bollette dell’acqua interviene il rappresentante del consigliere di distretto dell’Ente Idrico Campano, Gianluca Camerlengo: “Si tratta di aumenti adeguati e previsti dalla legge. Le nuove tariffe approvate per Alto Calore Servizi Spa sono quelle previste dalla normativa, con un ritardo di applicazione di dieci anni. Arera, lo stesso ente che regola la Tari, stabilisce i criteri. E’ giusto che i cittadini si pongano domande, ma è grave che lo facciano amministratori: o ignorano le regole o sono opportunisti. La storia insegna che chi cavalca le proteste senza soluzioni ha vita breve: lo insegna la vicenda di Masaniello”.

“Numeri alla mano le nostre tariffe sotto la media italiana. Dopo l’aumento, la tariffa di Alto Calore sarà 1,59 euro al metro cubo, contro la media nazionale di 2,30 (acquedotto + fognatura + depurazione). In Campania, la tariffa è più alta di Abc Napoli e Gori, ma più bassa di Asis. Per un consumo annuo di 150 metri cubi, una famiglia irpina spende circa 239 euro, contro i 345 euro della media italiana. Il nostro territorio ha costi più alti per via dell’orografia: l’acqua va sollevata con impianti di pompaggio, a differenza di altre zone dove arriva per caduta. Le fasce deboli sono protette dai bonus sociali”.

Nessun aumento per coprire sprechi

“Il sistema regolatorio non lo permette: i costi riconosciuti devono essere efficienti. Alto Calore rientra pienamente nei parametri. Il mito degli sprechi appartiene al passato, oggi non è più una criticità”.

Perdite idriche: il nodo si scioglie con investimenti veri

“Le reti colabrodo si risolvono con investimenti e programmazione. In Irpinia abbiamo perso vent’anni a causa di personalismi e conflitti che hanno ritardato l’affidamento della gestione. Ora c’è un gestore legittimato, con competenze manageriali adeguate, e si può investire davvero, non per mantenere vecchie logiche”.

Concordato: colpa della gestione improvvisata del passato

“Il concordato è il risultato della presunzione di chi ha ignorato il cambiamento del settore. ARERA garantisce l’equilibrio economico-finanziario: un’azienda regolata non può fallire”.

Privato sì o no?

“Oggi non è più necessario. Può essere una scelta, ma ci sono tutte le condizioni per salvaguardare l’unico modello di gestione pubblica possibile in Irpinia”.

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