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Quanto è successo la settimana scorsa con l’esposizione di una ragazza russa somigliante e Denise Pipitone nella televisione russa e ripresa, poi, da tutte le televisioni italiane, ha dell’incredibile e dell’inverecondo. E dimostra lo stato di caduta morale della televisione che fa spettacolo del dolore umano senza un minimo di pietas per le persone colpite e al solo fine di perseguire una audience portatrice di pubblicità e di guadagni.

Eppure la televisione ha avuto in Italia un ruolo decisivo per l’alfabetizzazione dei suoi cittadini, per la diffusione della lingua italiana, che molti non parlavano, per la conoscenza degli usi, delle tradizioni e delle prime nozioni del sapere. Ha costituito per molti anni un laboratorio e una fabbrica di cultura e di sapere di massa, Basti ricordare a mo’ di esempio il programma del maestro Manzi (Non è mai troppo tardi), il viaggio nelle valli del Po dello scrittore Mario Soldati, i primi teleromanzi nazional- popolari, perfino gli spettacoli di varietà dei vari Rascel, Tognazzi e Vianello e il popolarissimo Lascia o raddoppia di Mike Bongiorno. Poi sono venute le televisioni commerciali e tutto è radicalmente cambiato. Le televisioni commerciali, per dirla in breve, non sono state più un fucina di cultura ma uno spettacolo messo in onda per attirare pubblicità e produrre guadagni, L’audience ha sostituito il criterio della qualità e si è andata affermando sempre più velocemente la ricerca dello scoop, della notizia pruriginosa, del linguaggio sempre più popolare e osceno, del progressivo abbandono del buon gusto, del garbo, del rispetto della persona umana e, spesso, della stessa verità. E’ stato il trionfo della televisione spazzatura.

La Televisione di Stato ne è stata contagiata e contaminata perdendo sempre di più l’originaria funzione di servizio pubblico. Come se non bastasse si è politicizzata, o meglio, è diventata lottizzata dai partiti che hanno adattato il loro linguaggio alle esigenze di un pubblico sempre più popolare e qualunquista. L’abbassamento del livello culturale a lungo andare ha avuto un grave effetto sull’intera società come ha sostenuto il filosofo austriaco Popper (Cattiva maestra televisione) che aveva proposto, per poter fare televisione, il rilascio di una patente con relativo giuramento di Ippocrate al fine di difendere la libertà dei singoli e l’educazione dei bambini. La televisione attraverso programmi televisivi diseducativi, è in grado di diffondere violenza, furbizia, disprezzo per gli altri, individualismo, inducendo a confondere la finzione con la realtà. Spesso spinge al sadismo e alla disumanizzazione.

E’ quanto è successo nella vicenda di Denise Pipitone, scomparsa 17 anni fa e cercata con molta approssimazione in tutti questi anni. Quello che è successo alla televisione russa ha dell’incredibile e dell’incivile. Uno spettacolo francamente scandaloso che ha dato la stura a tutti i canali televisivi di stare sulla notizia più di una settimana, fin quando non si è scoperto, sempre in televisione, che gli esami del sangue della povera ragazza russa e della mamma di Denise non corrispondevano. Tutto in diretta televisiva con tanto di avvocati, diritti di immagine di esclusiva con una ferocia e un disprezzo del dolore delle povere vittime sbattute loro malgrado alla ribalta facendo strage dei loro sentimenti. Il panorama televisivo ne esce a brandelli, i loro conduttori inqualificabili ed eticamente indifferenti. Molti programmi sono assolutamente inguardabili perché rispondono a chi li ha proposti per interessi di parte, nell’opinione che c’è sempre qualche gonzo che abbocchi. Perfino programmi seri e condotti con garbo e umanità come “Chi l’ha visto!” tiene in cartellone la vicenda Denise da 17anni!

Bisognerebbe ripristinare la funzione di servizio pubblico almeno ad una canale della televisione pubblica togliendo ogni forma di pubblicità. Sarà possibile?

di Nino Lanzetta

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