E’ stato un militante appassionato, in prima linea nelle battaglie in difesa del territorio, a volte controcorrente pur di restare fedele alle sue idee. Si è spento Andrea Forgione, infermiere per anni in servizio al Pronto Soccorso, poi presso il Distretto Sanitario di Sant’Angelo dei Lombardi, storico esponente del Pd, autentico vulcano di idee.
A rendergli omaggio è il deputato Tony Ricciardi, vicepresidente gruppo Pd alla Camera, “Se dicessi che stavi per cambiare le sorti della politica nazionale non mi crederebbe nessuno. Franco Vittoria lo sa. Eppure quel giorno della tessera a Grillo stava per accadere. Non so cosa sia successo, so solo che, forse meritavi più vicinanza e solidarietà da tutti noi”.
Bellissime le parole che ha voluto dedicargli il professore Franco Vittoria, anche lui tra i simboli del Pd campano: “Troppi sono i ricordi, e gli spazi di improvvisazione che ogni giorno Andrea accompagnava il nostro vivere quotidiano. Bastava lasciarlo qualche settimana libero di pensare e ti presentava una proposta, una richiesta, un convegno, oppure , quando mi chiamò e mi disse “capitano”, così mi chiamava , dobbiamo tesserare Grillo con il partito democratico , mi lasci la sede ? Andrea, gli dissi, la sede e’ di tutti i militanti, e quindi anche la tua – l’importante replicai, non fare “ casini”. Assolutamente no, mi rispose Andrea, mi collego con Beppe Grillo e gli consegno la tessera del circolo pd di Paternopoli. Una bufera. Tutti convocati da Roma. Questo era Andrea, un po’ utopista e un po’ casinista, nel senso buono Ma era un genuino, uno che voleva a modo suo cambiare le cose , voleva un mondo diverso.
Quante volte mi chiamava per fare qualche comizio a Paternopoli, tante. Un giorno arrivando a Paternopoli, chiedevo dove fossero un po’ di militanti, compagni, amici e Lui : siamo solo in 6. E quel comizio a sei persone fu una sorta di incrocio tra l’amore per il prossimo e una veglia laica. Ma fu bello anche quella sera .
Questo era Andrea, un uomo che non potevi non amare. Mi rattrista non avere avuto il tempo e l’occasione per fermarmi a parlare ancora un po’ con te, caro Andrea. Ci perdiamo in mille cose inutili e perdiamo di vista l’essenziale. La comunità partito era anche questo, un sentimento di umanità, una passione di libertà . Mi mancherai. Mi mancherà anche solo la tua telefonata, per parlarmi di Castelfranci e di Toni, di Iovino o di Vanni … Avevi ancora da “ organizzare “ qualcosa”.
Commosso Tony Lucido, presidente pro loco Alta Irpinia “Sono sinceramente dispiaciuto per questa brutta notizia Una persona brillante, intelligente, di grande sensibilità sociale e politica. Si faceva carico, I Care, sia sul piano sanitario assistenziale delle persone, che sul piano sociale e politico di persone e comunità. Somatizzava il disagio e la sofferenza sociale ed umano delle persone. Un ricordo ed una struggente tristezza”
Pietro Mitrione di Inlocomotivi sottolinea come “Ci mancherà la tua arguzia, la tua amicizia, la tua passione politica. Ti accompagni verso l’infinito il fischio del treno irpino del paesaggio che tanto amavi”
L’amico Giuseppe Rabasca, Prc e Associazione per la Palestina ne ricorda la “Creativa e innovativa capacità politica e intellettuale, l’amore per l’Irpinia, l’attenzione al confronto e l’idea della politica come partecipazione. Perdo oggi un compagno di battaglie politiche e sociali, scienziato e infermiere di campagna.
Toccanti le parole scritte poche settimane fa da Andrea sulla sua pagina Facebook, versi che ribadiscono il legame forte con la sua terra a cui era legato visceralmente ma anche la sensibilità di un uomo che si raccontava anche attraverso la poesia: “Se potete, seppellitemi nella vigna che ho vangato, piantato ed innaffiato. Venite a piangere, se volete, nella casa di pietre di mio padre, costruita prima del terremoto, dove ogni cosa profuma di buono. Qui, tra le mie mura e la mia gente, anche un povero figlio di contadino come me, semi analfabeta, e con la forma di un cafone, si sente un signore”.
Nè aveva nascosto il suo entusiasmo quando nel maggio scorso Elly Schlein, segretaria del Pd era stata ospite a Castelfranci “È la prova tangibile che Roma guarda a Castelfranci, che le aree interne della dorsale Appenninica sono nel programma del futuro Governo Nazionale. Questo territorio, di straordinaria bellezza, avrà presto un suo rappresentante nel prossimo Governo Italiano, con un ruolo Ministeriale. E questo lo sanno tutti. Erano decenni che l’Irpinia non riceveva un tale riconoscimento al suo coraggio, alla sua storia (da Sullo a De Mita) ed alla sua struggente e romantica bellezza”.
E della sua vocazione di infermiere, “fratello tra i fratelli”, scriveva come “Avevo 22 anni quando decisi di abbondare gli studi universitari in storia e filosofia per essere Infermiere. Ormai sono 40anni che mi dedico ad assistere i dolenti e i morituri. L’ho fatto a Milano, a Roma, a Napoi e nella mia terra.
Sono un umile servitore dei sofferenti, un Infermiere di montagna e la mia porta è sempre aperta, a titolo gratuito”.
Per anni è stato un riferimento costante anche per la redazione, instancabile, sempre propositivo e attento, sollecitava riflessioni, denunciava disservizi e ingiustizie, difendendo sempre il territorio e la sua gente. Ai familiari l’abbraccio del direttore Gianni Festa e della redazione.



