Venerdì, 27 Marzo 2026
04.09 (Roma)

Ultimi articoli

Tentato omicidio e rapina all’ex compagna, arrestato pregiudicato

Grazie ad una  tempestiva ed articolata attività d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Benevento, gli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Benevento, nella mattinata odierna hanno dato esecuzione alla ordinanza applicativa della misura cautelare della custodia in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Benevento, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un uomo, attualmente detenuto per altro presso la casa circondariale di Augusta (SR), ritenuto gravemente indiziato, quale mandante, in concorso con uno o più soggetti liberi allo stato non ancora identificati, del delitto di tentato omicidio pluriaggravato (tentato femminicidio), porto illegale d’arma, tentata estorsione pluriaggravata e rapina pluriaggravata nei confronti della ex compagna.

Le indagini sono state avviate in occasione del grave episodio delittuoso avvenuto la mattina del giorno 11 novembre scorso,  quando gli investigatori della Squadra Mobile raggiungevano via Ferrara di Benevento, dove era stata segnalata l’esplosione di un colpo di arma da fuoco nei confronti di una donna, rinvenuta, infatti, sul pianerottolo mentre perdeva sangue dalla testa e rapidamente trasportata in Ospedale, dove le veniva riscontrata una “frattura chiusa della volta cranica” con un corpo estraneo conficcato al lato sinistro della fronte.

Ascoltata la vittima chiariva di essere stata attinta alla testa da un colpo d’arma da fuoco sparato a bruciapelo sul pianerottolo di casa, di essersi accasciata al suolo, pur non avendo perso i sensi e di essersi finta morta, potendo così vedere il killer che entrava nell’appartamento da lei abitato frugava nella sua borsa e vi usciva portando con sé i suoi telefoni cellulari e- come accertato solo successivamente-anche la somma di euro 2000,00. Nella medesima mattinata venivano acquisite le immagini di videosorveglianza delle zone pertinenti al luogo del fatto e come indicato dalla persona offesa, emergeva che l’autore dei fatti si era allontanato indossando un casco integrale a bordo di uno scooter, risultato di provenienza furtiva in quanto rubato a Napoli e trasportato e nascosto a Benevento alcuni giorni prima del fatto pronto per essere utilizzato per l’azione criminosa. Nel corso delle prime attività investigative venivano sequestrati un bossolo calibro 6,35 e la relativa ogiva estratta direttamente dalla fronte della parte offesa. nonché i due telefoni cellulari in uso alla persona offesa, di cui si era disfatto l’autore del fatto a breve distanza dal luogo del reato dopo aver provveduto a danneggiarli per tentare di distruggere le prove della responsabilità del prevenuto poi rinvenute sugli stessi.

Infatti, la successiva analisi forense effettuata sui menzionati telefoni consentiva di recuperare alcuni fondamentali messaggi dai quali emergeva chiaramente che l’uomo oggi colpito da ordinanza cautelare aveva maturato il proposito di attentare alla vita della ex compagna già diversi giorni prima del tentato omicidio perché non tollerava l’interruzione della relazione, che li legava da tempo, e dei colloqui in carcere da parte della donna e la nuova vita sentimentale della stessa e pretendeva, a causa di ciò, che la stessa abbandonasse l’appartamento in cui avevano convissuto e l’attività commerciale da lei gestita da tempo, asseritamente di sua appartenenza.

Nei messaggi alla donna l’attuale indagato la minacciava reiteratamente che l’avrebbe fatta sparare, le avrebbe fatto incendiare tutto quanto posseduto dalla stessa e dalla sua famiglia, dalla casa alla macchina alle attività commerciali dalla stessa gestite e le avrebbe fatto, altresì, terra bruciata intorno, costringendola in tal modo ad andar via da Benevento, quale pena da pagare per essersi allontanata da lui, tutte minacce reiterate in più di una occasione. Venivano, quindi, avviate attività di intercettazione, tra l’altro, su più utenze in uso all’indagato, sia pure in stato di detenzione, dalle quali emergeva che l’uomo, dopo aver appreso del fallimento del tentativo, affermava senza mezzi termini che, nonostante fosse detenuto, aveva ugualmente la possibilità di far uccidere chiunque, in qualsiasi momento, fin dentro il letto di casa, ed anche con estrema facilità, potendo contare su numerose amicizie, maturate anche in ambiente carcerario, con soggetti pronti a raggiungere Benevento, a colpire ed andare via. Continuava a pretendere, inoltre, che la vittima e la sua famiglia dovevano restituirgli il bar altrimenti sarebbero morte entrambe, madre e figlia (odierna vittima del tentato femminicidio contestato) e che stava aspettando che uscisse di galera il padre della vittima per far uccidere anche lui, oltre a voler far saltare in aria il bar con delle bombe che aveva nella sua disponibilità, a riprova della fitta rete di uomini di fiducia disposti ad eseguire i suoi ordini anche quelli più gravi e complessi.

Non lesinava, peraltro, in ulteriori conversazioni, continue minacce di morte e/o di spedizioni punitive di altro genere anche contro i presunti nuovi compagni della donna, attuali ed eventualmente futuri, nonché contro tutti i soggetti rei di essersi schierati dalla parte della donna ed otteneva dal proprio interlocutore, soggetto libero, un controllo morboso e quotidiano sugli spostamenti e le frequentazioni della vittima, così dimostrando di poter contare di una fitta rete di appoggio fatta anche di soggetti liberi che gli consentivano anche, , nonostante lo stato di detenzione, di monitorare, fino al giorno dei fatti, finanche tutto quanto avveniva nell’attività commerciale da lui rivendicata mediante un impianto di videosorveglianza direttamente collegato al proprio cellulare. Emergeva anche che l’indagato intrecciava rapporti con numerosi soggetti disponibili a farsi intestare fittiziamente attività commerciali anche dopo il grave evento. Ed ancora rappresentava in più di una occasione che la cessazione della relazione sentimentale, evidentemente decisa dalla donna e da lui mal subita e vissuta come un’onta, doveva portare con sé la fine di tutti i “benefici” ad essa connessi. Alla luce degli esiti di tutte le attività di indagine e delle intercettazioni, emergevano, dunque, gravi indizi in ordine alla circostanza che l’indagato avesse premeditato e ordinato l’omicidio della donna per il risentimento e la rabbia per la fine della relazione con la stessa che, resistendo strenuamente a tutte le minacce subite, da mesi non si recava più a colloquio, pretendendo di costringerla, conseguenzialmente, a lascargli il bar– del quale non risulta neppure formalmente proprietario – e l’appartamento di via Ferrara n. 2/B, in cui la donna continuava ad abitare. Tale movente si accompagnava anche al suo sospetto che la donna stesse progettando di uccidere il figlio quale ritorsione per tutte le minacce da tempo subite ad opera dell’indagato. Sempre nel corso della mattinata odierna, contestualmente all’esecuzione della predetta misura cautelare, con l’ausilio di personale del Reparto Prevenzione Crimine e della Polizia Penitenziaria, al fine di accertare compiutamente i fatti ed in particolare, al fine di giungere all’identificazione dei correi e della vasta rete di appoggio al detenuto, sono state eseguite perquisizioni personali, locali ed informatiche, con conseguente sequestro di corpi del reato o cose pertinenti al reato nei confronti di 28 soggetti liberi residenti nella provincia di Benvevento, 2 soggetti detenuti presso la locale casa circondariale e 10 soggetti detenuti presso la casa circondariale di Augusta (SR). Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati n. 3 telefoni cellulari presso il carcere di Augusta, numerosi altri, oltre pc e tablet, da esaminare, presso le abitazioni, 3,50 gr. di Hashish con segnalazione per art 75 dpr 309/90, 4,30 grammi di cocaina con arresto in flagranza del possessore, numerosi titoli di credito di importo rilevante su cui saranno svolte indagini.

Infine, in data odierna, è stato portato ad esecuzione e notificato al detenuto, sempre su ordine della Procura della Repubblica di Benevento. il provvedimento di esecuzione di pene concorrenti nei confronti di condannato già detenuto con il quale, in seguito a decisione della Cote di Assise di Benevento, in funzione di giudice dell’esecuzione, su richiesta della medesima procura, applicava l’ergastolo ma con l’isolamento diurno per la durata di anni uno e pene accessorie, atteso che lo stesso doveva espiare oltre l’ergastolo una pena cumulata di anni 26 e mesi 8 di reclusione, per altre condanne.

Il provvedimento oggi eseguito è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione e i destinatari della stessa sono persone sottoposte alle indagini e quindi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.

Anche il provvedimento adottato di applicazione di pene concorrenti è soggetto ad impugnazione da parte del condannato.

Condividi

Cronaca

Riceviamo e pubblichiamo la nota invitata dal Comune di Avellino. Una emittente televisiva locale ha diffuso notizie circa la presunta…

È operativa a Taurasi la nuova stazione dei carabinieri, in Contrada Sant’Arcangelo. Il nuovo presidio dell’Arma, che sostituisce la stazione…

Il boss Antonio Cava detto, detto N’do N’do, resta al carcere duro. Il boss Antonio Cava, detto N’do N’do, resta…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Nell’ambito dei rafforzati servizi di controllo del territorio nell’area dell’Alta Irpinia, anche in base a quanto emerso in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduto dal Prefetto Rossana Riflesso, i poliziotti del commissariato di Sant’Angelo dei Lombardi hanno tratto in arresto due uomini pregiudicati di 50...

Monteforte, accusata di estorsione pluriaggravata: pena ridotta in appello. Igiudici della IV Sezione Penale hanno riformato la sentenza di condanna inflitta dal Tribunale di Avellino in primo grado ad una quarantenne del posto a 5 anni e 6 mesi. La donna era finita a processo in quanto era stata ritenuta...

Ha rimediato una condanna a sette anni di reclusione il ventiquattrenne che nell’agosto scorso, in poche ore nel capoluogo, si è reso autore di furto di una vettura, di un furto con destrezza di una borsa e di una rapina ai danni di un’anziana. La condanna per M.B.I. è arrivata...

Un uomo di 67 anni, originario della provincia di Avellino, è stato arrestato ieri pomeriggio a Orta di Atella dai Carabinieri della Compagnia di Marcianise. E’ accusato di rapina, maltrattamenti in famiglia, minaccia e detenzione di sostanze stupefacenti. L’intervento dei militari è scattato dopo un’aggressione avvenuta in mattinata ai danni...

Ultimi articoli

Attualità

“Avverse condizioni meteo, rinviata l’inaugurazione dell’Antica Dogana”: l’avviso arriva dal Comune di Avellino. Un piccolo intoppo tecnico, un rinvio di…

“Sabato è per noi del comitato Salvezza per la Dogana un momento straordinario, il risultato di 17 anni di impegno…

Il Santuario di Montevergine si prepara a riaprire ai fedeli, ma con tutte le limitazioni imposte dall’attuale situazione. Dopo la…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy