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Torna il concorso fotografico “Ettore De Socio” e racconta i confini sempre più labili delle periferie

De Socio, Museo Irpino, Periferie

E’ ancora una volta l’interesse per le aree marginali a rappresentare il punto di partenza del concorso fotografico “Periferie. Confini Labili” – Premio Ettore De Socio per la fotografia d’autore, presentato questa mattina al Museo Irpino, nell’ambito della rassegna “Portfolio. Il Museo Irpino incontra la fotografia”, ideat e promossa dall’Amministrazione Provinciale di Avellino.

Un omaggio fortemente voluto dalla famiglia de Socio – in collaborazione con l’Associazione “Controvento” e con il patrocinio dell’Amministrazione Provinciale – a un protagonista della vicenda politica e amministrativa di Avellino, a partire dal suo sguardo sulle periferie intese non solo come spazi fisici, ma anche come luoghi dell’anima. E’ il figlio Fulvio a sottolineare come “L’interesse verso le aree marginali, l’impegno civile e politico a sostegno degli ultimi, la passione per il giornalismo e per una fotografia capace di documentare e denunciare una condizione subalterna in modo da rendere possibile il riscatto e la rinascita, sono tutti elementi che hanno caratterizzato l’intero percorso di vita di mio padre. Quest’anno abbiamo cercato di rendere più articolato il progetto,  coinvolgendo un esperto del settore come Augusto Pieroni e la PhotoDiego Academy.. Abbiamo chiesto agli artisti  di raccontare una periferia sempre più dinamica, che finisce per confondersi con il centro, di individuare loro stesso i confini, a patto che esistano, in un tempo in cui gli spazi urbani sono in costante trasformazione. Già lo scorso anno, alcune delle opere partecipanti evidenziavano come la periferie potesse essere laboratorio di innovazione, di coesistenza di culture differenti, modello di comunità da contrapporre a quello dell’alienazione cittadina o comunque occasione di riscatto per i loro abitanti. Quest’anno ci siamo concentrati proprio su questo aspetto, sulla permeabilità dei confini, per cui talvolta diventa difficile distinguere tra periferie e centro, sulla capacità delle periferie di farsi portatori di novità e stimoli positivi. Buona la risposta dei partecipanti con opere di forte suggestione in cui la periferie diventa ora spazio di fuga e libertà, ora luogo di accoglienza e riscatto. A ispirarci i versi  di Pasolini ‘Nascono potenze e nobiltà, feroci, nei mucchi di tuguri, nei luoghi sconfinati dove credi che la città finisca, e dove invece ricomincia, nemica, ricomincia per migliaia di volte, con ponti e labirinti, cantieri e sterri, dietro mareggiate di grattacieli che coprono interi orizzonti’ La scommessa è stata anche quella di coinvolgere le scuole”.

“La sfida – spiega Generoso Picone, tra gli ideatori del concorso – è quella di promuovere la costruzione di un progetto che si prolunghi nel tempo e assuma le caratteristiche di un osservatorio permanente su questi spazi urbani che sono anche, se non soprattutto, spazi dell’anima». In mostra verranno esposti i lavori dei primi tre autori classificati, ai quali si aggiunge anche una menzione speciale. In sala uno schermo proietterà in loop una selezione di immagini dei lavori ritenuti più interessanti, scelti sempre dalla giuria fra gli 88 partecipanti.

L’inaugurazione della mostra che riunisce le opera partecipanti al concorso si terrà venerdì 17 ottobre alle ore 17, alla presenza degli Autori e dei curatori e l’apertura della mostra sarà preceduta dalla premiazione ufficiale dei vincitori del concorso che si terrà nella sala De Mita. Prima classificata: Elena Prola con “E’ da stesi che si vedono le nuvole” Secondo classificato: Nicolas Brunetti con “Inshallah” Terza classificata: Angelica Paciocco con “Utomia” Menzione speciale: Emanuele Gaudioso con “My-My”

Il giorno successivo, sabato 18 ottobre alle ore 10, gli Autori saranno presenti durante una visita guidata alla mostra, che rappresenterà l’occasione per approfondire con i partecipanti racconti e suggestioni legate alla realizzazione dei loro lavori. “Periferie – Confini labili 2025” ha come partner tecnico Foto Diego e come sponsor Autoexec.
L’evento rientra in Sabato contemporaneo, appuntamento del Museo dedicato all’approfondimento di temi ed evoluzioni dell’arte contemporanea per fornire strumenti critici e formativi per la comprensione e la conoscenza di nuovi modi di fare arte, grazie alla collaborazione di curatori e artisti, associazioni e gallerie d’arte.
La mostra sarà visitabile fino al 10 gennaio 2026, dal martedì al sabato (domenica e lunedì chiusura), dalle ore 9 alle ore 13 (ultimo ingresso alle ore 12:30) e dalle ore 16 alle ore 19 (ultimo ingresso ore 18:30).
Accesso gratuito

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