Al vertice dell’associazione, secondo gli organi inquirenti, si colloca Mario Viviani, considerato capo promotore e coordinatore delle attività, che avrebbe gestito l’intera rete dalla propria abitazione nella zona di Ogliara, già sottoposta a regime di arresti domiciliari.
Tra i principali collaboratori figurano la compagna convivente, Lucia Franceschelli, ritenuta responsabile della gestione dei contatti e delle risorse economiche del gruppo, e il padre Crescenzo Viviani, che avrebbe svolto funzioni operative di supporto logistico. Un ruolo centrale sarebbe stato anche di Simone Memoli, incaricato delle forniture di droga, in collegamento con Gennaro Bucciano e Giuseppina Russo.
L’attività ha portato al sequestro di oltre un chilogrammo di sostanze stupefacenti, all’arresto in flagranza di cinque spacciatori e alla denuncia di ulteriori due.
Dal 2019, la Procura ritiene che le spese di Viviani e Franceschelli sarebbero state sostenute grazie a proventi illeciti stimati in circa 1,2 milioni di euro annui.Sono stati sequestrati un immobile a Salerno, due terreni, arredi e beni strumentali, oltre a crediti fiscali per 498.500 euro, nell’ambito di una misura finalizzata alla confisca allargata .


