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Tunnel, la ricostruzione dell’ex sindaco Venezia e la volata: ci siamo

 

Di seguito la lettera a firma dell’ex sindaco di Avellino, Enzo Venezia, inviata alla redazione del "Quotidiano del Sud":
All’ingresso dei cantieri che toccano le maggiori opere pubbliche e che riguardano la città di Avellino, era stato affisso questo slogan per annunciare agli Avellinesi la conclusione di alcuni cantieri del centro cittadino e, in particolare, del tunnel e di Piazza Libertà.

Questa è la volta buona per parlare del tunnel e, se mi riesce, del suo tormentato iter amministrativo. Se ho letto con attenzione i giornali locali e ho compreso in modo chiaro quanto detto, sono trascorsi quasi dieci anni dall’inizio dei lavori di quest’opera e, purtroppo, non se ne vede ancora la fine. In questi giorni si parla di una seconda perizia di variante. Se ho ben compreso sembrerebbe che alla perizia di completamento dell’opera (oggetto della gara di appalto, vinta dall’impresa D’Agostino, dopo la chiusura del contratto con la ditta precedente) ha fatto seguito una prima perizia di variante per la deviazione del tracciato e sembrerebbe ancora al fine di evitare la demolizione della farmacia Giliberti. La seconda variante servirebbe invece per non interferire con le strutture del vecchio e storico ponte della Ferriera. Debbo pensare – spero di sbagliarmi – che sia la perizia di completamento che la prima variante possano essere considerate con eventuali e possibili errori progettuali. Se per caso dovesse essere vero: di chi la colpa e la responsabilità? Oltretutto si potrebbe anche immaginare che queste due prestazioni professionali siano state retribuite.

Per quanto attiene alla possibile seconda variante, l’amministrazione comunale ha dichiarato alla stampa di aver consegnato copia alla D’Agostino. Spero tanto che tutto ciò sia avvenuto anche perché una variante è un vero e proprio progetto che non può non contenere, tra l’altro, la previsione della relativa spesa e la fissazione dei cosiddetti “termini contrattuali” (tempo esecutivo per la realizzazione delle opere previste).

Da quanto si legge sempre sui giornali e da qualche “pour parler”, sembrerebbe che per la spesa si dichiari un “costo zero”. Mi chiedo: è possibile che la spesa abbia un costo zero se la stessa è rivolta al superamento dell’interferenza con le strutture del ponte Ferriera? Per quel poco di esperienza acquisita da ex sindaco debbo pensare che siamo in presenza di sostanziali variazioni progettuali con la eventuale previsione di altri costi attraverso la inevitabile e necessaria applicazione di nuovi prezzi inizialmente non previsti. Ma se la Regione non si è ancora espressa per l’ultimazione dei lavori al 31 Dicembre, mi chiedo come sia stata possibile la consegna all’impresa della seconda variante?

Mi chiedo ancora una volta: come si potrebbe richiedere alla ditta esecutrice (D’Agostino) di eseguire nuove opere le quali, a suo tempo e molto probabilmente, non furono oggetto della gara e quindi non sottoscritte nel contratto di appalto?
Un’altra domanda: se i lavori al tunnel sono stati fermi (per quello che si è potuto capire e mai vedere) dall’Aprile 2016 a Gennaio 2017, perché tutto questo tempo non è stato adoperato per lo spostamento dei sotto servizi?

È appena il caso di ricordare che la stessa Sidigas avrebbe dichiarato nei giorni scorsi che, solo da poco tempo, sarebbe stata informata della necessità dello spostamento della condotta gas in corrispondenza del vecchio ponte Ferriera.

Se tutto questo fosse vero, alla fine è naturale, se non ovvio, chiedersi: cosa pensano il Genio Civile che ha il controllo sulla stabilità del vecchio ponte, la Sovrintendenza a cui è affidata la conservazione di questo bene, e il Provveditorato alle OO.PP. che non potrà non verificare, eventualmente, le diversità con le caratteristiche progettuali previste a suo tempo in sede di finanziamento (vedi dimensioni in corrispondenza del Banco di Napoli e Palazzo Ercolino), e il relativo declassamento di categoria della viabilità?

A questo punto sorge spontanea un’ultima domanda: cosa pensa e dice, se c’è, la Commissione di Collaudo in corso d’opera? Mi permetto di dare, come sempre da ex sindaco rottamato dal tempo e dagli eventi, un consiglio sincero di muoversi con saggezza, prudenza e responsabilità. Se così non fosse potrebbero emergere rischi personali e ulteriori ritardi nel completare un’opera pubblica.

Non bisogna mai dimenticare che nelle opere pubbliche il lungo trascorrere del tempo provoca inevitabilmente riserve e fa crescere a dismisura prezzi e relativi costi con un conseguente danno finanziario alla pubblica amministrazione.

Appena ne ho voglia, parlerò di Piazza Libertà (e non solo). “Questa non è la volta buona”

P.S.

Nel racconto dei fatti avrò sicuramente commesso qualche errore procedurale, ma alla fine bisogna prendere atto, senza possibilità di smentite, che il centro della Città è fermo da anni e che i commercianti della zona sona stati condannati alla rovina e alla progressiva chiusura dei loro negozi.
 

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