Tre suore, due del Madagascar e una filippina di 34, 59 e 60 anni – e due maestre sannite: una 55enne ed una 36enne sono le destinatarie del divieto di dimora applicato dal gip Roberto Nuzzo, nell’inchiesta dei carabinieri sulle presunte violenze ai danni di bambini dai tre mesi ai tre anni nell’asilo di Benevento gestito da una congregazione ecclesiastica. Per le quattro educatrici e la madre superiora in servizio presso l’asilo la Procura di Benevento aveva chiesto, alla luce delle indagini condotte dall’Arma dei carabinieri, la misura degli arresti domiciliari per concorso in maltrattamenti aggravati.
Secondo l’accusa «in concorso morale e materiale loro, con condotta abituale e nella consapevolezza della reciproca colpevolezza, sottoponevano a reiterati maltrattamenti fisici e morali i bambini di età tra 10 mesi e tre anni a loro affidati». In particolare, sempre secondo la Procura, la madre superiora forniva le direttive operative al personale, «impostando una metodologia dispotica e mortificante per i bambini». Inoltre assisteva alla messa in pratica delle sue direttiva da parte delle quattro educatrici che realizzavano «atti di sopraffazione, violenza ai danni dei piccoli, come strattonamenti, schiaffi, scuotimenti urla e offese».
L’indagine è nata dalla denuncia presentata ai carabinieri di San Sebastiano al Vesuvio, il 7 novembre 2025, dal rappresentante legale di un Consorzio accreditato per il servizio civile. Qualche giorno prima aveva ricevuto una mail nella quale una volontaria in servizio presso l’asilo aveva segnalato alcuni episodi: un bimbo legato a una sedia, altri presi a schiaffi. La Procura aveva disposto d’urgenza intercettazioni telefoniche e ambientali nei quattro locali dell’asilo. La donna era stata subito ascoltata dai militari, aveva riferito di trovarsi bene con i bimbi , ma non con il personale, e di sentirsi esausta perchè aveva dovuto sopportare i comportamenti delle suore e delle maestre nei confronti dei piccoli.o.Di qui la richiesta di una misura cautelare, avanzata dal pm al gip, che ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza e attendibili le dichiarazioni della volontaria. A seguire, l’applicazione del divieto di dimora a Benevento, idoneo a contrastare il pericolo di reiterazione del reato, e nessun arresto.
La tesi dell’accusa è che i bimbi sarebbero stati «immobilizzati alle sedie con i propri indumenti o bloccati per lungo tempo nei passeggini, insultati sul modo di vestire, sulla corporatura, sullo stesso nome, ed avrebbero subito schiaffi alla nuca, strattonamenti per i capelli, spintonamenti a terra, anche rivolti a bambini ancora in fase di gattonamento, punizioni improprie e l’ utilizzo della forza per costringerli a mangiare e dormire». Le indagate sono difese, tra gli altri, dall’avvocato Carmine Ruggiero. Per le parti offese gli avvocati Viviana Olivieri, Raffaele Tibaldi, Mario Tomasiello, Fabio Russo, Guido Principe, Giulio Penna e Fabio Ficedolo.
Intanto il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, questa mattina ha incontrato un folto gruppo di genitori dei piccoli alunni dell’asilo, vittime dei presunti abusi. «Se confermati dalla magistratura – ha detto – sono fatti inauditi e gravissimi. Sono scosso». Il primo cittadino, incontrerà lunedì mattina nuovamente le famiglie per cercare di trovare una collocazione per i bambini: «fino a quando non si accerterà la verità questo asilo non dovrà riaprire». Il sindaco ha confermato che si è attivato «per trovare altri asili da far frequentare ai piccoli. Poi si vedrà con il provveditorato. Non è escluso che qui possa riaprire con altro personale».






