di Michele Zarrella
L’attuale sistema GPS è costituito da una configurazione di trentuno satelliti disposti su orbite che distano 20.000 chilometri dalla Terra. Il loro numero è determinato dal fatto che, in qualsiasi momento, da qualunque punto della Terra se ne vedono almeno tre. I satelliti si inviano continuamente segnali radio e misurando con accuratezza il tempo di arrivo dei segnali radio è possibile la triangolazione che identifica la posizione del nostro cellulare o il nostro computer o altro dispositivo adatto. Per determinare con precisione la nostra posizione la misura del tempo di arrivo dei segnali è determinante, per questo sui satelliti sono montati orologi atomici che vengono sincronizzati con la massima precisione. Per fare ciò occorre tenere conto di tanti effetti e in particolare di quelli della teoria della relatività di Albert Einstein. La relatività di Einstein dice che il tempo si dilata, rallenta, se aumentiamo la velocità e il tempo corre più veloce se ci allontaniamo dal centro di gravità. Quindi per i satelliti occorre tener conto di questi due effetti e farne la differenza. Per quanto riguarda la velocità dei satelliti la teoria della relatività ci dice che essi segnano un tempo minore di 7 microsecondi al giorno; mentre per quanto riguarda la gravità segnano un tempo maggiore di 45 microsecondi al giorno. Pertanto ogni giorno vanno corretti di questi 38 microsecondi per avere la posizione giusta del nostro cellulare sulla Terra. Se non applicassimo la teoria della relatività la nostra posizione si degraderebbe di qualche chilometro in un giorno e vanificherebbe la misura. Dobbiamo dire grazie ad Einstein che riuscì ad immaginare la teoria della relatività solo con le sue elucubrazioni mentali. Poi la tecnologia mettendo in pratica la teoria ha realizzato il GPS. Grazie Albert



