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Vinicio Capossela celebra al Teatro Verdi di Salerno 25 anni di “Canzoni a Manovella”

Un evento speciale per celebrare un album diventato una pietra miliare del cantautorato italiano.  Vinicio Capossela sarà protagonista mercoledì 26 novembre al Teatro Municipale Giuseppe Verdi di Salerno di un concerto imperdibile, dedicato ai venticinque anni dall’uscita del suo disco Canzoni A Manovella.

Per questo appuntamento, l’artista lo eseguirà integralmente insieme a un’ampia formazione capace di riprodurre al meglio i preziosi arrangiamenti di Tommaso Vittorini che hanno reso unico questo lavoro, orchestrati per l’occasione dal maestro Raffaele Tiseo.

Sul palco con Capossela, Mirco Mariani alla batteria, Enrico Lazzarini al contrabbasso, Giancarlo Bianchetti alle chitarre, Achille Succi al clarinetto e al sax, Vincenzo Vasi al theremin e al vibrafono, Raffaele Tiseo al violino e Daniela Savoldi al violoncello.

Pubblicato il 6 ottobre del 2000, agli albori del nuovo millennio, vincitore della Targa Tenco come Miglior Album in Assoluto, Canzoni a Manovella è il quinto disco di inediti del cantautore e uno dei più intensi e amati della sua lunga e prolifica carriera.

Accolto con entusiasmo da pubblico e critica, definito un colpo di cannone futurista a squarciare l’ultimo Capodanno del Novecento, un’opera che cattura l’attimo e lo cristallizza per sempre (Ondarock) e un disco come sempre “fuori tempo” (non nel senso musicale dell’espressione, ma nel senso che ha un fascino d’altri tempi), nebbioso e geniale (Rockol), è un album di canzoni immaginarie, di cose che vengono dal profondo, che affiorano a galla in scafandro e cilindro. Ci si è ingozzati di emozione, e di suggestione, e di musiche, in una specie di abbuffata secolare, come lo descriveva al tempo Capossela stesso.

Un lavoro ricco e sorprendente, popolato di arie e filastrocche, di marce, marcette e rebetici, di ninna nanne, di canti di mariachi tzigani, di molteplici storie ricche di rimandi letterari ma altrettanto ancorate nella Storia, suonate con una varietà straordinaria di strumenti.

Canzoni a Manovella è stato scritto, concepito e registrato come “disco del secolo”. Conclude Capossela. Nel senso che dentro c’è un po’ tutto il secolo appena concluso: il Novecento, a partire dai suoi sfolgoranti inizi fatti di aerostati, prototipi, pionieri dell’aviazione, futuristi e rumoristi, rulli di Edison e rulli chiodati per pianole meccaniche, patafisici, palombari, guerre e cannoni. 

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