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Processo Bembo, in Appello confermata la pena per Iannuzzi.Ridotta per i fratelli Sciarillo

Confermati i sedici anni e otto mesi per Niko Iannuzzi, ridotta a quattordici anni la pena per i due fratelli Sciarrillo.  Questa la decisione de giudici della Corte di Appello, nei confronti dei tre imputati del processo Bembo. Disposta anche la trasmissione degli atti alla Procura per rissa aggravata nei confronti dei tre imputati e degli amici di Roberto Bembo.

Poco dopo le ore 12, dopo una lunga camera di consiglio, i magistrati hanno dato lettura del dispositivo della sentenza di secondo grado per i tre imputati dell’omicidio di Roberto Bembo. Nell’aula 320 del Tribunale di Napoli i giudici della IV Sezione della Corte di Assise di Appello Penale hanno letto il dispositivo. In aula erano presenti familiari della vittima e dei tre imputati. La motivazione della sentenza di secondo grado, sarà depositata entro novanta giorni.

Il procuratore generale di Napoli, Daniela Della Pietra durante la sua requisitoria – svoltasi il 12 febbraio scorso – aveca chiesto la conferma delle condanne inflitte ai tre imputati, accusati del brutale omicidio del ventunenne di Mercogliano.

Nella precedente udienza era stata fornita una ricostruzione differente dei fatti accaduti in quell’alba tragica nel parcheggio di un noto bar di Mercogliano. Il sostituto procuratore generale di Napoli, Daniela Della Pietra l’aveva illustrata, durante la sua requisitoria nella quale ha chiesto la conferma delle condanne inflitte ai tre imputati, accusati del brutale omicidio del ventunenne di Mercogliano. A suo avviso, Roberto Bembo all’alba del 1 gennaio 2023 non tornò indietro per continuare a litigare con Niko Iannuzzi e i fratelli Sciarrillo dopo che c’era stata già la prima rissa davanti al bar di Mercogliano, bensì per difendere un suo amico che era dall’altra parte della strada ed in inferiorità numerica rispetto ai tre contendenti. C’era dunque una persona a terra, che Roberto aveva visto e riconosciuto in uno dei suoi amici. Di lì la decisione di intervenire per aiutarlo, andando incontro alla morte. Una ricostruzione totalmente diversa fortemente contestata dalla difesa, tanto che il procuratore generale aveva  chiesto di replicare.

 

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