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Da giorni, l’efficientissima macchina propagandistica del Capitano Salvini è all’opera per distrarre l’opinione pubblica da due sue gravissime sconfitte. La prima, la “campagna d’Europa”. Iniziata mesi fa con toni minacciosi e guasconeschi. È terminata con la ricerca affannosa da parte del governo di un po’ di miliardi qua e là per assecondare tutte le richieste dell’Ue. L’altra, l’entrata in crisi della sgangherata “narrazione” salviniana sulla vera portata della chiusura dei porti agli sbarchi di migranti. Le stesse cifre ministeriali la smentiscono. Nel 2019, le Ong hanno sbarcato solo 297 persone. Meno del dieci per cento delle 3082 giunte da sole. E assolutamente non fermate. Come mai? Perché il contrasto ai singoli non ha la stessa portata politico-mediatica della abile crociata contro le Ong! Non a caso, Salvini ha rifiutato finora anche l’uso delle navi della Difesa suggeritogli dalla ministra Trenta!

La gip di Agrigento – vergognosamente attaccata dal titolare del Viminale – con il suo provvedimento sulla capitana tedesca ha ristabilito la graduatoria delle vere poste in gioco. Ha ricordato al popolo smemorato di un Paese anarchico (che non ricorda quando emigranti erano i loro nonni e padri) e ai suoi governanti quella che è la secolare legge del mare, poi codificata. E cioè che – indipendentemente dalla nazionalità – in caso di emergenza in acqua, il primo dovere è provvedere a mettere in sicurezza la vita delle persone.  Dovere ricordato anche dal campione velista Giovanni Soldini. Fissato nei Trattati europei, che l’Italia ha accettato. E che, in quanto norme sovranazionali, prevalgono sulle stesse leggi italiane!

L’altra, ancora più secca sconfitta, è quella del confronto con l’Ue. Disastroso il bilancio dell’intera vicenda. Fallita l’offensiva per cambiare il volto dell’Europa da parte delle forze cosiddette sovraniste. Ora più deboli e divise dai loro interessi nazionali. La linea estremista della Lega è stata battuta da quella “morbida” di Conte e di Tria, ispirata e incoraggiata dal Quirinale. Il Capitano aveva cercato con ostinazione l’alleanza con Orban, Lepen e con i vari sovranisti europei. Linea inconsistente e suicida. Essa ha fatto ritrovare l’Italia pericolosamente sola. Sconfessata dagli stessi Paesi corteggiati da Salvini. Circondata dalla diffidenza di Francia, Germania e degli altri Paesi fondatori, additati dal leader leghista come nemici. Perciò il nostro Paese è ora politicamente solo, fuori dalla maggioranza che regge l’Ue. Insomma, un capolavoro in negativo! E solo l’opera di Mattarella, infaticabile ricucitore di rapporti in nome della comune patria europea, ci ha salvato in extremis dalla procedura di infrazione.

I guai, però, non sono finiti qui. Le perplessità del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giorgetti a correre come commissario italiano sono una presa d’atto del venir meno, per un esponente leghista di primissimo piano, degli spazi di operatività politica immaginati prima delle elezioni. E tragicamente tramontati dopo, per gli errori dilettanteschi compiuti e l’irritante spavalderia mostrata. Ora la delega affidata da Conte a Salvini (nel tentativo di sopire i malumori leghisti) per la designazione di un Commissario italiano di serie B o addirittura di C, rischia di rivelarsi un boomerang. In caso di scelta di un “esterno” si innescherebbero ulteriori mugugni tra i maggiorenti leghisti. Nell’eventualità di un esponente di partito o di governo, si porrebbero invece problemi di alterazione degli equilibri interni.

Ovviamente, anche il tracollo europeo non toglierà la parola al “Capitano” leghista. Ma stavolta qualcosa si è rotto davvero. L’isolamento in cui si trova l’Italia è palpabile, come dimostra l’accorato appello di Conte a Lega e M5S a votare la candidata tedesca alla Presidenza della Commissione Ue. Inoltre Salvini potrà ancora parlare di flat tax, ma riuscirà solo a millantare il varo di una formato-extra-small. Ha dovuto accettare sostanzialmente anche il rinvio delle autonomie regionali, imposto dal M5S (e dai negativi sondaggi circa le ripercussioni del provvedimento sul voto leghista al Sud).  Insomma, le magnifiche sorti e progressive del catto-leghismo stentano a vedersi!

di Erio Matteo

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