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Per il Sud si respira brutta aria. C’è un ritorno all’antimeridionalismo che complica ancora di più il futuro unitario del Paese. Sono gli stessi meridionali a essere responsabili di questa situazione. Hanno le idee confuse, parlano linguaggi diversi, non riescono a fare sintesi per i problemi da risolvere. Il primo, e tra i più pericolosi attacchi al Sud, viene dalla volontà del governo di attuare l’Autonomia differenziata regionale. E sul tema si assiste a un teatrino. Il neo-ministro Calderoli, leghista doc, sbugiarda il governatore della Campania Vincenzo De Luca. Quest’ultimo aveva già elaborato e presentato una bozza contenente le materie da trasferire dallo Stato centrale. Solo che se ne era dimenticato. E Calderoli si diverte a beccarlo. Che figura per il neo Masaniello napoletano. Intanto la discussione non va avanti e mentre nel Mezzogiorno si alzano le barricate e si annunciano rivolte, nelle regioni del nord si va avanti con la politica del fare e si mettono a frutto i fondi del Pnrr. Non diversa la situazione per quanto riguarda il Reddito di cittadinanza. Il governo Meloni, perseguendo un disegno elettorale, intende porre fine a questo sostegno, peraltro di matrice europea, che, in particolare nel Sud, ha svolto una funzione di ammortizzatore sociale e cintura di sicurezza per i poveri. Il confronto tra le forze politiche diventa strumentale. Se è vero che il reddito di cittadinanza ha favorito anche una quota di furbi, delinquenti e scansafatiche è, però, pur vero che ha fatto da tappo sulla polveriera- povertà al Sud. Occorrerebbe, allora, trovare la mediazione intelligente per costruire un’alternativa e non litigare nelle piazze del qualunquismo. Il terzo elemento riguarda le risorse finalizzate allo sviluppo del Mezzogiorno. Ci sono, almeno sulla carta, ma non si sanno spendere. Perché gli uffici comunali sono privi di tecnici specializzati o dispongono di un numero esiguo di impiegati non in grado di assolvere alla fase progettuale o stare dietro alla farraginosa burocrazia. Il rischio è che non solo si perdono occasioni di sviluppo, ma che anche i fondi vadano a farsi benedire. Insomma cose tristi di un Sud sempre più lontano dal Nord.

di Gianni Festa

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