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A Grottaminarda si rinsalda il fronte comune per salvare la IIA

Grottaminarda. Oggi è toccato alla cittadina ufitana. Nella sala “Pertini” di palazzo Portoghesi, sede delle riunioni del consiglio comunale, si è discusso di un solo ordine del giorno: la vertenza di Industria Italiana Autobus.

Un consiglio comunale aperto al contributo, e alle idee, di sindacati e società civile. Con la presenza, ovviamente, delle tute blu di valle Ufita. Che occupavano quasi tutta la parte destinata al pubblico. Presenti anche molti politici, con la sola eccezione della presidente provinciale, neo eletta, di FdI, Ines Fruncillo, a rappresentare l’area di centro destra. I segretari provinciali di Fiom, Uilm e Fismic, Giuseppe Morsa, Gaetano Altieri e Giuseppe Zaolino, il segretario provinciale dem Nello Pizza.

La presidente dell’assemblea, Virginia Pascucci, ha richiesto anche la partecipazione della deputazione provinciale, regionale e nazionale del nostro territorio. Di questa, c’era solo Maurizio Petracca, consigliere regionale, presidente della Commissione Agricoltura della Regione Campania. Tra gli ospiti anche il presidente della Confindustria di Avellino, Emilio De Vizia. L’appuntamento di Grottaminarda segue quello che, ieri sera, si è tenuti presso la Dogana Aragonese, con il primo cittadino di Flumeri Angelo Lanza.

E continuerà domani, con una seduta straordinaria del consiglio provinciale davanti ai cancelli di IIA. Assemblea che doveva svolgersi all’interno della fabbrica, la cui dirigenza non ha dato il permesso per poterla fare per motivi di ordine pubblico, nonostante in un primo momento avesse invece dato la disponibilità di utilizzare i locali. Apre proprio Pascucci che passa la parola al sindaco Marcantonio Spera.

“Questo è un consiglio comunale-esordisce-che sancisce alcuni principi fondamentali: come quello dell’aiutarsi. I cittadini sono chiamati a fare gruppo, fare squadra, fare comunità. Saremo al fianco delle 370 famiglie dei lavoratori IIA, salvaguarderemo l’economia della valle dell’Ufita, dell’Irpinia. Quello che sta accadendo qui è emblematico di quello che potrebbe ancora succedere di negativo. Noi lotteremo insieme perché non accada, invece”.

La valle dell’Ufita, la politica, deve stringersi attorno a quelle famiglie.”Che siamo noi- continua Spera-, tutti ci dobbiamo sentire come è con loro”. Quindi Gaetano Altieri:”Sono contento che si faccia fronte comune.  Perché quella di IIA è la battaglia del territorio. Perché dobbiamo fare i conti con i giovani che lo lasciano. Crediamo che lo stabilimento flumerese è un pezzo importante di questa valle e perciò dobbiamo mantenere quello che abbiamo. Nostro dovere è quello di gettare le fondamenta per dare uno sviluppo credibile. E non c’è bisogno di imprenditori che pensano al terreno e non allo stabilimento”.

Basta alla trattativa tra Leonardo, che lascia, ed il gruppo Seri dei fratelli Civitillo che prenderebbero le quote in ingresso. Cosa che ha ribadito anche il segretario provinciale Fiom, Giuseppe Morsa. Intervenuto nel dibattito anche il capo dell’opposizione del consiglio comunale di Grottaminarda, Vincenzo Barrasso, che ha messo in evidenza come domani, il consiglio provinciale, si terrà fuori ai cancelli dello stabilimento e non all’interno, come era ambrato in un primo momento.  La direzione aziendale ha, infatti, fatto marcia indietro.” Non ci dobbiamo nascondere che saremo una comunità lasciata davanti all’ingresso”. E aggiunge che bisogna fare una riflessione sulla”necessità di attuare un piano nazionale e regionale sul trasporto pubblico, con investimenti seri e compatibili con l’ambiente e le politiche green”. Poi è toccato a Giuseppe Morsa, segretario provinciale della Fiom, che ha fatto la storia degli ultimi anni della fabbrica,”nata soprattutto con la lotta degli operai”. Con alterne vicende, Industria Italiana Autobus dal 2018 è arrivata ad investire 110 milioni di euro.” Dobbiamo bloccare la trattativa tra Leonardo e i fratelli Civitillo perché, se dovesse andare a buon fine”andremo incontro al fallimento-viste le esperienze avute in Irpunia dal gruppo Seri. Al ministero devono fermare tutto. Perché il gruppo casertano è completamente inaffidabile”.

Il segretario provinciale della Fismic, Giuseppe Zaolino, è dell’idea che” questa azienda è tecnicamente fallita. Dal 2019 ha accumulato 176 milioni di euro di debiti. Ha cambiato 5 amministratori delegati e, però, stanno ancora tutti lì. Possiamo dire che sono incapaci e ci stanno facendo affondare. A Leonardo conviene vendere più le armi.Ma abbiamo il dovere, tutti insieme, di ricostruire. Facciamo una battaglia con un solo obiettivo e non svendiamo quei 117 giorni di protesta di dodici anni fa”. Il presidente di Confindustria, invece, dice di”essere in disaccordo con quasi tutti. Non bisogna innamorarsi di quell’area. Si potrebbero affittare i capannoni ad altri imprenditori”. In sala, le tute blu non accolgono tanto bene questa richiesta di De Vizia. Intervenuti anche Gabriele Uva, Nello Pizza e Maurizio Petracca, rispettivamente delegato provinciale Pd per la valle dell’Ufita, segretario provinciale e consigliere regionale dem.

Giancarlo Vitale

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