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"Sversamenti a Contrada Sant'Eustacchio, danni incalcolabili". Legambiente torna a denunciare il caso

“Gli esponenti politici dell’amministrazione Nargi avevano promesso l’inizio dei lavori per lo scorso lunedì 7 ottobre in danno. Al momento non è cominciato proprio nulla. La melma è stata solo accantonata insieme al fogliame con il rischio di cadere ancora con più facilità nel corso d’acqua”

«Basta sversamenti nel suolo e nelle acque di contrada Sant’Eustachio, si rispettino le famiglie che abitano quella zona della città» È duro l’affondo di Legambiente Avellino – Alveare in merito a una situazione che da settimane sta andando avanti nell’area dei Pennini nel capoluogo.

La vasca di raccolta dell’impianto fognario a servizio delle abitazioni di contrada Sant’Eustachio da settimane infatti è mal funzionante, rilasciando pericolosi liquami maleodoranti sulle arterie della zona. Si tratta di un problema che ciclicamente si ripresenta a danno dei cittadini e delle cittadine.

La striscia di reflui, che rende l’aria irrespirabile in contrada Sant’Eustachio, dopo un centinaio di metri di asfalto si riversa direttamente nel torrente sottostante.

«Qui siamo davanti a una situazione paranormale. I danni che si stanno facendo all’aria, alle acque, e quindi ai cittadini e alle cittadine, sono incalcolabili – spiega Antonio Dello Iaco, vicepresidente del circolo ambientalista -. Da settimane questa fognatura sta riversando liquami in un torrente che, come ci hanno confermato i residenti esasperati, è usato anche per uso irriguo».

La scorsa settimana il Comune di Avellino ha fatto un sopralluogo con l’ufficio tecnico e gli operai.

«Gli esponenti politici dell’amministrazione Nargi avevano promesso l’inizio dei lavori per lo scorso lunedì 7 ottobre in danno. Al momento non è cominciato proprio nulla. La melma è stata solo accantonata insieme al fogliame con il rischio di cadere ancora con più facilità nel corso d’acqua», denunciano gli ambientalisti.

«Intanto tra sopralluoghi e promesse passano le settimane e il disservizio continua, con il rischio che le prossime piogge possano riversare nelle acque anche tutta la melma accantonata in questi giorni».

«È una bomba ecologica che sta esplodendo pian piano. Rendiamoci conto dei danni che si stanno causando a chi vive in quella zona della città e non solo. Non esistono cittadini di serie A e di serie B – rincara Dello Iaco -. Bisogna intervenire e risolvere il problema immediatamente una volta per tutte. È una situazione indecente!».

«Come Legambiente Avellino abbiamo presentato stamattina una richiesta di accesso agli atti e di chiarimenti sulla vicenda al Comune di Avellino. Ci auguriamo che i lavori inizino entro la prossima settimana. Siamo pronti a coinvolgere anche ASL e ARPAC per valutare il rischio igienico sanitario dell’area e per attestare il danno ambientale provocato dalla negligenza di chi di dovere», conclude Antonio Di Gisi.

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