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I festiani disertano il consiglio comunale, Nargi salvata dal centrosinistra e dal Patto Civico (tranne Rino Genovese)

Alla fine l’Aula ha approvato la Revisione delle Partecipate: si rischiava una sanzione da 350mila a 500mila euro. Vista l’assenza dei 14 consiglieri Festiani, il numero legale del consiglio comunale è stato garantito dalla presenza degli 8 consiglieri del centrosinistra. Intanto i 4 del Patto Civico si sfaldano: Genovese ha votato contro la maggioranza, gli altri tre a favore

I 14 consiglieri festiani non si sono presentati al consiglio comunale di questa sera, il campolargo di centrosinistra ha garantito il numero legale, e infine i consiglieri del Patto Civico Giacobbe, Trezza e Melillo hanno garantito i tre voti necessari per approvare la fondamentale “Revisione delle Partecipate”: solo così la sindaca Laura Nargi si è salvata dal pericolo di una maxi multa che poteva andare dai 350mila ai 500mila euro. E’ questa la sintesi dell’Assise convocata per questa sera alle 17 e che fino all’ultimo minuto è rimasta in bilico, vista la totale assenza dei 14 consiglieri delle due liste festiane (Davvero e Viva la Libertà): ma nell’ora di tolleranza concessa prima dell’avvio ufficiale della seduta sono mano a mano arrivati tutti gli altri: sia gli 8 consiglieri dell’opposizione (Gengaro, Ambrosone, Cipriano, Iacovacci, Santoro, Bellizzi, Giordano e Aquino), sia i 4 del Patto Civico (Genovese, Giacobbe, Trezza e Melillo): e sia i 6 del gruppo Siamo Avellino, la lista della sindaca: Rusolo, Zaolino, Liberale, Mattiello, Rocchetta e Bilotta).

GENGARO: GARANTIAMO IL NUMERO LEGALE MA NON SIAMO LA STAMPELLA DELLA SINDACA

“Per senso di responsabilità verso la città stiamo garantendo il numero legale di questa seduta – ha voluto spiegare all’Aula Gengaro –, non certo per fare da stampella a questa Amministrazione. Anzi avrei preferito che questa sera la sindaca si fosse presentata dimissionaria, per prendersi tempo per riflettere su questa situazione. Questa sera vi siete presentati in Aula senza 14 consiglieri di maggioranza, quando c’è da discutere una pratica (la ‘Revisione delle Partecipate’) che dovrebbe far tremare le vene ai polsi della sindaca. Perché se questa pratica non passasse ci sarebbe una responsabilità contabile in capo alla stessa sindaca. Ma noi non siamo qui in cerca di vendette. Dal nostro punto di vista cerchiamo di fare gli interessi della comunità. Tra l’altro la sindaca non ci ha chiesto niente, e nessuno è in condizione di chiederci niente. Noi partecipiamo a questa votazione, ma non siamo qui per risolvere i vostri problemi. Voteremo contro. Ma se voi non avete idee e numeri dovete prenderne atto”.

LA VOTAZIONE

E infatti la votazione è andata come annunciato, con l’unica novità di Rino Genovese che, al contrario degli altri 3 consiglieri eletti con la sua coalizione del Patto Civico, ha votato contro: la Revisione delle Partecipate è passata con i 11 voti favorevoli: quelli dei 6 consiglieri di Siamo Avellino, quelli dei 3 della coalizione di Genovese (Trezza e Giacobbe eletti con la lista Moderati e Riformisti, e Gerardo Melillo di Forza Avellino), e i 2 voti arrivati dal banco di governo: la sindaca Nargi e il presidente dell’Assise Ugo Maggio. Contrari i sette rimasti del centrosinistra (nel frattempo Iacovacci aveva abbandonato l’Aula) e Rino Genovese.

DOMANI MATTINA L’ASSISE SI TORNA A RIUNIRE: CONTESTAZIONE SUL MANCATO RISPETTO DEL REGOLAMENTO

Dopo la votazione i consiglieri del centrosinistra e Rino Genovese hanno chiesto la verifica del numero legale e si sono contestualmente alzati per abbandonare l’Aula. Il numero minimo non c’era più e la seduta è stata dichiarata chiusa, con il presidente Maggio che ha annunciato che gli altri punti all’ordine del giorno saranno discussi in seconda convocazione, domani mattina alle 9. Una comunicazione che ha fatto andare su tutte le furie Gengaro, che è rientrato in Aula per una dura contestazione: sulla presunta irregolarità di questo rinvio all’indomani e per la mancata ‘seconda conta’ dei presenti (a cinque minuti dalla prima) che per regolamento si sarebbe dovuta tenere prima di poter dichiarare chiusa la seduta. I consiglieri del centrosinistra si erano fatti male i conti: credevano che la restante parte dei punti all’ordine del giorno si sarebbe dovuta affrontare in un nuovo consiglio comunale da riconvocare ad hoc, ma il Segretario generale del Comune, la dottoressa Maria Luisa Dovetto ha precisato che il regolamento prevede il prosieguo della discussione in seconda convocazione per tutti quei punti che non sono stati introdotti nel corso della seduta.

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