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Omicidio Lippiello, ecco le motivazioni della sentenza: i Crisci hanno agito con l’intento di uccidere

Un’imboscata pianificata nei  dettagli e portata a termine con precisione. È questa la conclusione a cui è giunto il Gup del Tribunale di Avellino, Fabrizio Ciccone, nelle motivazioni della sentenza che ha condannato a 16 anni di reclusione Salvatore e Sabato Francesco Crisci per l’omicidio  di Felice Lippiello, avvenuto il 9 febbraio 2024 a Baiano.

La decisione del giudice si discosta  da quanto stabilito in precedenza dal Tribunale del Riesame di Napoli, che aveva accolto la tesi difensiva degli avvocati Antonio Falconieri e Francesco Pecchia (mentre Salvatore Crisci, in fase di istruttoria, era stato difeso dall’avvocato Aiello del foro di Salerno).
I legali avevano chiesto la riqualificazione del reato in omicidio preterintenzionale, una linea condivisa anche dalla Procura nella sua requisitoria. Tuttavia, il Gup ha ritenuto  valida la ricostruzione delle parti civili, rappresentate dagli avvocati Nicola D’Archi e Stella Saveriano, confermando l’accusa di omicidio volontario. Determinanti, in tal senso, le indagini svolte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Avellino.

 

Dalle motivazioni emerge come l’agguato sia stato pianificato nei minimi dettagli. I due imputati non solo hanno attirato la vittima in un tranello, ma hanno anche predisposto una fuga immediata. “L’intera dinamica dell’azione dimostra come i Crisci abbiano agito con piena consapevolezza delle conseguenze del loro gesto”, si legge nella sentenza. Un elemento chiave è la presenza di un terzo uomo, mai identificato, che aveva il compito di attenderli in auto per consentire una ritirata rapida dal luogo del delitto. Un dettaglio significativo è il fatto che la vettura fosse stata lasciata con le portiere aperte, riducendo al minimo i tempi di fuga, segno di una premeditazione accurata.

Secondo il Gup, il movente dell’omicidio è riconducibile a contrasti per il controllo dello spaccio di droga nella zona. La sera del 9 febbraio, Salvatore e Sabato Francesco Crisci si sarebbero recati presso l’abitazione di Lippiello con l’intento di regolare i conti. Le immagini delle telecamere di sorveglianza mostrano il loro arrivo nel cortile della vittima a bordo di una Fiat Panda, guidata dal complice rimasto ignoto.

Dalle immagini emerge che Salvatore Crisci è stato il primo a scendere dall’auto. Subito dopo avrebbe  contattato al telefono  la vittima. Lo si vede nascondersi nel cortile con il cellulare illuminato, pronto a cogliere Lippiello di sorpresa. Quando Felice Lippiello  è arrivato, Crisci lo ha colpito  con un bastone, mentre poco dopo è intervenuto un secondo aggressore. Quest’ultimo, identificato come Sabato Francesco Crisci, ha sferrato un colpo mortale alla gamba sinistra della vittima, causandone la morte.

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