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Guerra tra Israele e Iran, quando si crede di vedere quello che non c’è

di Virgilio Iandiorio

Per saperne di più su Nazioni e Stati, è meglio “chiedere” alle persone del posto le informazioni. Voglio dire che è meglio affidarsi alla lettura di quello che scrivono sulla loro Nazione i suoi cittadini, piuttosto che ascoltare le diatribe televisive di esperti, o sedicenti tali, che discettano di tutto con la sicumera di profondi conoscitori di paesi lontani.

Prendiamo la guerra in atto tra Israele e Iran. Piuttosto che risentire gli slogan gridati nelle piazze di mezzo mondo contro lo Stato di Israele, e gli Ebrei di tutto il mondo, ho riletto il libro di Azar Nafisi “La Repubblica dell’immaginazione”, pubblicato nell’edizione italiana da Adelphi nel 2015. Siamo lontani di un decennio dall’ arrivo, per la seconda volta, di Fra Dazio alla guida del Convento Americano; perciò nessuna relazione strumentale con la guerra in corso.

Azar Nafisi è una docente iraniana di letteratura internazionale. Ha insegnato in diverse università del suo Paese, che ha lasciato nel 1997 per emigrare negli Stati Uniti, dove oggi risiede ed insegna letteratura inglese.

Scrive la Nafisi:” La crisi che affligge gli Stati Uniti non è solo economica o politica. Qualcosa di più profondo sta sconquassando il paese: una visione mercenaria e utilitaristica insensibile al vero benessere della gente, che taglia fuori l’immaginazione e il pensiero, che marchia come insignificante la passione per la conoscenza. I toni sguaiati dei media e dei politici alimentano una mentalità pugilistica e noi cittadini diventiamo semplici spettatori, con emozioni e sensazioni da stimolare costantemente in una sorta di scarica adrenalinica che ci trasforma in astanti passivi, dipendenti da questo gioco”,

“La verità – scrive la Nafisi in altro punto del suo libro- è che nella vita reale, ancor più che nei libri, siamo schiavi di illusioni e pregiudizi, delle cose che vogliamo vedere e sentire. I veri tiranni, Stalin, Franco, Mao, Hitler e molti altri, vivi o morti, sfruttano il nostro amore per le illusioni, la consolazione che ne traiamo. Ma questo non significa che nelle società democratiche non siamo preda delle stesse illusioni e menzogne. Noi essere umani siamo tutti capaci di dare il meglio e il peggio; le nostre storie lo testimoniano. E’ facile perdere le libertà e i diritti che abbiamo conquistato se ce ne disinteressiamo, se non pensiamo, se non vediamo”.

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