«Consiglio Comunale del 30 giugno 2025, una pagina critica per trasparenza e legalità istituzionale”. Così il Gruppo consiliare Siamo l’Alternativa commenta le ultime vicende amministrative al Comune di Calabritto.
Il Consiglio Comunale di Calabritto, riunitosi il 30 giugno scorso, ha registrato due momenti di particolare rilievo politico e istituzionale: le dimissioni del consigliere Giuseppe Melillo e la convalida della nomina del consigliere subentrante Pasquale Castagno, come riferisce sempre il gruppo consiliare Siamo l’Alternativa, che continua: «Durante la seduta, il Presidente del Consiglio ha riferito che le dimissioni di Giuseppe Melillo sarebbero motivate da ragioni personali. Tesi smentita dai fatti. In una comunicazione ufficiale dell’11 giugno 2025, lo stesso Melillo ha chiarito le vere motivazioni:“…”Più e più volte, ho rappresentato al Sindaco e ai Consiglieri che era necessaria una svolta, più volte ho chiesto di essere messo nella condizione di dare un senso al mio contributo amministrativo, che non si può ridurre alla semplice partecipazione ed approvazione di provvedimenti molte volte non discussi, non concordati e a volte neanche conosciuti.
Non trovando ascolto e non trovando neanche più conforto amministrativo in quelle che ritengo essere le giuste istanze della cittadinanza, ritengo a questo punto, nel rispetto dei cittadini e della mia persona, rassegnare le mie irrevocabili dimissioni da Consigliere Comunale…”
Dunque, si tratta di una presa di posizione politica netta, maturata in dissenso con il metodo e il merito dell’azione amministrativa, e non certo per ragioni private o su iniziativa altrui».
Quanto alla convalida del consigliere Pasquale Castagno, si tratterebbe di «Un caso di incompatibilità giuridica e conflitto d’interesse morale. Il Consiglio ha proceduto alla convalida del sig. Pasquale Castagno, con il voto favorevole della maggioranza e del consigliere di minoranza Giuseppe D’Alessio, ex appartenente al gruppo “Siamo l’Alternativa”».
Il consigliere Carmine Calvanese, unico a votare contro, ha depositato formale diffida per l’accertamento di incompatibilità, per aver ricevuto affidamenti diretti, argomenta il consigliere, in quanto titolare di una ditta individuale.
«Tali rapporti economici potrebbero configurare pienamente la causa di incompatibilità prevista dalla normativa. Ma la questione non è solo giuridica. È soprattutto morale e istituzionale. L’ingresso in Consiglio Comunale di un soggetto strutturalmente legato all’ente da rapporti economici e imprenditoriali continuativi rappresenta una sovrapposizione inaccettabile tra interesse privato e funzione pubblica. Un conflitto d’interesse profondo, che mina la credibilità e la neutralità dell’organo consiliare. Come può garantire il bene comune chi ha tratto beneficio economico continuativo dalle casse pubbliche senza gara e senza confronto competitivo?».
Il gruppo consiliare Siamo l’Alternativa rinnova «il proprio impegno per una gestione pubblica fondata sulla trasparenza, la legalità e l’etica istituzionale. Continueremo a contrastare ogni forma di opacità e a difendere l’integrità delle istituzioni comunali».


