“Dall’altra parte c’è la corazzata Potemkin”, dice Ugo Maggio aprendo il comizio finale di Gianluca Festa. Stessa location del comizio di chiusura di Laura Nargi, a piazzetta Agnes. L’ex presidente del consiglio comunale fa riferimento al centrosinistra. “Se non raggiungono il quorum al ballottaggio la vittoria è nostra”, sentenzia.
Tocca a Francesco Pagliocca di Enjoy: “La nostra non è una lista ma un gruppo di amici”, afferma. E rivolgendosi a Festa: “Ti abbiamo scelto perché ci sei stato sempre vicino. Perché sei un leader e non un uomo solo al comando”.
A parlare è poi Diego Guerriero: “Non raccontiamo storie, in cinque anni abbiamo prodotto risultati evidenti. Gianluca è un leader e abbiamo un progetto”. Per Gennaro Romei, Festa è un leader e ha una precisa idea di città. “Avellino non può essere una grande Rsa. Questa è l’Avellino che non vuole abbassare la testa, e siamo veramente uniti”.
“Vinceranno la prossima volta, anche stavolta”, dice Festa tra gli applausi. “Hanno provato a girare la pizza, hanno raccontato bugie. La prima è che noi avevamo aumentato i debiti del Comune, quando in realtà abbiamo recuperato 60 milioni. Ci accusano per lo stato degli alloggi comunali: in realtà li abbiamo trovati in una situazione disastrosa. E sapete chi li ha progettati? Uno dei maggiori sostenitori di Pizza. Case con il tetto orizzontale: è normale che ci siano infiltrazioni. Qualcuno dice che bisognerebbe portare il mare ad Avellino: loro hanno costruito le piscine”.
E ancora: “Pizza punta sui Docg? Lo stesso sostenitore di Pizza che ha realizzato gli alloggi è stato consigliere regionale all’agricoltura per sette anni e se n’è fregato dei vini irpini”.
Festa ironizza causticamente anche sulla proposta di Luca Cipriano: “Un ridotto di 250 posti nella Dogana: 40 metri quadrati di tribuna?”. E su Pizza: “Non si vede, è scomparso”.
Festa parla poi dei risultati ottenuti. Altra stoccata, facendo riferimento al centrosinistra litigioso: “Noi non cacciamo nessuno dal palco”. L’allusione è al siparietto tra Piero De Luca, segretario regionale Pd, e Rino Buonopane, presidente della Provincia ricandidato, che sarebbe stato allontanato dal centro della scena durante il comizio della segretaria Elly Schlein.
Festa poi saluta i suoi, si commuove.
A margine del comizio, Festa si è concesso ai giornalisti presenti: “L‘abbraccio che ho ricevuto stasera credo sia la migliore risposta rispetto alla domanda su come sta andando questa campagna elettorale, è stato eccezionale. Sono molto contento. Io parlo al cuore della gente, alla testa sì rispetto alla proposta programmatica, però la gente vede in me una persona che si impegna per la città perché ci crede e perché ci tiene. Non c’è l’idea spasmodica di occupare una poltrona. C’è la voglia matta di rilanciare una città, perché mi sento parte integrante di questa città. C’è un rapporto, come spesso ho detto, carnale, viscerale, con Avellino, che è una cosa inscindibile, e c’è la voglia matta di far sì che questa città speciale torni ad essere tale”.
“Tutti ormai sanno una cosa chiarissima, l’unico collante che tiene insieme i miei avversari è la voglia di battere Festa: non c’è un’idea programmatica, non c’è un’idea di città, non c’è la voglia di governare, non si parlano. Credo che il candidato Pizza non conosca più della metà dei suoi stessi candidati, invece i miei li conosco tutti, ho condiviso con loro il programma. Questo è quello che dico agli avversari”.
“Ai cittadini dico scegliete il sindaco che reputate più capace, che conosce i problemi, le soluzioni della città, ma soprattutto che la ama e che rivestirà questo ruolo col massimo impegno, si dedicherà H24, come ho sempre fatto, a questa città. Questo fa la differenza”. E sul ballottaggio: “Sono convinto che al secondo turno, quando la città dovrà scegliere tra due candidati alla carica di sindaco, valuterà ancora più approfonditamente quelle che sono le nostre proposte e valuterà le persone, la credibilità, la fiducia che ispiriamo e su questo sono molto molto fiducioso”.






