Dalla vittoria di Avellino alla guida del paese. È il concetto che ritorna nelle parole dei leader della coalizione di centrosinistra a sostegno di Nello Pizza, nel comizio conclusivo di piazza Libertà, salutato da un bagno di folla. Ma sono le parole della figlia Maria Chiara a scaldare la serata: “Ho visto mio padre emozionarsi parlando della sua città e so che saprà dare valore a ogni singola persona, come ha fatto con me”.
Poi, a sfilare sono i big, dapprima Enzo Maraio, segretario del Partito socialista “Veniamo da anni nei quali questa città è stata guidata da amministrazioni che non sono riuscite a valorizzarne le potenzialità. Avellino deve tornare ad essere cuore pulsante della politica nazionale”.
Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana, si interrompe nel sentire il pubblico che intona Bella Ciao “poiché Bella Ciao non si può interrompere e il 25 aprile è divisivo solo per chi è fascista”.
E rilancia “Parte da Avellino il percorso per costruire una coalizione credibile che liberi il paese da una destra regressiva che in tutti i settori lo sta portando sulla strada del declino. Io penso che il vento stia cambiando. Mi auguro che cominci a soffiare forte da Avellino. Quello che vi chiediamo è un voto contro la rassegnazione, contro la certezza che nulla cambierà, contro l’idea che non ci sia altra strada che chiudersi nella propria solitudine, sperando di cavarsela, in un mondo in cui il diritto internazionale è fatto a pezzi, in cui aumentano le disuguaglianze e la spesa pubblica si concentra sulla corsa al riarmo”. E ripete “Mai più il suicidio politico, mai più divisi, accanto all’unità serve il coraggio. Se governiamo noi dal giorno dopo cambiano le cose, i soldi delle armi vanno alla sanità e alla scuola”.
Davide Faraone, vicepresidente Casa Riformista, ribadisce come: “Avellino dimostra che l’unità è possibile che con l’unità si vince, Meloni prenderà un’altra scoppola dopo il referendum”. Clemente Mastella ricorda come “Quello di Avellino è una sorta di miracolo. Bisogna mettere da parte tutti gli sguardi corrucciati e anche tutti gli egoismi. Bisogna vincere. Sono stato in piazze prestigiose e sono rimasto uno dei pochi a coltivare ancora i sogni di allora. Dobbiamo dare vita a un “patto” tra le province di Benevento e Avellino in difesa delle aree interne”.
Michele Gubitosa, vicepresidente 5Stelle, spiega come “è necessario uscire dal cliché che “alle comunali si vota l’amico, poiché è chiaramente un voto politico, si vota anche contro questa destra, contro la politica di Meloni che va avanti a decretini e sta distruggendo il paese. Creeremo un collegamento tra Regione Campania e Avellino e vinceremo le elezioni”.
Maurizio Petracca, capogruppo del Pd alla Regione, ribadisce come “Siamo una coalizione plurale che riunisce partiti con una propria identità ma con ideali comuni. Mentre quello degli avversari è un cinismo d’accatto. In questa campagna elettorale abbiamo sentito parlare soltanto di stazione e stadio con frasi da Tso ferroviario, come l’affermazione di Festa che riattiverà la stazione in 100 giorni”. Spiega come “Non è mai stato presentato alla Regione un progetto per il finanziamento dello stadio, è mancata la capacità progettuale”.
Marta Bonafoni, coordinatrice del Pd nazionale rilancia “vinceremo le politiche dopo Avellino, la speranza può tornare, la stiamo costruendo insieme, attraverso il coinvolgimento di commercianti, associazioni, cittadini. Dobbiamo opporci a una destra che continua a tagliare sull’istruzione e ripropone la legge sull’autonomia differenziata”.
Il presidente della Regione Roberto Fico spiega come: “Avellino ha bisogno di un sindaco e di una squadra competente, che mettano al centro l’etica pubblica, che insieme alla Regione possa lavorare su progetti per lo sviluppo di questo territorio”.
Ricorda come uno dei primi provvedimenti adottati, dopo il suo insediamento, sia stato a sostegno del Centro Autismo. “Abbiamo sbloccato una determina da centocinquantamila euro, che ha consentito di far partire i lavori al Centro Autismo di Avellino e a breve lo inaugureremo. Così come sono partiti i bandi per la semiresidenzialità e per la residenzialità completa. Poichè, non è vero che non ci sono soldi, ci sono tantissime linee di finanziamento, ma molto spesso i Comuni e i consorzi non riescono a spenderli, perché manca la capacità.
Avere sindaci competenti significa, quindi, avere persone che garantiscono finanziamenti per la propria città”.
Ricorda il traguardo dell’uscita della Regione dal piano di rientro sanitario: “Ora abbiamo una sanità che può programmare liberamente. Abbiamo investito i primi sessantadue milioni di euro nell’assunzione di personale per tutte le aziende ospedaliere della Campania e per tutte le Asl della Campania. Abbiamo aggiunto nuove risorse per novantadue milioni di euro, per assumere personale nei distretti sanitari territoriali, nelle ASL, anche all’Asl di Avellino. E adesso stiamo certificando tantissime Case di Comunità: sono sessantotto, sette Ospedali di Comunità e sessantaquattro Centrali Operative Territoriali.
Poichè la sfida è rafforzare la sanità pubblica, la medicina territoriale. Stiamo costruendo le alternative al pronto soccorso perchè non sia più intasato”.
Pone l’accento sul Fondo Sociale Europeo e sui cinquantadue milioni di euro investiti sul “Programma Inclusione”. Ricorda come “Una delle linee di finanziamento prevede la possibilità di una diagnosi precoce di autismo per i bambini da zero a tre anni. Perché sappiamo che, se si riesce a intervenire subito, i risultati miglioreranno. Ad essere presi in carico saranno non solo i bambini ma le famiglie. Saranno finanziati progetti per la salute mentale, per le disabilità e quelli che chiamiamo “progetti di vita”, che accompagneranno le persone lungo tutto il percorso della loro esistenza: progetti lavorativi, sociali, di inclusione, di comunità. Perché le persone con disabilità devono essere integrate pienamente nella nostra società. Non vogliamo lasciare indietro nessuno.
Così come vogliamo che l’acqua della nostra regione rimanga pubblica, come hanno deciso gli italiani al referendum del 2011. Per questo, abbiamo ritirato il bando per la grande adduzione, che avrebbe dato il via alla privatizzazione. E abbiamo ribadito la volontà di andare verso una società totalmente pubblica”.
E’ quindi Nello Pizza, che sceglie di farsi affiancare dai giovani sul palco, a chiudere il comizio, citando Sinner (per essere un campione non basta vincere ma serve innanzitutto essere persona perbene) e Aldo Moro (E’ sempre meglio avere torto insieme che ragione da soli): “Mi hanno insegnato l’umiltà ma so di essere il sindaco buono per la città perchè ho il sostegno di questa coalizione, perchè il mio programma è sintesi di un progetto collettivo. Il centrosinistra che esisteva nel 2018 non esiste più, chi ha giocato contro non c’è più, è da qualche altra parte e chi non c’era allora, oggi, c’è perchè chi ha giocato contro non c’è più.
Avellino ha bisogno di un’amministrazione capace di fondere immediato e avvenire, presente e futuro prossimo e remoto. Sappiamo come fare. Ad Avellino non funziona niente e si vive male, di qui la necessità di ripartire dal decoro, dalla manutenzione delle aree pubbliche disseminate nei quartieri, da una nuova politica dell’abitare che cancelli la vergogna dei prefabbricati post sisma e degli alloggi appena consegnati.
Daremo un tetto a tutti avellinesi. Saremo amministrazione di tutti ma soprattutto dei deboli, da Rione Parco a Picarelli, nessuno sarà lasciato indietro. Le porte del comune saranno sempre aperte, nessun diritto sarà scambiato per un favore”.E spiega come “E’ sorprendente che in questa città non esista una mappa del disagio sociale, probabilmente conveniva così a chi ha gestito le politiche sociali. Ripartiremo da una mappatura del bisogno, da una riorganizzazione dei servizi sociali in una città in cui i cittadini sono stati sostituiti dai clienti, i quartieri popolari abbandonati, la gestione del disagio piegata alla logica del baratto”. “Ma la città – prosegue – la costruiamo anche recuperando strutture sportive per garantire a tutti il diritto allo sport e e migliorare la qualità della vita”. Ribadisce come “I parcheggi non possono essere un affare. Aspettiamo ancora spiegazioni sul bando, ma ci impegniamo a fare sì che la gestione dei parcheggi torni pubblica, nelle mani di Acs, braccio operativo del Comune. Interverremo sui flussi della città, per liberarla dal traffico e aiuteremo il commercio. Sarà la rivoluzione della piccole cose, senza la quale lo straordinario non è possibile. Partiremo dalla cultura, restituendo ad ogni luogo una funzione. Punteremo sul primato delle competenze, i luoghi dovranno dialogare con la città e le istituzioni, simbolo della nostra unicità, dall’Università del vino al Cimarosa. Metteremo in campo un calendario di eventi capace di attrarre appassionati per costruire una nuova narrazione, partendo dai simboli della nostra identità, dai riti del grano a Mamma Schiavona, perchè Avellino sia la porta dell’altra Campania, contadina e verde”. E chiarisce “il collegamento diretto con Napoli è ineludibile per fare di Avellino uno snodo di tutta l’alta velocità. Avellino tornerà ad essere laboratorio politico, avamposto progressista”. Poi il finale con i sassofoni che irrompono sul palco, intonando ‘Tutta n’ata storia”.










