Alla vigilia del quindicesimo anniversario dell’omicidio di Angelo Vassallo, il “sindaco pescatore” di Pollica, Legambiente presenta il nuovo report Mare Monstrum 2025, un’analisi dettagliata delle illegalità che minacciano le coste italiane e, in particolare, quelle campane. I numeri raccontano un 2024 come “annus horribilis” per il mare regionale: 4.208 reati contestati, con un aumento del 35% rispetto all’anno precedente, e 5.366 illeciti amministrativi, pari a una media di 20 violazioni ogni chilometro di costa.
Nonostante la crescita esponenziale dei reati, il report evidenzia anche un miglioramento nell’attività di controllo: 4.532 persone denunciate (+35% rispetto al 2023), 41 arresti e 1.097 sequestri, in aumento del 20% rispetto allo scorso anno.
Codice rosso per le coste campane: edilizia abusiva, mala depurazione e pesca illegale Le criticità principali emergono su più fronti. Il ciclo illegale del cemento resta la piaga più grave: 1.840 reati accertati (17,8% del totale nazionale), 2.874 sanzioni amministrative e sequestri per oltre 15 milioni di euro. Seguono le infrazioni legate all’inquinamento marino – scarichi abusivi, rifiuti in mare, depuratori malfunzionanti – con 1.264 reati (15,9% del totale nazionale), 1.341 persone denunciate o arrestate e 729 sequestri.
Preoccupa anche il boom delle violazioni al Codice di navigazione e nautica da diporto, aumentate del 165% rispetto al 2023: 744 reati registrati e 743 persone denunciate, spesso anche in aree protette. La pesca illegale completa il quadro: 360 reati penali e 598 illeciti amministrativi, con 375 persone denunciate.
L’eredità di Angelo Vassallo e la sfida per il futuro Il report viene presentato in concomitanza con le celebrazioni in ricordo di Angelo Vassallo, ucciso nel 2010 per il suo impegno nella difesa del mare e contro le speculazioni illegali. Domani, al Porto di Acciaroli (Pollica, SA), sarà consegnato il Premio Angelo Vassallo, riconoscimento annuale alle amministrazioni che si distinguono per la tutela dell’ambiente marino.
«Nel quindicesimo anniversario dell’uccisione di Angelo Vassallo – dichiara Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania – torniamo a denunciare l’assedio crescente alle nostre coste. Non arretriamo di un passo: continueremo a monitorare, denunciare e sollecitare le istituzioni affinché non si concedano nuovi condoni edilizi, si completino i sistemi fognari e depurativi e si introducano sanzioni più severe per la pesca illegale».
Nel report, Legambiente individua dieci azioni prioritarie per invertire la rotta tra cui ripristinare l’efficacia dell’art. 10-bis della legge 120/2020, che attribuisce ai Prefetti il potere di demolire gli abusi edilizi non abbattuti dai Comuni; istituire fondi strutturati per le demolizioni; potenziare sistemi fognari e depuratori, integrandoli in una gestione unitaria del ciclo idrico e dei rifiuti; aggiornare la normativa su riuso dei reflui depurati e dei fanghi agricoli; rafforzare i controlli contro scarichi illeciti, abusi edilizi e pesca illegale.
Un mare minacciato, ma non senza speranza La Campania, prima in Italia per numero di reati ambientali lungo la costa, paga oggi il prezzo di anni di incuria, abusivismo e controlli insufficienti. Ma i segnali di una reazione istituzionale e sociale iniziano a emergere: più denunce, più sequestri, più controlli. «La sfida è aperta – conclude Imparato –: solo un’azione coordinata tra Comuni, Regione, ARPA e forze dell’ordine potrà fermare l’assalto criminale al nostro mare».


