Martedì, 28 Luglio 2026
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Protesta per Gaza, positiva la risposta dei docenti irpini. Anche gli studenti fanno sentire la loro voce

E’ stata una risposta positiva quella della scuola irpina alla giornata di protesta per Gaza promossa dai sindacati di base (Cub, Adl, Sgb) per esprimere solidarietà alla popolazione  palestinese e chiedere con forza di fermare il genocidio. Una partecipazione che si carica di un valore forte, malgrado non tutti gli istituti siano stati compatti nella partecipazione. Resta, però, il dato dei tanti insegnanti di Avellino e provincia che hanno voluto essere presenti alla bellissima manifestazione di Napoli o hanno scelto di partecipare al presidio di Grottaminarda. Tra le scuole cittadine che non si sono tirate indietro il liceo Mancini, dove la percentuale delle adesioni è stata particolarmente alta. “Il traguardo importante – spiega Manuela Muscetta, docente del Liceo Mancini – è stato riuscire a riunire diverse componenti della societa’ nel segno della solidarietà a Gaza, dall’universo della scuola al mondo del lavoro e delle associazioni. Un risultato raggiunto grazie all’impegno del collettivo permanente nato in Valle Ufita, segnale di quell’umanità che ha cuore gli altri uomini, che non si arrende all’orrore. Lascia, pero’, non poca amarezza che non esista un riferimento in città. Perciò diciamo grazie alla comunità  di Grottaminarda che, in questo totale vuoto, ha rappresentato una luce. Al di là di tutto, ciò che conta è esserci, continuare a testimoniare il nostro no al genocidio, anche attraverso altre iniziative che segnalino la volontà di noi docenti di risvegliare le coscienze degli studenti. Se il mondo dorme noi abbiamo scelto di restare svegli e di far sentire la nostra voce”.  E’ Mara Lo Russo, anche lei docente del liceo Mancini, a parlare di una manifestazione riuscita ma che lascia un pizzico di delusione “Peccato che l’Irpinia abbia trovato solo in questa piazza la forza di radunarsi per sottolineare a chiare lettere che ciò che sta accadendo nei territori palestinesi, da decenni e ora più che mai, è un genocidio, una “soluzione finale” sotto gli occhi indifferenti e complici del mondo intero. Anche nella nostra terra un’azienda alimenta la filiera bellica, che contribuisce a portare morte e distruzione. A vario titolo siamo complici di uno sterminio in atto. “Cosa possiamo fare?”: questa è la domanda ricorrente e tutto sommato irritante. Basta rimanere umani per comprendere il dolore di tante vittime. Basta informarsi con onestà intellettuale, osservare le immagini agghiaccianti, boicottare le aziende collegate ad Israele, mobilitarsi, partecipando a cortei, assemblee. Penso al bambino incontrato questa mattina, che ha avuto, rispetto alle migliaia trucidate senza pietà, la fortuna di poter arrivare in Irpinia con il suo papà. La madre è ancora viva a Gaza. Chissà per quanti giorni ancora. Mai avrei immaginato che “I sommersi e i salvati” potessero essere tragicamente in mezzo a noi. Svegliamoci da questo sonno della ragione e dell’umanità! Tutti possiamo fare la nostra parte”.
Una partecipazione a macchie di leopardo che si spiega, come sottolineano alcuni docenti, con una tempistica non favorevole, a partire dal ristretto margine di preavviso con cui le comunità scolastiche sono state informate della giornata di protesta e con la mancanza di una manifestazione in città, senza contare che le attività didattiche sono ripartite da poco. Ad esprimere qualche perplessità sono, invece, le altre sigle sindacali “Siamo tutti d’accordo sulla necessità di far sentire la propria voce sul tema – spiegano sindacalisti di altre sigle – ma riteniamo che siano altre le strade da utilizzare, che sia più efficace coinvolgere gli studenti in occasioni di confronto e riflessione per promuovere in loro la consapevolezza di ciò che accade a Gaza”. Di qui la scelta della Cgil di convocare un’assemblea dedicata a Gaza il 29 settembre.
In molte scuole, invece, sono stati proprio gli studenti a far sentire la propria voce, a partire dai ragazzi e delle ragazze del Liceo classico Pietro Colletta che hanno chiesto di confrontarsi con i docenti sul tema e hanno esposto i loro striscioni, realizzati con il sostegno dei volontari di Libera. Anche se non sono mancate polemiche dopo la segnalazione da parte degli allievi della rimozione degli striscioni, al termine della mattinata.  “La comunità studentesca – sottolineano gli attivisti di Libera – ha gridato STOP al Genocidio a Gaza, schierandosi al fianco del popolo Palestinese e contro il silenzio colpevole dei governi e del mondo dell’educazione. La partecipazione degli studenti è importantissima e i giovani hanno bisogno di più opportunità per far sentire la propria voce. Lo hanno detto anche loro: serve EDUCAZIONE ALLA GIUSTIZIA, NON AL SILENZIO. L’esempio deve arrivare dalle scuole”. Al loro fianco anche il Collettivo Studentesco Irpino “esprimiamo vicinanza e supporto alle studentesse a gli studenti del liceo Colletta di Avellino che questa mattina si sono riuniti in un libero momento di aggregazione per esprimere il proprio dissenso verso il genocidio che è in atto a Gaza.
Questa è un bellissimo segnale, che unito agli striscioni comparsi stamane ad Avellino e alle iniziative tenutesi nella provincia, dimostra che anche nella nostra terra c’è una coscienza collettiva che si sveglia e si unisce alle mobilitazioni oceaniche che ci sono state oggi in tutta Italia nell’ambito dello sciopero generale per bloccare l’assedio su Gaza, porre fine al genocidio, e sostenere l’impresa della Global Sumud Flotilla”.
“Chiediamo con forza al governo di cessare immediatamente il supporto ai crimini di guerra che Israele sta perpetrando, fermando l’invio di armi. Come studenti e giovani chiediamo a scuole e università l’immediata cessazione degli accordi con Israele e le aziende belliche -si legge nella nota dell’Unione degli Studenti – è inaccettabile che studenti in tutto il Paese vengano mandati a svolgere formazione scuola-lavoro in aziende che producono armi”.  Ad aderire anche la Rete della conoscenza “L’Italia non ha mai cessato l’invio di armi e il supporto logistico all’esercito israeliano, anzi ha rinnovato i rapporti commerciali con lo stato criminale di Israele”. L’organizzazione giovanile oggi ha aderito a livello nazionale, partecipando nelle piazze organizzate in tutta Italia, dopo che, nei giorni scorsi, ha organizzato presidi e manifestazioni nelle scuole e nelle università, fino a davanti al MIM, ministero dell’istruzione e del merito, il primo giorno di scuola”.

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