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Chiara Ferragni e il «pandoro gate»: risarcirà con 500 euro una nonna avellinese di 76 anni che si era costituita parte civile

Chiara Ferragni risarcirà la pensionata di 76 anni che aveva acquistato alcuni Pandoro Pink Christmas che si è costituita parte civile nel procedimento in cui la influencer è imputata per truffa aggravata, imputata per truffa aggravata dopo il caso pandoro Pink Christmas e uova di Pasqua Dolci Preziosi.

La trattativa extragiudiziale tra i legali della donna, Giulia Cenciarelli e Mario di Salvia, e quelli dell’influencer di Cremona, Giuseppe Iannaccone e Marcello Bana, sarebbe avvenuta in forma riservata. Il risarcimento, stimato in circa 500 euro, porterebbe a revocare formalmente la propria istanza alla prossima udienza fissata per il 4 novembre davanti al tribunale di Milano. In questa sede è attesa la revoca dell’istanza della 76enne, pronta a farsi da parte dopo aver ottenuto la somma desiderata.

Nonna Adriana, è stata l’unica consumatrice a chiedere di essere ammessa come parte civile nel procedimento contro l’imprenditrice digitale, il suo ex fedelissimo Fabio Damato e l’azienda dolciaria Cerealitalia. Il “danno economico” subito dall’anziana irpina sarebbe avvenuto
con l’acquisto di una decina di pandori rosa Balocco, griffati con il logo di Ferragni e immessi sul mercato al prezzo maggiorato di 9,37 euro invece che a quello originale di 3,68, e la “frustrazione dell’intento di beneficenza mancato. “Voleva fare beneficenza”, avevano spiegato gli avvocati della donna durante la prima udienza. “È una fervente cattolica, ci teneva tanto”.

I pm Cristian Barilli ed Eugenio Fusco contestano a Chiara Ferragni l’accusa di truffa aggravata in concorso per le campagne legate sia al pandoro Balocco sia alle uova di cioccolato Dolci Preziosi. Secondo la Procura, i messaggi promozionali avrebbero fatto credere che la donazione fosse legata alle vendite, mentre in realtà il contributo versato dalle aziende era fisso e di importo limitato, già stabilito prima del lancio dei prodotti. Le indagini stimano che i profitti ritenuti ingiusti superino i 2 milioni di euro. Accanto alla 37enne Ferragni, risultano imputati anche Fabio Maria Damato, suo ex collaboratore di fiducia, e Francesco Cannillo, presidente di Cerealitalia-Id, proprietaria del marchio Dolci Preziosi. Per Alessandra Balocco, amministratrice delegata dell’azienda dolciaria, il procedimento è stato archiviato a causa del suo recente decesso.

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