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Ferragni contro Corona, chi è l’avvocato avellinese che ha inviato una diffida di un milione di euro al re del gossip

Per affrontare il pandoro Gate Chiara Ferragni ha scelto il noto penalista italiano e collezionista d’arte irpino Giuseppe Iannaccone

Una diffida da un milione di euro per aver violato un accordo preso nel 2023, nel quale Fabrizio Corona si sarebbe impegnato a non divulgare contenuti su Chiara Ferragni o Fedez, riguardanti la loro vita privata. E’ quella inviata da Giuseppe Iannaccone avvocato avellinese che pratica l’attività forense a Milano da oltre quarant’anni, difensore di fiducia della Ferragni al “re” del gossip, dopo le dichiarazioni rese pubbliche da Corona nel suo blog “Falsissimo”.

“La invito a rimuovere immediatamente i contenuti già pubblicati e La diffido dal persistere nell’attuare condotte diffamatorie nei confronti di Chiara Ferragni”, sono le parole messe nero su bianco dal noto penalista italiano, difensore di fiducia dell’imprenditrice digitale, finita nuovamente al centro della pubblica piazza, per una presunta relazione con un’altra donna che l’ex marito Federico Lucia avrebbe avuto da prima delle loro nozze. La lettera, finita sulla pagina Instagram di Corona, cita le violazioni di un patto segreto che Ferragnez e l’ex paparazzo hanno firmato il 15 settembre 2023: lui si era impegnato a non parlare delle vicende private della coppia per 10 anni in cambio del ritiro di una querela per diffamazione. «Inadempimenti contrattuali», scrive Iannaccone.

L’avvocato scrive a Corona in previsione della puntata di Falsissimo che uscirà stasera :”Considerate le almeno 11 violazioni di cui Ella si è reso sino ad oggi responsabile, la invito a corrispondere alla Signora Ferragni l’importo di euro 1.100.000, entro e non oltre 7 giorni dal ricevimento della presente, fatto salvo il maggior danno. Infine, lo diffida dal procedere alla presentazione e pubblicazione dell’annunciato libro coinvolgente anche sua assistita”.

Giuseppe Iannaccone, nato ad Avellino il 25 novembre 1955, (il papà Tommaso, la mamma Mariaconsiglia Sarno, sorella del notaio Domenico Mimì Sarno), ha intrapreso la sua carriera legale dopo un breve periodo di collaborazione con un altro professionista durante gli studi universitari. Si è laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano nel 1978 e ha ottenuto l’abilitazione nel 1982, diventando iscritto all’Albo dei Cassazionisti. Oltre alla sua carriera legale, è anche un appassionato collezionista di arte contemporanea e ha recentemente avviato la Fondazione Giuseppe Iannaccone, dedicata a promuovere l’arte e sostenere iniziative sociali.

La sua formazione professionale è iniziata nel campo del contenzioso e della consulenza societaria e fallimentare, per poi espandersi nel diritto penale commerciale. Qui ha accumulato una vasta esperienza in processi riguardanti reati fallimentari, societari e fiscali. Inoltre, ha fornito assistenza agli organi sociali delle società in crisi e ha partecipato a operazioni di ristrutturazione del debito. Ma iannaccone è anche un collezionista (per sua stessa ammissione) incontenibile. Tanto da aver trasformato la sede del suo Studio, nel cuore di Milano, in un vero museo d’arte contemporanea italiana e internazionale. Essendo un grande appassionato e collezionista di opere d’arte, ha dato vita alla Fondazione Giuseppe Iannaccone ETS, con cui si impegna a diffondere l’amore per l’arte. Per la sua collezione ha ricevuto inoltre un riconoscimento da parte di ArtTribune.

Intanto Chiara Ferragni ha versato oggi i 200 mila euro dell’accordo transattivo raggiunto lo scorso dicembre con Codacons e Associazione Utenti Servizi Radiotelevisivi nell’ambito della vicenda del pandoro ‘Pink Christmas’ e delle uova di cioccolato di pasqua ‘Dolci Preziosi’ per cui l’influencer andrà a processo il prossimo settembre. L’imprenditrice digitale come fatto sapere il suo avvocato in una nota, ha effettuato a titolo personale una donazione di euro 200.000 da destinarsi a sostegno del “Progetto Ruth”, e di attività collegate, di Caritas italiana. Progetto che “si inserisce all’interno del protocollo d’intesa sul ‘Microcredito di libertà -Protocollo di microcredito per l’emancipazione economica delle donne che hanno subito violenza a favore dell’emancipazione delle vittime di violenza maschile, da forme di sudditanza economica equiparate dalla convenzione di Istanbul alle forme di violenza fisica, sessuale, psicologica.

Oggi la influencer, rinviata a processo con altre tre persone con citazione diretta della Procura di Milano, ha firmato e versato la donazione, in seguito all’accordo raggiunto alla fine dello scorso dicembre, ottenendo in cambio la revoca della querela da parte del Codacons e degli utenti, che si erano rivolti all’associazione per tutelare i loro diritti e che sono stati risarciti con un importo di 150 euro ciascuno. L’udienza predibattimentale per Ferragni e i coimputati per truffa aggravata si aprirà il prossimo 23 settembre.

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