Si fa omaggio alla memoria dei fratelli Alessandro e Carlo Poerio il volume di Anna Poerio Riverso “Libertà, patria e poesia”, presentato questo pomeriggio all’Archivio di Stato nell’ambito della rassegna “I giovedì della lettura”. A introdurre l’incontro Lorenzo Terzi, direttore dell’Archivio di Stato di Avellino. A dialogare con l’autrice Rocco Romeo, giornalista e scrittore. A rivivere nelle pagine di Anna Poerio Riverso, saggista, pittrice e traduttrice, fondatrice e presidente dell’Associazione Culturale Alessandro Poerio, le vite dei due celebri fratelli patrioti, di cui condivide il sangue e il retaggio. Due vite accomunate dalla fede negli ideali ma da un destino differente, Alessandro, il poeta-patriota, morirà a Venezia nel 1848, a causa delle ferite riportate in battaglia a Mestre. Carlo, condannato a 24 anni di ferri dopo la rivoluzione del 1848, diventerà deputato. Erano entrambi discendenti di un’antica famiglia calabrese che, come scrisse Croce, “aveva amministrato la cosa pubblica, dato lungo i secoli dotti, prelati, qualche uomo d’arme, qualche santo”. Il padre era il giurista Giuseppe Poerio, barone di Belcastro, fautore insieme ad altri fratelli della Repubblica Napoletana del 1799, costretto a pagare questa sua partecipazione con la prigionia. E’ Anna Poerio a sottolineare come Carlo Poerio non fosse affatto un radicale “si batteva per una monarchia costituzionale ma tra i suoi obiettivi non c’era certo quello di rovesciare la monarchia borbonica. Dopo l’illusione dei moti del ’48, con la concessione della Costituzione, re Ferdinando comincerà un’azione di repressione, inviando i patrioti napoletani nelle carceri dell’isola. Poerio sarà, poi, accusato da un falso testimone, Luigi Iervolino, di appartenere alla setta ‘L’Unità Italiana’, un’accusa che si dimostrerà chiaramente falsa. Sarà imprigionato senza neppure sapere il perchè”. Ricorda poi come le dure condizioni dei prigionieri politici napoletani saranno denunciati con forza da Gladstone in una lettera a Lord Aberdeen, poi inviata a Giustino Fortunato . E’ Romeo a sottolineare il valore del lavoro di Anna Poerio capace di restituire voce alla lezione di libertà che arriva dai Poerio, grazie a un atto d’amore verso il casato “A prendere forma il sacrificio di una famiglia che ha fatto sì che gli ideali di libertà diventassero parte della storia del paese”
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All’Archivio di Stato il ricordo dei fratelli Poerio, una vita dedicata al sogno della libertà
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redazione web
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