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Al Trianon di Napoli “Jesce sole”, l’arte di Vallifuoco nel segno di Roberto De Simone: era capace di fondere tradizione e memoria

Una mostra che è un omaggio a un grande protagonista della cultura napoletana e internazionale, a un regista e musicologo come Roberto De Simone capace di lasciare una traccia profonda nel panorama culturale italiano, di innovare profondamente teatro, antropologia e musica. E “Jesce sole” dell’artista Gennaro Vallifuoco, docente all’Accademia delle Belle Arti di Napoli, figura di primo piano nel campo dell’arte e della scenografia italiana, che riunisce le opere e le illustrazioni da lui realizzate per le opere di De Simone. Una scelta che si spiega con il legame forte tra De Simone e Vallifuoco. Dopo i lavori di ristrutturazione che fecero rinascere il teatro, De Simone svolse il ruolo di consulente artistico del Trianon, allestendo, per la nuova inaugurazione, un’edizione memorabile di Eden teatro di Raffaele Viviani (2002). Successivamente volle regalare al teatro – che considerava «il migliore per l’acustica a Napoli» – quello che sarebbe stato il suo ultimo spettacolo, Trianon Opera. Tra pupi, sceneggiata e belcanto, con la regia di Davide Iodice, prodotto dal Trianon Viviani per Rai Cultura (2021). E’ Marisa Laurito, direttore artistico del Trianon a sottolineare come abbia voluto fortemente inaugurare la stagione con il ricordo di Roberto De Simone “E’ qui che Roberto De Simone ha donato al pubblico la sua ultima opera “Trianon Opera tra pupi, sceneggiata e bel canto” di cui Vallifuoco ha curato la scenografia. Ma il maestro Vallifuoco non è soltanto uno scenografo, nè solo un pittore, un insegnante, un illustratore: è un artista nel senso più autentico del termine. E Roberto De Simone, che ha dedicato la sua vita alla riscoperta e alle valorizzazioni  delle radici più profonde della cultura partenopea, lo ha riconosciuto immediatamente. Vallifuoco è un artista vero di grande umiltà, che ha collaborato con il Maestro, a partire da La Gatta Cenerentola, e in numerosi spettacoli e pubblicazioni, senza mai trascurare la propria ricerca pittorica personale, che gli ha valso importanti riconoscimenti nazionali e internazionali. Non poteva non essere protagonista di questa mostra, nella quale vogliamo ricordare un Maestro immenso come Roberto De Simone e il contributo straordinario che ha donato a Napoli e al mondo della musica”.
Una collaborazione, quella tra Vallifuoco e De Simone, cominciata quando Gennaro aveva 24 anni: “Avevo appena finito l’Accademia a Firenze e avevo provato a contattare De Simone – racconta Vallifuoco – per una tesi di laurea sulla ‘Gatta Cenerentola’. Da lì è cominciato un percorso di collaborazione, mi ha chiesto di lavorare ad un progetto di ricerca campo delle fiabe irpine. Poi, le mie immagini sono diventate la copertina delle ‘Fiabe Campane’ – per l’edizione ‘I Millenni’ (Einaudi). Un percorso nel quale ho sempre cercato di tradurre i contenuti delle sue opere in immagini, proseguito con ‘“Il presepe popolare napoletano”, Einaudi, 1997,  “Il Pentamerone, o Lo Cunto de li Cunti, di G. B. Basile nella riscrittura di Roberto De Simone”, Einaudi, 2002, “Son sei sorelle. Rituali e canti della tradizione campana”, Squilibri 2010. Fino alla scenografia per l’opera lirica “Il Re Bello” di Roberto De Simone, al teatro La Pergola di Firenze nel 2004 e all’ultimo spettacolo “Trianon Opera”. La mostra riunisce solo una selezione di mie pubblicazioni e scenografie, frutto di questa collaborazione. Sarebbe stato impossibile esporle tutte. Il nostro era uno scambio continuo, formulavo delle ipotesi sulla base delle suggestioni che lui mi consegnava e così nascevano le immagini per le illustrazioni e le scenografie. Di lui mi mancano la profondità nello sguardo e nell’analisi, la capacità di riunire elementi distanti tra loro, di innovare sempre il linguaggio partendo dall’immaginario legato alla tradizione. De Simone era modernissimo, capace sempre di sperimentare, rifiutando ogni forma di omologazione. Non ci sono immagini o simboli che ritornano nelle opere realizzate per i suoi lavori, il filo conduttore è rappresentato dalla capacità di fondere l’immaginario della tradizione e della memoria”.

L’omaggio a Roberto De Simone del Teatro Trianon si aprirà il 6 gennaio con “C’era una volta, un dittico”, tratto dalle sue Fiabe popolari della Campania. Racconti e storie per i dodici giorni di Natale: ‘E tre ssore e La gatta Cenerentola, rispettivamente narrate da Francesca Colapietro e Annamaria Colasanto. Quindi, alle 18, l’inaugurazione della mostra iconografica Jesce sole… di Gennaro Vallifuoco, con illustrazioni e scenografie dell’opera di De Simone, e le testimonianze di Davide Iodice, Alessandro De Simone, Giusi Giustino, Marisa Laurito e Barbara Napolitano. L’Omaggio si concluderà con due proiezioni: A proposito di Roberto De Simone, docufilm di Barbara Napolitano, e Trianon Opera. L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti.

 

 

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Floriana Guerriero

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