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Avellino, agricoltori in piazza: “Le aree interne tornino al centro dell’agenda politica”

Ecco le immagini della mobilitazione che si è svolta oggi ad Avellino, promossa dal Comitato Agricoltori Avellinesi con il sostegno di Uniagri e COAPI. Una protesta nata per dire basta all’indifferenza e riportare all’attenzione pubblica la crisi delle aree interne e dell’agricoltura di qualità.

La manifestazione è partita nel primo pomeriggio, con il raduno dei trattori in Piazza Kennedy (ex Piazza Macello). Da lì ha preso forma un lungo corteo di mezzi agricoli che ha attraversato le principali strade cittadine.

Al rientro in Piazza Kennedy si è tenuto un momento di protesta particolarmente intenso. Gli agricoltori hanno denunciato l’abbandono istituzionale dei territori interni, l’aumento dei costi di produzione e le difficoltà crescenti che mettono a rischio il lavoro nei campi e il futuro dell’Irpinia.

La mobilitazione è poi proseguita verso Piazza Libertà. Nel corso degli interventi sono state avanzate richieste precise: stop alla concorrenza sleale, politiche concrete contro lo spopolamento e una reale valorizzazione dei territori marginali. In segno di protesta simbolicamente hanno buttato alcuni ortaggi: “Siamo costretti a farlo dall’Ue e per il Mercosur. Questa è fine che fanno i nostri prodotti”.

“Le aree interne e la nostra agricoltura di qualità non possono più aspettare”, hanno ribadito i manifestanti, sottolineando come il presidio del territorio agricolo rappresenti non solo una risorsa economica, ma un patrimonio culturale e ambientale da difendere. Un messaggio chiaro: l’agricoltura è un “monumento vivo” da salvaguardare e il territorio ha deciso di mobilitarsi.

La lettera ai cittadini. 

Come Comitato Agricoltori Avellinesi MVS sentiamo il dovere civico di intervenire pubblicamente su una questione che non riguarda solo il mondo agricolo, ma la salute, l’economia e il futuro dei nostri territori. Negli ultimi mesi si discute dell’accordo commerciale tra l’Unione Europea e il Mercosur. Un tema spesso trattato come tecnico o lontano, ma che in realtà ha conseguenze molto concrete sulla vita quotidiana dei cittadini, sul lavoro degli agricoltori e sulla sopravvivenza delle aree interne. Vogliamo essere chiari fin dall’inizio: non siamo contrari al libero scambio né al commercio internazionale. L’Italia è un Paese che vive anche di esportazioni e relazioni economiche globali. Tuttavia, il libero scambio può dirsi tale solo se fondato su regole uguali per tutti. Oggi questo equilibrio non esiste. Gli agricoltori italiani sono sottoposti a norme ambientali e sanitarie molto rigide, a controlli severi, a disciplinari stringenti e a costi di produzione elevati. Tutto ciò è giusto e necessario per garantire sicurezza alimentare, tutela dell’ambiente e qualità del cibo. Ma non è accettabile che sul mercato europeo arrivino prodotti agricoli provenienti da Paesi che non rispettano gli stessi standard, che utilizzano sostanze vietate in Europa e che operano con costi drasticamente inferiori. Questa non è concorrenza leale. È una forma di concorrenza sleale che mette fuori mercato gli agricoltori locali, abbassa la qualità complessiva del cibo e scarica i rischi sui consumatori. A perdere non sono solo i produttori, ma l’intera collettività.

MANIFESTAZIONE DI TRATTORI AD AVELLINO IL 25/1/26 Insieme per il cibo sano e garantito – NO Accordo con il Mercosur Vedi e approfondisci la convocazione La manifestazione prenderà il via alle ore 15:00 con il raduno dei trattori in Piazza Kennedy (ex Piazza Macello). Seguirà la marcia dei mezzi agricoli per le vie della città, quindi il rientro in Piazza Kennedy, dove è prevista una forte manifestazione di rabbia e denuncia. A seguire, agricoltori e cittadini si muoveranno a piedi in corteo fino a Piazza Libertà, dove si terrà un confronto pubblico aperto alla cittadinanza.

IL TEMA ASSUME UN PESO ANCORA MAGGIORE SE CALATO NELLA REALTÀ DELL’IRPINIA. Il nostro territorio è storicamente agricolo, basato su aziende piccole e medie, spesso a conduzione familiare, profondamente legate alla terra. Qui l’agricoltura non è solo un settore economico: è presidio del territorio, tutela dell’ambiente, identità culturale. Lo spopolamento delle aree interne non è una fatalità. E’ la conseguenza diretta di politiche che rendono sempre meno sostenibile vivere e lavorare in questi territori. Quando l’agricoltura non garantisce reddito, quando i costi aumentano e i prezzi riconosciuti ai produttori diminuiscono, i giovani sono costretti ad andare via, le aziende chiudono, i paesi si svuotano. Ogni azienda agricola che chiude è una perdita per l’intera comunità: meno manutenzione del territorio, maggiore fragilità ambientale, perdita di conoscenze, tradizioni e identità. Accordi commerciali squilibrati rischiano di accelerare questo processo, aggravando una crisi già profonda.

PER QUESTO PARLIAMO DI SOVRANITÀ ALIMENTARE, non come slogan ideologico ma come principio concreto. La Sovranità alimentare, significa garantire a tutti il diritto a un cibo sano, sicuro e controllato. Significa permettere agli agricoltori di vivere del proprio lavoro. Significa assicurare ai cittadini la possibilità di sapere cosa mangiano e da dove proviene ciò che arriva sulle loro tavole. Il cibo non può essere trattato come una merce qualsiasi. È un diritto fondamentale e un bene comune. Difendere l’agricoltura locale significa difendere: la salute, l’ambiente e il futuro dei nostri territori Rivolgiamo quindi un appello alle istituzioni, nazionali e locali, affinché le politiche agricole e commerciali tengano conto delle specificità delle aree interne e tutelino realmente chi produce nel rispetto delle regole. Chiediamo informazione, trasparenza e confronto pubblico, perché decisioni di questa portata non possono essere prese senza ascoltare i territori. SENZA AGRICOLTURA NON C’È TERRITORIO, SENZA TERRITORIO NON C’È FUTURO.

Roberto Lauro per il Comitato Agricoltori Avellinesi MVS

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