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Il funerale dell’esperto ambientale

Siamo nel cimitero di un piccolo paese, dove il custode attende l’arrivo di una donna. Siamo nel cuore della zona contaminata dai cosiddetti Inquinanti Eterni, di fronte a un impianto industriale che processa migliaia di tonnellate di rifiuti. Siamo dentro a una storia che racconta la “vita perfetta” di un esperto ambientale, che viene inghiottito da un vortice e va incontro a una serie di crolli che mettono in discussione tutto. È la parabola di un uomo, di una professione, ma anche la presa di coscienza di una comunità che si domanda: chi tutela, oggi, l’ambiente? La risposta la costringerà a protestare e a riappropriarsi delle parole necessarie a cambiare il proprio destino.

Si dice che per conoscere davvero un posto bisogna viverci. Ma, vivendoci, c’è il rischio di perdere quella lucidità, quella freschezza di sguardo che sola ci permette di discernere ciò che, presi come siamo a vivere la vita di tutti i giorni nei luoghi di tutti i giorni, riusciamo al massimo a scorgere, ma che, spesso e volentieri, semplicemente ignoriamo. Guai se non fosse così! Se il nostro cervello dovesse continuamente elaborare la quantità di dati necessaria al semplice orientamento spazio-temporale, come se ci ritrovassimo perennemente in un ambiente sconosciuto, saremmo bloccati prima ancora di varcare il cancello. Vivere nel proprio ambiente, conoscerlo, significa anche, in certa misura, darlo per scontato. Il problema, nell’attuale vita di tutti i giorni, è che gli automatismi e le procedure e i protocolli di attuazione ormai necessari a vivere una cosiddetta normale vita di tutti i giorni sono aumentati a dismisura, e si sono complicati a dismisura, così che, non potendo dare questi per scontati, ma dovendosi anzi concentrare in essi, l’essere umano tende sempre più a dare per scontato, cioè a ignorare, ciò che materialmente lo circonda. […] Poter dunque disporre, rispetto al nostro ambiente, di uno sguardo esterno, altro da noi, che di quell’ambiente siamo parte, è dunque, sempre, una grande opportunità. Vitaliano Trevisan, Tristissimi giardini.
Autore: Alessandro Tasinato
Editore: BEE –  Bottega Errante Edizioni
Pag. 156
Anno di edizione: 2025

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