È un invito a ritrovare “le nostre radici, di santità ed eroismo” quello che lancia il vescovo Arturo Aiello in occasione della celebrazione del patrono San Modestino in cattedrale.
“Oggi ne avvertiamo un forte bisogno – prosegue il vescovo – non possiamo non guardare all’esempio dei martiri che hanno rinunciato alla vita per un bene maggiore. Incarnano una radicalità nelle scelte, oggi così rara, capace di andare al di là di un cristianesimo light, svuotato dei contenuti. Anche sul piano civico dovremmo essere pronti a questo. Questo è l’augurio che rivolgo alla città”.
Un messaggio pensato anche per i futuri amministratori e per quanti pensano di offrire un servizio alla città: “Siano pronti come i santi martiri a sacrificarsi per le istituzioni, invece di coltivare interessi personali”.
Sottolinea la necessità di ricominciare “dal senso di comunità, perché questa città è oggi molto frazionata mentre deve ritrovarsi. Bisogna ripartire dai principi su cui è stata costruita la nostra Repubblica, dal bene comune, da una libertà che non può essere assoluta, come spesso la intendono i giovani, ma deve essere basata sui valori, altrimenti finisce per coincidere con la distruzione della civilta’. C’è bisogno di una politica che sia al servizio dell’uomo. Ecco, queste sono le tracce per ricominciare a camminare”.
Alla vigilia delle elezioni chiede di “lasciare la libertà a tutti di stilare dei programmi. Speriamo solo che le promesse formulate in campagna elettorale possano poi essere anche realizzate”.
A partecipare alla celebrazione i rappresentanti delle istituzioni e delle forze dell’ordine, il commissario Giuliana Perrotta, il prefetto Rossana Riflesso, il comandante dei Carabinieri Angelo Zito. Ed è proprio al commissario che il vescovo Aiello rivolge il suo ringraziamento: “E’ chiaro che il commissario è più libero da pressioni esterne di parte ma dobbiamo dirgli grazie per l’ottimo servizio svolto. Le siamo grati per l’abnegazione con cui si è dedicata alla nostra città”. Infine, sottolinea l’importanza della nomina di tre nuovi diaconi per la diocesi, non nasconde l’amarezza per la debole risposta dei fedeli in occasione delle celebrazioni del Patrono e consegna alla comunità il messaggio del cardinale Pizzaballa “ci ha ricordato che neppure a Gaza sono riusciti a distruggere l’umanità, che è sempre più forte della violenza”.




