E’ la luce del tramonto ad illuminare la terrazza della Dogana, sul tetto dell’edificio, aperto per la prima volta al pubblico. Sul palco gli allievi del Conservatorio “Cimarosa”, impeccabili nella loro esecuzione, malgrado la giovane età. E non manca un pizzico di emozione tra i primi spettatori del concerto che inaugura i “Tramonti sul tetto della Dogana”. Emozione che si mescola alla curiosità, al desiderio di esplorare, malgrado la calura, quello spazio fino ad oggi sconosciuto, godendosi la musica e insieme lo scenario. Perchè la terrazza offre davvero una prospettiva diversa sulla città e sul suo centro storico, dominandola dall’alto, all’ombra della Torre dell’orologio, fin quasi a trasformare Avellino in un luogo altro. E il concerto si conferma carico di suggestioni. Un’idea semplice ma che convince A introdurli l’assessore alla cultura Luca Cipriano, il direttore del Cimarosa Maria Gabriella Della Sala e l’architetto Giovanni Multari che ha curato il restauro della Dogana, presentati da Rosa Iandiorio.
E’ Cipriano a sottolineare la scelta di valorizzare nello spazio ritrovato della Dogana i talenti del Cimarosa “eccellenza cittadina”, protagonisti dei quindici concerti sul tetto dell’edificio e spiega “Sappiamo che questo concerto è un’iniziativa inusuale ma speriamo di proporvi ancora tante iniziative inusuali capaci di restituire emozioni” mentre Della Sala pone l’accento sulla necessità di far dialogare il Conservatorio Cimarosa con la città, un impegno portato avanti con determinazione in questi anni “Da tempo lavoriamo per portare la nostra musica negli spazi della città, convinti che possa svolgere un ruolo importante per rafforzare il senso di appartenenza. Il Conservatorio deve respirare con la città’ e siamo contenti che gli studenti abbiano risposto prontamente all’appello del capoluogo. Anche per loro quest’edificio rappresenta una scoperta perché lo hanno sempre visto chiuso. Essere qui significa non solo avere l’occasione di mostrare il proprio talento ma offre loro anche un’occasione di crescita”. Soddisfatto Multari che ribadisce come “Già ieri, in occasione del concerto di Uto Ughi abbiamo avuto la conferma di come il monumento si presti perfettamente ad accogliere eventi pubblici. Volevamo non solo restituirlo alla città, dopo 40 anni di abbandono ma che tornasse ad essere spazio vivo, il lavoro che abbiamo portato avanti con il mio studio, Comune e Sovrintendenza è stato non solo un progetto di restauro ma anche di ricostruzione”. E pone l’accento sulla scelta di mantenere nell’intervento la dimensione classica dell’edificio, dall’altezza del soffitto ai solai e all’ampiezza delle scale, fino alla decisione di creare sul tetto questo spazio aggiuntivo a cui oggi diamo vita grazie alla musica”.
E sono davvero bravissimi i due giovani musicisti del Cimarosa Vittorio Maschile al flauto e Giovanni Autorino alla chitarra, con il loro viaggio in musica, che riconcilia col mondo e con sè stessi, dalla Serenata in Sol maggiore Op. 127 di Mauro Giuliani all’Histoire du Tango di Astor Piazzolla. Si proseguirà sabato con l’Opera Ensemble dei soprani Marika Camperlingo, Marika Pelonero e Sara Vigorito accompagnati da Riccardo Fortino al pianoforte che eseguiranno le opere di Händel, Puccini, Mozart, Cimarosa, Verdi e Strauss.
Infine, la serata di domenica che vedrà l’esibizione del duo composto da Emanuele Bosco al sassofono e Graziano Celentano alla fisarmonica che eseguiranno Vocalise di Sergej Rachmaninov, Leçon de tango di Gioia, Anantango di Gorka Hermosa e Years of Solitude di Astor Piazzolla. Tutti i concerti avranno inizio alle ore 19.30 per una durata di 30 minuti.






