Rosa Bianco
Nella cornice istituzionale della Sala consiliare “Sandro Pertini”, a Grottaminarda, si è celebrato molto più di un semplice evento dedicato ai motori. La consegna delle prestigiose “Targhe Oro ASI” e la premiazione del concorso “C’era una volta l’automobile…” hanno rappresentato un momento raro e prezioso di sintesi tra passato e futuro, tra memoria tecnica e immaginazione giovanile.
L’iniziativa, promossa dal Club Veicoli Storici Irpino con il patrocinio del Comune, si inserisce nelle celebrazioni per i sessant’anni dell’Automotoclub Storico Italiano, un’istituzione che da decenni tutela non solo veicoli, ma autentici frammenti di storia sociale e industriale del Paese.
Ed è proprio questo il punto centrale: un’auto d’epoca non è mai soltanto un oggetto. Come ha sottolineato il sindaco Marcantonio Spera, essa custodisce identità, ricordi, biografie. È un archivio vivente di esperienze umane. Ogni carrozzeria restaurata, ogni dettaglio conservato racconta un’epoca, uno stile di vita, una visione del mondo.
In questo senso, la “Targa Oro ASI” assume un valore che trascende il riconoscimento tecnico: diventa un sigillo culturale. Le vetture premiate – dalla leggendaria Fiat 500 Topolino all’Alfa Romeo Montreal alle icone sportive come la Ferrari 360 Modena o la Porsche 911 Carrera – non sono semplicemente mezzi di trasporto, ma simboli di un’Italia che ha saputo innovare, sognare e competere nel mondo.
Ma l’aspetto forse più significativo dell’intera manifestazione è stato lo sguardo rivolto alle nuove generazioni. Il concorso di disegno, che ha coinvolto gli studenti dell’Istituto Omnicomprensivo San Tommaso d’Aquino, ha dimostrato come la passione per il patrimonio storico possa essere trasmessa e reinterpretata. Non si tratta di nostalgia, ma di educazione alla memoria.
I giovani partecipanti non si sono limitati a disegnare automobili: hanno studiato, cercato, esplorato. Alcuni, come raccontato dai docenti, si sono spinti nei garage di famiglia alla ricerca di modelli dimenticati. È in questi gesti che si intravede la continuità culturale: nella curiosità, nella riscoperta, nella capacità di trasformare il passato in racconto.
La collaborazione tra istituzioni, scuola e associazionismo – evidenziata dall’assessore Michele Spinapolice e dal presidente del CVSI Luigi Iuozzo – emerge così come un modello virtuoso. Non un evento isolato, ma un percorso condiviso che rafforza il tessuto sociale e culturale del territorio.
In un’epoca dominata dalla velocità e dall’obsolescenza programmata, celebrare la longevità, la cura e la conservazione assume un valore quasi controcorrente. Le auto storiche insegnano la pazienza del restauro, il rispetto dell’originalità, il valore del tempo.
E forse è proprio questo il messaggio più profondo emerso a Grottaminarda: il progresso non consiste nel dimenticare ciò che siamo stati, ma nel saperlo custodire mentre si costruisce ciò che saremo.




