L’Associazione Dirigenti Politiche Sociali (ADIPS) Campania, per voce del suo Presidente Carmine De Blasio, esprime profonda preoccupazione per le ricadute della Legge di Bilancio 2026 sugli enti locali e si unisce con forza all’appello rivolto al Presidente della Regione, Roberto Fico, e all’Assessore Andrea Morniroli, affinché la Campania impugni la norma dinanzi alla Corte Costituzionale. Al centro della battaglia non c’è solo una questione di legittimità, ma la sopravvivenza stessa dei servizi sociali nei territori. La norma che istituisce il LEP (Livello Essenziale di Prestazioni) per l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione degli alunni con disabilità, pur partendo da un principio condivisibile, si traduce nei fatti in un “dispositivo a costo zero” per lo Stato che scarica ogni onere su Comuni e Ambiti territoriali.
Secondo il Presidente De Blasio, la Manovra 2026 configura un pericoloso corto circuito istituzionale. Le risorse per il biennio 2026-2027 sono del tutto insufficienti. Definire un diritto come “essenziale” senza garantire la copertura integrale da parte del bilancio nazionale è una contraddizione che minerà i bilanci comunali. Senza trasferimenti certi, i sindaci e i dirigenti degli Ambiti saranno costretti a tagliare altri servizi essenziali, creando disparità inaccettabili tra i diversi territori.
“Siamo di fronte a un paradosso normativo,” dichiara Carmine De Blasio. “Si definisce un livello essenziale di prestazione sulla carta, ma si lasciano i Comuni e gli Ambiti territoriali soli in prima linea a gestire l’impossibile. Non possiamo permettere che i LEP diventino un ‘guscio vuoto’ o, peggio, un debito fuori bilancio strutturale per i nostri enti locali. Chiediamo che la Campania segua l’esempio della Puglia per tutelare la dignità delle persone con disabilità e la tenuta democratica dei servizi sociali territoriali.” L’introduzione di nuovi obblighi non assistiti da trasferimenti finanziari violerebbe il principio costituzionale di coordinamento della finanza pubblica e di autonomia finanziaria degli enti territoriali. L’invito al Presidente Fico è dunque quello di deliberare un’immediata impugnativa per sollevare il conflitto di legittimità costituzionale. È necessario fermare una deriva che vede lo Stato centrale legiferare sui diritti “con il portafoglio degli altri”, segnatamente quello dei territori campani già in sofferenza.



