“In un mondo iper-tecnologico siamo rimasti gli unici con cui riescono a dialogare. A noi nonni il compito di tramandare i valori che si rischiano di perdere”: costruire un ponte tra le vecchie e le nuove generazioni; aiutare i giovani a recuperare quei punti di riferimento che internet e le crisi economiche e sociali stanno inesorabilmente distruggendo. E’ con questa nobile sfida che si è svolto questa mattina, presso la sede di via De Renzi, il Sesto Congresso Provinciale della Federazione Anziani e Pensionati (Fap) delle Acli di Avellino, con l’elezione dei nuovi organi dirigenti e dei delegati che rappresenteranno l’associazione cristiana irpina ai prossimi congressi regionale e nazionale (rispettivamente il 28 maggio al Loreto, e dall’11 al 13 di giugno a Roma). Nel nuovo direttivo provinciale entrano Franco De Blasio, Nicola De Rogatis, Gianluca Gaeta, Giuseppe Manzo e Gerardo Salvatore. I due delegati al congresso nazionale saranno De Rogatis e Salvatore. Ad aprire i lavori di questa mattina il presidente provinciale uscente Alfredo Cucciniello, arrivato al termine del suo secondo mandato, affiancato da Rachele Fusco.
Il tema principale del nuovo corso che si è aperto stamattina lo spiega ai lettori del Corriere il segretario regionale delle Acli Gerardo Salvatore: “Questo nostro congresso provinciale non è solo un appuntamento statutario, ma è un momento importante nel quadro preoccupante dell’attuale situazione geopolitica internazionale. Una situazione di fronte alla quale siamo chiamati ad agire soprattutto noi della vecchia generazione, noi nonni, per aiutare a migliorare il futuro delle nuove generazioni. Non casualmente abbiamo posto come tema del nostro congresso la promozione e la coltivazione dei legami intergenerazionali, tra giovani e anziani, per costruire una comunità che rischia di perdere i suoi valori”.
“E’ uno sforzo che probabilmente se non lo facciamo noi non lo fa nessuno. E’ a tutti chiara la crisi delle nostre istituzioni fondamentali, quali la famiglia e la scuola. Noi anziani di questa nostra grande associazione delle Acli siamo fedeli ai postulati fondativi di 80 anni fa delle associazioni cristiane e dei lavoratori italiani. Poniamo la persona al centro del tessuto comunitario, ed è qui che dobbiamo agire, dove i legami si sono sfilacciati e dove i rapporti tra le persone, vuoi anche per l’invasione della tecnologia e per il doppio lavoro a cui sono costretti molti genitori, vedono i nostri giovani, i nostri nipoti, avere poche possibilità di ascolto. Ormai, spesso, riescono a parlare probabilmente solo con i nonni”.
“Allora noi abbiamo un grande compito di pedagogia sociale, per dare un punto di riferimento a questi giovani. Non con delle prediche o delle omelie, ma con l’esperienza vissuta. E’ certamente un compito tutto in salita rispetto a quella che è l’angoscia dei nostri giovani. Alcuni studiosi ritengono che la ragione fondamentale di questa angoscia è che da una parte c’è una libertà che equivale a 100, mentre le responsabilità equivalgono a zero. E allora noi cerchiamo con questo nostro congresso e con i nuovi quattro dirigenti, di svolgere questa azione, con umiltà e con pazienza”.
“Le Acli sono una grande scuola, una forza sociale, di formazione sociale umana, ma hanno anche dei servizi in grado di trasformare il pensiero in azione. Per esempio abbiamo il patronato Acli dedicato ai servizi sociali dei lavoratori, abbiamo il centro Caf per l’assistenza fiscale agli anziani, abbiamo il settore Terra, l’Unione Sportiva Acli, l’Unione dei Consumatori, la Federazione degli Anziani, il Coordinamento Donne, siamo presenti un po’ in tutti gli ambiti della vita sociale e del tessuto comunitario”.
Un appello al futuro sindaco di Avellino
“Noi abbiamo sempre rivolto un appello ai candidati delle elezioni, chiedendo di porre alla base del proprio impegno quelle che erano le esigenze della comunità, al di là delle barriere ideologiche, ma con un dialogo e con una capacità di lettura delle esigenze, perché riteniamo che il difetto peggiore della nostra politica sia quello di non leggere il territorio, non come entità fisica, ma come luogo in cui emergono le esigenze materiali delle persone. Per esempio credo che la questione della cura e tutela degli anziani sia una questione emergente, visto il numero crescente della popolazione anziana in città. Ed allora ogni amministratore comunale deve affrontare questo nodo, perché gli anziani non sono lo scarto di cui parlava Papa Francesco, ma sono delle persone portatrici di esperienza, di valori e di insegnamenti. Un esempio concreto è stata la recente istituzione della Consulta Argento, varata dalla commissaria straordinaria del Comune di Avellino Giuliana Perrotta, alla quale noi delle Acli abbiamo partecipato insieme ad altre organizzazioni. Credo che sia uno strumento per concreto a favore degli anziani”.




