I comitati territoriali Fuori dalle Pale e No eolico selvaggio scrivono al Presidente della Regione Campania, Roberto Fico per chiedere il suo intervento urgente per la gestione delle energie rinnovabili in Alta Irpinia.
“Egregio Presidente,
in qualità di cittadini e Comitati territoriali preoccupati per lo sviluppo energetico e le trasformazioni del territorio altoirpino, ci rivolgiamo a Lei affinché intervenga come primo responsabile della tutela del territorio regionale.
Si segnala quanto segue:
Stato attuale degli impianti:
Sul territorio altoirpino sono state installate finora 420 pale eoliche di grandi dimensioni e 150 di dimensioni ridotte, per una potenza complessiva di circa 650 MW.
Sono in via di installazione ulteriori 120 pale grandi e 130 piccole, per una potenza complessiva stimata di 700 MW.
Sono già presenti mastodontici tralicci di elettrodotti da 150 KW, 220 KW e 380 KW.
Esistono autorizzazioni per oltre 150 ettari di impianti fotovoltaici su suolo agricolo, oltre a numerose richieste per ulteriori impianti e relative infrastrutture.
Criticità rilevate:
Tutto quanto sopra persiste in assenza di PEAR e di PTTR approvati dalla Giunta Regionale, mentre la definizione delle aree idonee, salvo eventuale commissariamento, ha scadenza il 22 marzo prossimo, come stabilito dal D.L. 22/11/2025 n.175.
Le installazioni previste interferiscono con il tracciato della Via Appia, patrimonio UNESCO, nonché con le aree SIC (Siti di Importanza Comunitaria).
Secondo il decreto sulle aree idonee ( correttivo nel 2025 ) le pale eoliche devono essere installate a distanza minima di 3 km dai luoghi tutelati, norma non rispettata in molti casi.
Ulteriore criticità è rappresentata dalle centrali BESS (Battery Energy Storage System), la cui localizzazione deve essere attentamente valutata per rischi idrogeologici e sismici.
Richieste dei Comitati:
Moratoria immediata per tutte le autorizzazioni ministeriali, regionali e provinciali relative a impianti eolici e fotovoltaici in Alta Irpinia.
Bonifica dei siti già compromessi, con restituzione all’uso agricolo, finanziata tramite le fideiussioni obbligatorie.
Repowering degli impianti esistenti, al fine di ottimizzare la produzione energetica riducendo l’impatto ambientale e paesaggistico.
Attivazione delle strutture regionali competenti (Agricoltura, Industria, Urbanistica, Ambiente) per gestire in modo coordinato le emergenze territoriali.
Incentivazione dell’autoconsumo energetico e delle comunità energetiche, garantendo una gestione equa delle risorse rinnovabili, secondo i principi di sostenibilità e sviluppo locale.
Motivazioni ulteriori:
La zona è stata dichiarata ‘satura’ dal precedente Consiglio Regionale (2016) a causa del rischio sismico e idrogeologico.
La regolamentazione vigente per la realizzazione di impianti FER non prevede l’applicazione del Codice degli Appalti né l’imposizione di IMU, imposte e tasse ordinarie sugli opifici, rendendo spesso le compensazioni legali unilaterali e difficilmente controllabili.
Confidiamo in un suo intervento diretto e prioritario per fermare ogni forma di speculazione, tutela del territorio, e promuovere un modello energetico realmente sostenibile, nel rispetto delle normative ambientali e dei beni culturali”
Eolico, i comitati scrivono a Fico: “Il territorio è saturo, intervenga la Regione”
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