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Riapre il Santuario di Montevergine, l’abate Guariglia: “Siate costruttori di vita”

La folla non è quella consueta dei giorni di festa ma il santuario di Montevergine riapre, i fedeli possono tornare a pregare al cospetto di Mamma Schiavona ed è un primo passo importante verso il ritorno alla normalità. Lo sottolinea l’abate di Montevergine Riccardo Guariglia  a margine della celebrazione della messa nella domenica delle Palme e non nasconde la sua emozione: “Finalmente, dopo quattro mesi, nella Domenica delle Palme il Santuario di Montevergine riapre ai fedeli. È una notizia bellissima e il primo pensiero è stato, naturalmente, quello di fermarmi in preghiera sotto lo sguardo di Mamma Schiavona”. I fedeli arrivano in funicolare, unico messo per accedere al santuario e sarà così per tutti i giorni di festa, a causa dei lavori di messa in sicurezza ancora in corso sulla provinciale. Anche se sono tanti ad avere scelto di raggiungere a piedi il santuario.

“Nonostante il tempo incerto e il freddo, riprendiamo passo dopo passo, tornando a quella che è la normalità del Santuario: l’accoglienza di tutti i pellegrini che salgono fin qui per mettersi ai piedi della Madonna. In questi giorni abbiamo ricevuto tanti messaggi di solidarietà, ma soprattutto di gioia da parte di persone felici di poter tornare a Montevergine per sostare davanti alla Vergine”, dice l’abate.

“La Domenica delle Palme – ricorda -segna l’inizio della Settimana Santa: la Chiesa celebra la passione, morte e risurrezione di Gesù. Anche la riapertura del Santuario diventa così un’occasione per prepararci all’incontro con Cristo risorto, affinché possa portare pace e serenità a tutte le famiglie”.

Ricorda come “C’è stata una grande sinergia tra le istituzioni per rendere possibile questa riapertura, nonostante la strada sia ancora chiusa. La prima corsa della funicolare e persino il raggio di sole di questa mattina sono segni di un impegno condiviso. Devo dire che, con determinazione da parte mia e della comunità, si è riusciti ad accelerare i tempi.

Mi auguro che presto la strada possa tornare almeno percorribile per le auto. Sono anche un po’ preoccupato, perché maggio è il mese dedicato alla Madonna e abbiamo già molte prenotazioni, oltre ai tradizionali pellegrinaggi, anche per eventi che mettono al centro Montevergine e l’Irpinia.

Per le persone anziane la funicolare non è sempre il mezzo più semplice: c’è qualche difficoltà nel collegamento fino al Santuario, ma le istituzioni e la Protezione Civile si sono attivate con navette per facilitare gli spostamenti.

Il messaggio che voglio lanciare oggi ai fedeli – conclude -è quello della pace. Ne abbiamo tutti bisogno. Anche se il futuro appare incerto, dobbiamo pregare Dio, attraverso la Madonna, affinché tocchi il cuore delle persone. Riprendo le parole di Papa Leone: una pace disarmante e disarmata. Non possiamo essere costruttori di morte, ma costruttori di vita”.

A partecipare alla cerimonia il sindaco di Vittorio D’Alessio che parla do una “giornata storica poichè il santuario non era mai rimasto chiuso per così tanto tempo. Questa riapertura rappresenta anche la possibilità di una ripartenza per l’economia della comunità del Partenio. Abbiamo toccato con mano  quanto questo sito sia dentraòe per lo sviluppo del territorio, a partire dalla risorsa rappresentata dal turismo religioso. La speranza è, naturalmente che possa riaprire al più presto, anche parzialmente la strada provinciale, magari con navette che consentano di trasportare i fedeli, poichè ci avviciniamo a maggio, un mese importante per i pellegrinaggi al santuario. Il danno in termini economici per gli esercizi commerciali e i ristoratori c’è stato ma dobbiamo tenere conto che nei mesi invernali il flusso al santuario è ridotto. Ecco perchè la sfida è cercare di ripartire al meglio. I tempi degli interventi li sta dettando la Provincia e sicuramente le avverse condizioni metereologiche hanno ritardato i lavori ma siamo convinti che quanto prima si possa tornare ad un afflusso regolare al santuario. Il prossimo obiettivo sarà quello di individuare risorse per mettere in sicurezza il costone e verificare ulteriori criticità legate a condizioni di dissesto idrogeologico. Vogliamo puntare sulla prevenzione, perchè non si verifichino altri casi del genere”.

A tracciare un bilancio positivo del primo giorno di riapertura del santuario Claudia Campobasso, dirigente della Protezione Civile regionale “Abbiamo collaborato alla redazione di questo piano di emergenza in sinergia con Prefettura e Questura, la Regione Campania ha voluto essere fortemente presente. Tutte le squadre sono in postazione, fino ad ora  non si sono registrate criticità, tutto sta funzionando al meglio. Presidiamo l’intersezione di Pietrastornina-Acqua delle Vene per evitare che arrivino veicoli da Pietrastornina e Pannarano. In questi giorni siamo dovuti intervenire per disgelare 15 chilometri di strada, resa impraticabile dalla neve, anche perchè i mezzi di soccorso e ambulanze arrivano lungo quell’arteria. Le altre squadre sono sul piazzale, abbiamo due pullmini per accompagnare persone diversamente abili, siamo tutti muniti di radio, con una cabina di regia per verificare e intervenire in caso di disagi. Diciamo che si tratta di una prova generale, fino ad oggi positiva. L’afflusso dei pellegrini non è stato massiccio ma le condizioni metereologiche di questi giorni facevano presagire che non ci sarebbe stata la consueta folla”. Quindi la conferma che “Questo piano resterà in vigore fino al 2 giugno o comunque fino alla data di riapertura della provinciale, se dovesse avvenire nei prossimi mesi. Ringraziamo l’Air che che ha garantito la possibilità di raggiungere il santuario con la funicolare. Intanto, due presidi sono stati allestiti  al Castagno e al Casone per informare che la strada è chiusa ma i ristoranti sono aperti. C’è stato un notevole dispiegamento di forze per consentire la fruizione del santuario in sicurezza e fare in modo che i pellegrini possano partecipare di nuovo alle celebrazioni”. E sono stanti ad ammettere come Antonio Vastola che “la funicolare è stata una scoperta bellissima. Venivamo sempre in auto ma d’ora in poi useremo sempre la funicolare. E’ bellissimo poter celebrare qui la Domenica delle Palme”. Claudio Galasso è tra coloro che con il gruppo del Cammino di Guglielmo hanno scelto di salire a piedi da Mercogliano “Il percorso è in ottime condizioni, non abbiamo incontrato grosse difficoltà, malgrado il freddo. Poca la neve ai margini del sentiero”. Anche lui, come tutti i fedeli, rende omaggio alla Vergine nella cappella, dove si fermano tutti i pellegrini. A partire da Ospedaletto è Angelo di Taurasi, che ammette “Non è la prima volta, da anni vengo a piedi quassù. Sono partito da solo ma ho trovato altri pellegrini lungo il sentiero”.

Padre Carmine Allegretti, direttore della Biblioteca del Loreto, parla di una giornata attesa da mesi “Non è stato facile anche per noi monaci, la comunità era divisa, con una parte costretta a soggiornare al Loreto e un’altra presente al santuario. E’ stato bellissimo poter di nuovo accogliere i fedeli che mancavano qui da quattro mesi. E’ mancato tanto anche a noi il rapporto con la gente. Con l’aiuto della Vergine Maria e il sostegno di tutti siamo riusciti a raggiungere questo primo traguardo”. Una giornata speciale anche per Alessandro Fusco che coordina il Museo “Che gioia poter finalmente annunciare che il santuario è di nuovo accessibile”.

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