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Amministrative, il centrosinistra prova a fare sintesi su un profilo politico. Centrodestra diviso, Benigni si defila

Si apre una settimana decisiva per le amministrative cittadine del 24 e 25 maggio. Entro fine mese la presentazione delle liste e delle candidature a sindaco. Coalizioni, al momento, non ce ne sono né a sinistra né a destra

Si apre una settimana decisiva per le amministrative cittadine del 24 e 25 maggio. Entro fine mese la presentazione delle liste e delle candidature a sindaco. Coalizioni, al momento, non ce ne sono né a sinistra né a destra. Ci sono frammentazione e veti, incomprensioni più o meno note, spaccature, sospetti e incertezza.

Il campo largo non esiste. Come a Salerno, per colpa di Vincenzo De Luca: candidato a sindaco sostenuto dal Pd senza simbolo e dai socialisti, ma non da 5 Stelle e Avs, che hanno scelto invece il pentastellato Franco Massimo Lanocita. Salerno, però, è l’eccezione che conferma la regola del campo largo. A dividere il centrosinistra irpino è l’imprenditore Walter Giordano, debuttante in politica. Giordano è un possibile candidato sindaco perché si è proposto: ha chiarito, dopo essere stato tirato in ballo da Angelo D’Agostino, coordinatore provinciale di Forza Italia, che sarebbe eventualmente candidato solo del centrosinistra. Per il resto, sono solo voci di corridoio: Giordano sarebbe sostenuto dal capogruppo dem Maurizio Petracca e dal capogruppo regionale di Casa Riformista, Enzo Alaia. In un primo momento, con il beneplacito del vicepresidente dei 5 Stelle, Michele Gubitosa. Supposizioni. Tanto è bastato a spaccare il campo largo.

Nella prima direzione Pd post congresso, chi ha preso posizione lo ha fatto contro un’ipotetica candidatura Giordano. Petracca non ha confermato né negato: non è intervenuto. A fare sintesi ci ha provato il neo segretario dem Marco Santo Alaia, indisponibile a subire veti.

Lo ha ribadito replicando a Sinistra Italiana e alle associazioni politiche Si Può e Controvento. Sinistra Italiana aveva infatti abbandonato l’ultimo interpartitico criticando il metodo che avrebbe portato a un candidato “prescelto” senza una discussione tra partiti e associazioni. Della questione si è poi discusso in un’assemblea pubblica convocata dal mondo della sinistra, con la partecipazione di Libera, Arci, Cattolici democratici, Rifondazione Comunista, Noi di Centro, 5 Stelle e una parte del Pd. Il centrosinistra, insomma, si è diviso.

Sono intervenuti i vertici del Pd. La scorsa settimana ci sarebbe stata una call tra Francesco Boccia, capogruppo dem al Senato, Igor Taruffi, responsabile nazionale organizzazione del Pd, Stefano Graziano, capogruppo in commissione Difesa e Vigilanza Rai alla Camera, Piero De Luca e Petracca: tutti d’accordo sulla necessità di tenere unita la coalizione di centrosinistra e di indicare un candidato dal profilo politico.

Da qui si riparte. Il prossimo interpartitico ha come obiettivo di rimettere insieme i cocci del fronte progressista. Il Pd deve trovare la quadra.

Il problema è sempre lo stesso: non rinunciano a candidarsi a sindaco Nicola Giordano, Enza Ambrosone e Luca Cipriano, ex consiglieri comunali uscenti che hanno fedelmente supportato Petracca.

E poi c’è Francesco Todisco, presidente del Consorzio di bonifica del Volturno, esponente Pd che con la benedizione di Piero De Luca raccoglie consenso non solo tra i dem ma in una parte della sinistra e delle associazioni.

Lo scontro interno al Pd potrebbe risolversi o esasperarsi in una nuova direzione.

Dopotutto il partito ha delle regole: la decisione su chi candidare a sindaco non può essere sottoscritta dal solo segretario provinciale. I dem potrebbero comunque mettere sul tavolo del campo largo una rosa di nomi. Ogni alleato farà la propria proposta.

I 5 Stelle indicherebbero ad esempio, Vincenzo Ciampi o anche l’ex sottosegretario Carlo Sibilia. La mediazione non è facile.

Nel centrodestra va peggio. Walter Giordano se candidato sindaco troverebbe sponda in Laura Nargi, oggi non convintamente vicina a Forza Italia. D’Agostino e il consigliere regionale Livio Petitto la vorrebbero ricandidata a sindaca, civica con Fi, in disaccordo con l’intera coalizione di centrodestra. Nargi sembra l’unico nome spendibile per Forza Italia.

Se l’imprenditore Giordano non dovesse candidarsi — ipotesi ormai molto plausibile — lo farebbe l’ex sindaca, mettendo insieme forzisti e il suo gruppo civico Siamo Avellino. Oppure, tra Giordano candidato civico di un centrosinistra più o meno spaccato e Nargi civica con Fi l’accordo ci sarebbe eventualmente al secondo turno.

Centrodestra diviso in due, se non in tre. Fabio Benigni non sarebbe più tra i papabili: dopo la benedizione del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha spiegato da subito che la sua disponibilità ci sarebbe stata con un centrodestra unito. Benigni era consapevole magari che ciò non sarebbe accaduto. Ed oggi avrebbe rinunciato definitivamente.

Fratelli d’Italia, che sperava in Benigni, ora  è in cerca di un altro candidato. Ci sarebbe Pietro Caterini, dirigente scolastico alla guida dell’Istituto Superiore “De Sanctis-D’Agostino” di Avellino.

Infine la Lega dialoga con Gianluca Festa, che assicura di avere quattro liste e ha già aperto il comitato elettorale in Piazza Libertà. La città è tappezzata di manifesti. Ma lui non parla, scegliendo di interpretare una versione di sé più sobria rispetto al passato. I tempi cambiano. Per alcuni più di altri.

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