Rinviata la riunione della Direzione provinciale del Pd, inizialmente convocata per oggi, alle ore 18. La decisione è maturata a seguito di “concordi richieste” pervenute agli organi dirigenti del partito. La comunicazione ufficiale di rinvio, indirizzata ai componenti della Direzione provinciale e, per conoscenza, al segretario regionale pd Piero De Luca, è stata sottoscritta dalla presidente del Pd irpino Carmen Pellino e dal segretario provinciale pd Marco Santo Alaia.
La Direzione era stata convocata dopo la richiesta, datata 7 aprile, da parte di 16 dirigenti. Il nuovo appuntamento è stato fissato per mercoledì 15, sempre alle ore 18. All’ordine del giorno: relazione del segretario e conseguenti determinazioni politiche e organizzative. Tradotto: la discussione ha per tema la linea politica da seguire alle amministrative del 24 e 25 maggio.
Il rinvio della Direzione pd è chiaramente il segnale che nel partito per ora non c’è sintesi sul nome del candidato sindaco di Avellino.
Non è servito l’incontro di domenica sera tra il capogruppo regionale dem Maurizio Petracca e alcuni ex consiglieri comunali del Pd: c’è chi è ancora orientato a sostenere la candidatura a sindaco dell’imprenditore Walter Giordano, anch’egli presente all’appuntamento. Ma sulla candidatura di Giordano il Pd è diviso e il Campo largo pure. Le posizioni all’interno del Pd sono già venute fuori in una prima Direzione convocata per raggiungere la quadra su un nome.
Mentre gli alleati del centrosinistra a più riprese hanno bocciato Giordano.
Ci sono inoltre altri papabili sindaci: gli ex consiglieri dem Nicola Giordano, che ha annunciato la sua disponibilità attraverso dei manifesti, ed Enza Ambrosone, che non è mai venuta allo scoperto. Entrambi vicini a Petracca lo hanno incontrato domenica. Intanto il capogruppo pd prova con l’ex segretario uscente del Pd irpino Nello Pizza, già candidato sindaco nel 2018, sconfitto al secondo turno dal pentastellato Vincenzo Ciampi.
Pizza non ha ancora dato la sua disponibilità e la sua candidatura non è stata discussa nel Pd.
Infine, Francesco Todisco trova sponda in un pezzo del Pd, nel segretario regionale pd Piero De Luca e nella sinistra del Campo largo, oltre che nelle associazioni politiche cittadine che rientrano nel fronte progressista.
E l’obiettivo del Nazareno è soprattutto blindare l’unità del Campo largo, che già risulta spaccato a Salerno. Salerno è l’errore da non ripetere, avvertono dai piani alti del Pd.
Intanto l’ultimatum di Michele Gubitosa, vicepresidente del M5s, è scaduto: “Il tempo per il Pd – aveva dichiarato nei giorni scorsi su Irpininews – è scaduto. Entro lunedì il Pd dovrà indicare un nome unitario. Abbiamo riconosciuto al Pd irpino la possibilità di esprimere la candidatura, anche in ragione del risultato ottenuto alle ultime amministrative, dove è stato il partito con la percentuale più alta. È stato un atto di responsabilità politica.
Mi rivolgo a tutte le aree del Pd: pur nelle diverse sensibilità e nelle legittime correnti interne, devono ricordarsi di appartenere a un unico partito. La dialettica politica è naturale, anzi è un valore, ma in questo momento siamo andati ben oltre il limite. Ora devono smetterla con le divisioni interne e dimostrare di essere in grado di convergere su una proposta realmente condivisa. La città non può più attendere i tempi delle loro liti.
Se entro lunedì non arriverà un accordo, sarà il Movimento 5 Stelle a indicare il nome del candidato sindaco. La pazienza è finita”.



