Nonostante le indagini a ritmo serrato, non c’è ancora nessuna traccia dell’antica e preziosissima corona della Madonna della Libera, del calice e degli oltre dieci chili di oro votivo all’interno della cassaforte, portata via a mano, da malviventi, martedì notte, nell’ufficio parrocchiale della chiesa “Cattedrale” Santa Maria Assunta di Trevico. Il blitz notturno avvenuto, in una delle cattedrali simbolo dell’Irpinia. Almeno sei i banditi entrati in azione la notte di martedì scorso nel comune più alto della Campania e paese natio del regista Ettore Scola. Presa di mira la chiesa “Cattedrale” Santa Maria Assunta: i ladri hanno portato via, dall’ufficio diocesano, la cassaforte contenente tutto l’oro della Madonna: oltre 10 chili e una corona del 1934. Il bottino, secondo le prime stime, si aggirerebbe su un valore di un milione di euro.
L’allarme è scattato subito dopo che i ladri, a volto coperto e vestiti con tute bianche, si erano dati alla fuga. Sul posto, in piazza Nicola Ferrara, il sindaco Nicolino Rossi insieme al parroco don Claudio Lettieri, che hanno subito allertato i carabinieri, arrivati dalle stazioni di Flumeri e Ariano Irpino. I militari, giunti in pochi minuti, hanno effettuato i rilievi e avviato le indagini. Informato,subito dopo, anche il vescovo della diocesi di Ariano Irpino- Lacedonia Sergio Melillo. “Si è cancellata in una notte la storia della Baronia, sono spariti tutti gli ex voto di tanti fedeli di questo territorio: parliamo di un valore di almeno un milione di euro”, aveva commentato il sindaco Rossi. Sotto choc e addolorato il parroco don Claudio Lettieri, che aveva , il giorno successivo, lanciato un appello ai ladri: “Contattatemi, restituite a questa comunità almeno la corona della Madonna della Libera che per noi ha un valore straordinario”. Indagini in corso da parte dei carabinieri, che non escludono, che ad agire sia stata una banda di malviventi proveniente dal Foggiano. Intanto emerge l’ipotesi dell’esistenza di una talpa nel clamoroso furto della cassaforte portata via da sei malviventi, dall’accento misto italiano e straniero e vestiti con tute bianche.
Un sospetto manifestato, nel corso del consiglio comunale straordinario, tenutosi nel pomeriggio di ieri, nel comune più alto della Campania, a cui ha preso parte anche il parroco. Il sindaco Rossi, che ha espresso massima fiducia alle forze dell’ordine, ha sollecitato anche un potenziamento dei presidi di pubblica sicurezza sul territorio.”Mi auguro che possano essere assicurati alla giustizia i colpevoli di questo gesto gravissimo. Per quel che mi riguarda non sono stato mai coinvolto in azioni preventive della cassaforte. Ma ora è il momento dell’unità.Dobbiamo trovare il senso di comunità civile e religiosa e se ci sono responsabilità su questa vicenda devono emergere”. Dall’opposizione l’invito affinchè il paese sia dotato di una video sorveglianza attiva. Il primo cittadino ha risposto che Trevico, ritenuto negli anni un’ oasi felice, non ha beneficiato, per ora, finanziamento per questo progetto.
L’assise consiliare ha sollecitato la Prefettura, affinchè ci sia una maggiore attenzione da parte delle forze dell’ordine alla luce dei ripetuti episodi di criminalità, che hanno interessato abitazioni, sportelli postali e bancari e nei giorni scorsi, anche la chiesa Madre di Trevico. Il parrocco ha manifestato la disponibilità ad unire le forze, superando le divisioni e ha voluto fare chiarezza sulla custodia dell’oro votivo. “La vecchia cassaforte era ormai deteriorata in più punti e questo è stato il motivo per cui, grazie ad una donazione, abbiamo trasferito l’oro in un’altra struttura. Ci siamo muniti di un sistema di sicurezza e allarme all’interno e che ci ha permesso di poter filmare la scena utile agli inquirenti. Sin dal mio insediamento abbiamo provveduto ad effettuare un inventario.


